La sicurezza dei reattori nucleari francesi crea tensioni tra Parigi e Bruxelles


Lunedì 21 marzo si riunisce a Bruxelles il Consiglio straordinario dei ministri dell’Energia dei paesi membri dell’Unione europea. Un summit organizzato dalla presidenza ungherese di turno dell’UE a seguito del grave incidente che in Giappone ha colpito la centrale nucleare di Fukushima.

Un summit agitato sin dalla vigilia a causa della polemica tra Parigi e Bruxelles riguardo alla sicurezza dei reattori nucleari francesi. La Francia possiede il più grande parco nucleare d’Europa, con 58 reattori in attività che generano oltre il 75% dell’energia elettrica del paese.

Tutto era iniziato il 17 marzo, quando Günther Oettinger, Commissario europeo dell’Energia, aveva dichiarato che diversi reattori nucleari francesi non soddisfano i requisiti di sicurezza imposti dall’Unione europea. Dichiarazioni che non sono piaciute al ministro francese dell’Industria Eric Besson, che si è detto oltraggiato dalle dichiarazioni di Oettinger.

Oettinger si era espresso in un intervento sul canale televisivo Arte, sostenendo che i test di resistenza che l’Unione europea condurrà su tutti i reattori nucleari europei mostreranno l’inadeguatezza degli impianti francesi.
Il ministro Besson lo ha accusato di spaventare la popolazione e di gettare ombre ingiustificate sull’industria nucleare francese: “Affermare senza avere prove che parte dei nostri reattori non passeranno i controlli di sicurezza è quantomeno sorprendente – ha detto Besson – il Commissario Oettinger dovrà dare spiegazione delle sue affermazioni in occasione del Consiglio straordinario dei ministri dell’Energia, il 21 marzo a Bruxelles”.

L’Unione europea intende sottoporre a test di resistenza i 143 reattori nucleari presenti in Europa per verificare la loro tenuta in caso di inondazioni, interruzioni di corrente, terremoti o tsunami.