Sergio Morisoli, il progetto Copernico e i frontalieri

Quando lavorava alle dipendenze di Marina Masoni presso il DFE, Sergio Morisoli fu il coordinatore per l’ideazione e la produzione del progetto Copernico – e correva l’anno 1997.
Il progetto Copernico, testuali parole, era ed è “uno strumento di Marketing per la promozione economica del Cantone e l’attrattività di insediamento di nuove attività.”
In parole povere: attirare in Ticino industrie e ditte (anche estere) con le note agevolazioni fiscali ma non solo, per creare nuovi posti di lavoro e quindi creare occupazione(?).
Sì, ma quali posti di lavoro? Per chi? Con che livelli di stipendi?

E qui si arriva al nocciolo del discorso perché la frase “creare nuovi posti di lavoro” di per sè non dice assolutamente nulla se tu non specifichi a chi andranno questi posti di lavoro (residenti in Ticino o frontalieri?) e quale sarà mediamente il loro livello di salario.
Per intenderci, si possono creare nuovi posti di lavoro con retribuzioni mensili di 2’800 franchi (e succede) e allora che cavolo di “ricchezza” porti in Ticino?

Il progetto o programma Copernico, che dir si voglia, ha favorito l’aumento di manodopera frontaliera in Ticino e di conseguenza ha favorito il dumping salariale con i disastri che sono sotto gli occhi di tutti.
Gli ambienti economici (anche italiani) ringraziano ma i lavoratori residenti in Ticino non credo proprio. Guardiamo le cifre ufficiali del programma Copernico 1997-2010 e le nuove aziende attirate o create nel cantone con la provenienza geografica delle stesse:
Italia: 99
Germania: 9
USA: 8
Altri paesi: 32
Svizzera: 11
Ticino: 60

A questo punto appare evidente l’equazione: attuazione progetto Copernico e aumento costante di manodopera frontaliera. Chi dobbiamo ringraziare? Di sicuro anche Sergio Morisoli.
Per la cronaca, prima che qualche frustrato faccia i soliti commenti, anch’io ho lavorato 16 anni nel settore privato, ma erano altri tempi e anche altri datori di lavoro e la parola data aveva il valore di una firma. Sta di fatto che oggi in Ticino entrano tutti i giorni 51’500 frontalieri.

Mi piacerebbe tanto sapere se Sergio Morisoli ha votato a favore (come dubito) degli Accordi Bilaterali, perché allora la scelta della Lega di candidarlo agli Stati diventa addirittura scellerata.
Scorgo infatti una forte contraddizione nel denunciare (anche giustamente è ovvio) il continuo aumento di manodopera frontaliera tutte le domeniche e poi candidare agli Stati una persona che con l’ideazione del progetto Copernico ha favorito, con altri, proprio tutto questo.
Questi sono fatti e non preconcetti.

Donatello Poggi