Esplosione di truffe alle assicurazioni – Donatello Poggi

Nei giorni scorsi è uscita, piuttosto in sordina una notizia sulle truffe ai danni delle assicurazioni che vedrebbe il cantone Ticino secondo solo a quello di Ginevra, in questa non troppo lusinghiera classifica.

Ticino, Ginevra … eppure un nesso c’è.
Si è poi citato un caso “recente in Ticino” riguardante il titolare di una ditta di traslochi, che aveva dichiarato di aver subìto il colpo di frusta e di non essere più in grado di lavorare.
Addirittura il “disonesto di turno” chiedeva di farsi pagare una persona che lo seguisse 24 ore su 24, perché lui non riusciva neppure a fare le pulizie di casa (SIC!).
Qualche dubbio quelli dell’assicurazione interessata lo devono avere avuto da subito e allora hanno ingaggiato un detective (cosa che dovrebbero fare SUBITO anche coloro che dormono sonni tranquilli presso l’Ufficio AI), che per una quindicina di giorni ha seguito il “disonesto di turno”.
Con non molto stupore, si è dovuto costatare che l’uomo lavorava eccome! Guidava, scaricava mobili, si muoveva come qualsiasi persona in buona salute. Hai capito il “disonesto di turno”?
La compagnia di assicurazioni ha speso circa 10.000 franchi in investigazioni, ma ne ha però risparmiati 570.000!
L’uomo è stato denunciato e condannato a 4 anni di carcere, nonché, udite udite, a 10 anni di espulsione dal territorio elvetico.
Ah, ma allora non era un cittadino svizzero. Strano.
Se poi aggiungiamo che la figlia aveva denunciato un furto in casa per il quale chiedeva 40.000 franchi, il quadro, triste, è completo.

Potrei andare avanti per ore a fare esempi ma non voglio tediare il lettore più di quel tanto. Le statistiche (quelle vere) parlano chiaro!
Chi difende ancora queste persone? Qualcuno è forse pagato per farlo?
Poi ci lamentiamo se i premi delle assicurazioni salgono! Per forza, perché c’è gente di questa specie che pensa solo a fregare gli altri.
Ricordo, per chi facesse finta di non saperlo, che in Svizzera ci sono compagnie di assicurazioni che, in alcuni casi, non stipulano più contratti con persone di determinate etnie.
Sarà una forma di razzismo? No, il semplice desiderio di non farsi fregare. Capito, cari buonisti con i piedi sempre bene al caldo?

Donatello Poggi
“cittadino contribuente”