Marco Romano sulla preoccupante situazione alle frontiere del Ticino

Nel corso della prima settimana della sessione primaverile delle Camere federali ho presentato un atto parlamentare che chiede al Consiglio federale di aumentare gli effettivi del Corpo delle Guardie di Confine.

Chiedo più agenti a livello nazionale, con un occhio di riguardo per il confine caldo a sud. Una necessità per fare fronte con la dovuta efficacia, in Ticino, all’immigrazione, contrastare la criminalità transfrontaliera ed essere maggiormente incisivi nella lotta al contrabbando.
La mia proposta si fonda sui recenti sviluppi della politica migratoria internazionale che sta portando una crescente pressione nei confronti del nostro Paese.

Il Consiglio federale farebbe bene a verificare se l’odierno effettivo globale autorizzato del Corpo Guardie di Confine è almeno pari a quello in servizio prima dell’entrata in vigore dell’accordo di Schengen/Dublino.
In Ticino, soprattutto all’interno del Corpo e tra chi si occupa di garantire sicurezza e ordine pubblico, si ricorda che il Governo aveva prospettato un aumento delle Guardie quale misura di accompagnamento a tutela del Ticino.
L’attuale situazione alla frontiera sud del Paese è preoccupante e tesa. Durante lo scorso anno sono notevolmente aumentati sia il numero di richiedenti l’asilo in arrivo nella città di Chiasso e alla frontiera “verde” ticinese sia i soggiorni illegali.

Le prognosi di evoluzione evidenziano che la pressione resterà alta, soprattutto per quanto attiene l’arrivo di gruppi di cittadini dall’Africa (ad es. Eritrea, Nigeria e Tunisia) e dai Balcani. Il Corpo Guardie di Confine è sotto pressione da anni e l’attuale dotazione di personale è troppo limitata.
Più fronti – tra cui la politica, incapace poi di concedere i mezzi necessari alla missione – chiedono di gestire l’arrivo dei richiedenti l’asilo e combattere i soggiorni illegali con maggiore efficacia ed efficienza. Senza concedere personale sufficiente, si invoca un migliore e più presente controllo alla frontiera.
Si devono e si possono aumentare i controlli sia sul confine “verde” sia ai valichi doganali. L’afflusso di richiedenti l’asilo crea inoltre maggiori impegni nella repressione di reati connessi all’immigrazione.

Penso alla tratta di esseri umani, nell’organizzazione a pagamento dell’entrata illegale, e alla criminalità transfrontaliera con furti perpetrati in Ticino da immigrati residenti illegalmente in Italia.
Appare dunque necessario e opportuno aumentare nei prossimi anni l’effettivo autorizzato del Corpo Guardie di Confine. A chi opporrà argomenti finanziari, voglio sin d’ora sottolineare che maggiori effettivi non rappresentano esclusivamente un costo. Si tratta di un investimento a favore della nostra sicurezza, elemento importante delle condizioni quadro generali.
Da un mero punto di vista contabile voglio poi ricordare che le Guardie di Confine realizzano importanti e crescenti introiti a favore della Confederazione applicando la Legge federale sulle dogane (es. dazi, multe, ecc.).
Infine un maggiore controllo alla frontiera permette a medio termine di rendere meno attrattivo il nostro Paese soprattutto per i “migranti economici” che non hanno nessun diritto d’asilo in Svizzera.

Marco Romano, segretario cantonale e consigliere nazionale PPD