Fiscovelox e telecamere fisse alle dogane – Lorenzo Quadri

A quanto risulta, e non è stato smentito, l’Italia è intenzionata ad installare delle postazioni di videosorveglianza fissa ai valichi con la Svizzera.

Pubblicamente vengono – come scontato – addotti motivi di sicurezza; c’è però il sospetto che i nuovi impianti (di cui al momento si starebbe discutendo il finanziamento) serviranno in realtà da surrogato dei famosi fiscovelox.
Vale a dire, serviranno quali strumenti volti ad identificare, ed in seguito indagare, basandosi sulla cilindrata e il modello del veicolo, cittadini italiani facoltosi “pizzicati” a varcare il confine con il nostro Paese.
Si tratta quindi di impedire, con discutibili misure deterrenti e persecutorie, ai cittadini italiani facoltosi di portare un contributo all’economia ticinese.

Il fiscovelox viene da tempo contestato come simbolo della rottura unilaterale, da parte della vicina Penisola, dei rapporti di buon vicinato tra Italia e Svizzera.
Rottura che ha portato alla diatriba notoria. La creazione di postazioni di fiscovelox (o surrogati di fiscovelox) fisse sarebbe pertanto in palese contraddizione con le trattative attualmente in corso tra i due Stati.
Va inoltre rilevato che i fiscovelox potrebbero configurare una violazione degli Accordi di Schengen. Essi costituiscono infatti una forma di controllo sistematico, motivato con la sola circostanza dell’attraversamento del confine.

Chiedo al lodevole Consiglio federale:
– Il CF è al corrente dell’intenzione italiana di collocare degli impianti di videosorveglianza fissa ai valichi con la Svizzera?
– Impianti analoghi sono previsti anche ai confini tra l’Italia e altri Stati?
– Quali garanzie ci sono che non si tratterà di una forma di impianti fiscovelox fissi?
– Nel caso la possibilità che si tratterà effettivamente di fiscovelox fissi venga ritenuta concreta: quale sarebbe l’atteggiamento del CF a questo proposito?

Lorenzo Quadri
Consigliere nazionale Lega dei Ticinesi