Territori occupati. Il realismo palestinese non è rassegnazione

Accettando il reciproco riconoscimento con Israele, il popolo palestinese è stato ragionevole – ha dichiarato in una conferenza stampa a Parigi a inizio giugno Afif Safieh, ambasciatore dell’Autorità palestinese – Ha accettato di rinunciare a una giustizia assoluta per una giustizia possibile.

“Questo accresce la responsabilità della comunità internazionale – ha proseguito Safieh – per trovare uno sbocco. Oggi si deve constatare che il processo di pace avviato a Madrid nel 1991 è giunto al termine.
E’ stato lasciato troppo presto nelle mani dei soli belligeranti. Questi anni di pace teorica hanno permesso l’espansione dell’occupazione israeliana.”

Afif Safieh è considerato uno dei migliori diplomatici palestinesi. Attivo dagli anni 1970, ha rappresentato la Palestina presso diverse sedi diplomatiche europee e americane.
Oggi occupa il posto di Commissario aggiunto alla direzione degli affari internazionali del Fatah, il principale movimento dell’Organizzazione della liberazione della Palestina.
“Un territorio che è stato conquistato in sei giorni può essere restituito in sei giorni – ha detto Safieh, aggiungendo poi che la Storia viene scritta dagli ottimisti – Sono per la pace senza negoziati. I negoziati li abbiamo provati per venti anni e non hanno funzionato. Israele cerca di iscrivere nella geografia il suo schiacciante dominio militare. Sta dunque alla comunità internazionale imporre la pace, in particolare è un compito che spetta agli Stati Uniti.
La società israeliana non capisce che la sua sicurezza non verrà dalla sua strategia territoriale ma dall’accettazione di Israele da parte dei paesi della regione.
Oggi il vicolo cieco non è il rifiuto arabo di Israele, quanto piuttosto il rifiuto israeliano dell’accettazione araba che si è manifestata con l’iniziativa di pace della Lega araba nel 2002.
Oggi dico no a un processo di negoziati prolungato. Tutto è stato detto, non si può aggiungere del nuovo. Le cancellerie conoscono le soluzioni, il contenuto, i contorni della pace. Dal lato palestinese il consenso è a favore di un’azione popolare non violenta. La riconciliazione interpalestinese sta per concretizzarsi e sottoporremo nuovamente la questione alla comunità internazionale.
Consiglio alle Nazioni Unite di allineare il procedimento per il riconoscimento della necessità e della realtà di uno Stato palestinese, così come il voto sull’ammissione della Palestina come membro integrante delle Nazioni Unite. Il tutto potrebbe concretizzarsi il prossimo 29 novembre, data della Giornata internazionale della solidarietà con il popolo palestinese, ricorrenza istituita negli anni 1970 dalle Nazioni Unite.”