Quando il fanatismo obnubila le menti degli ecologisti – di Eros Nicola Mellini

Pubblichiamo con piacere questo spiritoso articolo dell’amico Mellini, non senza ricordare agli Ecologisti che Ticinolive è un portale aperto, ben disposto a ospitare anche loro contributi al dibattito politico.


Che le associazioni di consumatori facciano delle campagne a favore del consumo dell’acqua del rubinetto in sostituzione di quella minerale in bottiglia è legittimo. Sempre che lo facciano sulla base di affermazioni veritiere e inoppugnabili, quali il fatto che l’acqua del rubinetto costi nettamente meno o che sia generalmente di ottima qualità (perlomeno in Svizzera). In altre parole, agendo sulle virtù dell’acqua del rubinetto, e non su presunti difetti dell’acqua in bottiglia, salvo che un’analisi ne dimostri la nocività per la presenza di batteri particolari o di quantità eccessive di un minerale piuttosto che di un altro, casi che però sono contingenti e non devono permettere di screditare l’acqua minerale “tout court”. Posso anche – sebbene con fatica – accettare l’affermazione secondo la quale l’acqua in bottiglia sarebbe indirettamente inquinante in quanto il suo trasporto significa consumo di carburante, emissione di gas di scarico, eccetera.

Non posso per contro accettare il concetto per il quale, poiché l’acqua scarseggia in certi paesi del Terzo mondo, devo ridurne il consumo in Svizzera anche quando non si è afflitti da un periodo di siccità particolare. Come se si fosse in presenza di vasi comunicanti, per cui l’acqua risparmiata in centro Europa andrebbe automaticamente a compensare quella che manca in Africa per soddisfazione di tutti. A meno che gliela imbottigliamo e gliela trasportiamo giù, arrivando alla situazione assurda di bere noi l’acqua del rubinetto per far accedere gli Africani all’acqua in bottiglia (naturalmente con tutti gli inquinamenti diretti e indiretti del caso). Fuori di testa! Semmai aiutiamoli a scavare pozzi o a costruire stabilimenti di desalinazione dell’acqua di mare.

Neppure sono entusiasta dell’obbligo fatto ai ristoranti di servire l’acqua del rubinetto, magari anche gratis. Infatti, non vedo bene perché si debba obbligare un ristoratore a servire un determinato prodotto. Dovrebbe essere lasciata la libera scelta a quest’ultimo se farlo o non farlo, esattamente come non si obbliga un ristorante vegetariano ad avere nella carta una succulenta costata alla fiorentina o un ristorante cinese a servire una “cassöla”. E se uno vuole assolutamente bere una caraffa d’acqua non meglio definita, vada a cercare il ristorante dove gliela servono. Ma tant’è, la cosa non mi piace ma la posso – ancora con più fatica – accettare, fintanto che non mi si obbliga a bere l’acqua del rubinetto in assenza di acque minerali. Non perché abbia qualcosa contro l’acqua potabile fornita dalle nostre aziende comunali, infatti la bevo anch’io di tanto in tanto, ma mi piace che la cosa avvenga per mia scelta, non per imposizione di un’autorità ormai sempre più schiava delle pressioni dei talebani dell’ecologia.

Tutta questa filippica preliminare non è fine a sé stessa naturalmente, bensì mi serve a introdurre e denunciare un fatto che mi ha dato parecchio sui nervi: un’interrogazione di una consigliera comunale dei Verdi di Lugano, di cui – a parte la condivisione o no, e io propendo evidentemente per il no, della tematica – certe affermazioni deliranti meriterebbero una denuncia penale da parte delle ditte produttrici e distributrici di acque minerali. Perché, se da un lato nessuno contesta la legittimità di chiedere al Comune di promuovere il consumo dell’acqua potabile, non è assolutamente accettabile che si affermi “che il consumo di acqua imbottigliata provoca diversi fastidi e danni”. Che nella fattispecie, l’acqua minerale Henniez adottata dal Municipio per l’utilizzo durante le sedute, non sarebbe da scegliere perché “ha lo svantaggio di vicinanza con la centrale nucleare di Lucens” nel canton Vaud. Come se le nostre autorità competenti autorizzassero la vendita di un’acqua radioattiva. E ancora, parlando del progetto ZH2O in atto a Zurigo per favorire il consumo di acqua del rubinetto “Ci guadagna il portafoglio dei clienti (e fin qui potrei essere d’accordo), ci guadagna il ristoratore (chissà poi perché?), ci guadagna la salute e la qualità di vita di tutta la Città. E di nuovo si insinua che l’acqua minerale sarebbe dannosa per la salute! Quanto poi alla qualità di vita è un concetto molto opinabile. Se dovessi vivere come vorrebbero imporci i talebani dell’ecologia – cibo vegetariano, bicicletta e piedi invece di auto e moto, e adesso anche acqua del rubinetto invece di acqua minerale – avrei un magone tale che sarebbe la voglia di vivere a venirmi a mancare.

Infine l’apoteosi della “diffamazione idrica”: “Potrebbe considerare, la Città, di fare la chiara scelta a favore dell’acqua da rubinetto (eventualmente – ma quanto è umana Lei!, NdR – con l’aggiunta di bollicine, con la tecnologia di facile uso) invece della malsana e dannosa e costosa acqua imbottigliata…”. Malsana e dannosa? A questo punto delle due l’una: o qualche ditta produttrice o distributrice di acqua minerale cita questa signora per affermazioni inveritiere e diffamatorie, oppure significa che ha ragione e che si sta tentando di avvelenarci.
Francamente sono stufo di subire gli effetti delle frustrazioni dei cacciatori di streghe.

Eros N. Mellini