“Preferisco una parola un po’ sopra le righe ma detta apertamente!” – Intervista a Daniele Caverzasio

Dopo Paolo Bernasconi, Paolo Sanvido e Giancarlo Nava, tocca oggi a Daniele Caverzasio esprimersi sulla questione cruciale, sollevata con forza dai “moralizzatori”: i metodi di lotta della Lega dei Ticinesi sono accettabili? Daniele Caverzasio è deputato in Gran Consiglio per la Lega e nell’autunno 2011 è stato candidato al Consiglio Nazionale.

Ha realizzato l’intervista il professor Francesco De Maria.


Daniele Caverzasio si presenta
Sono nato nel 1975 a Mendrisio. Coldrerio è stato il paese che mi ha visto crescere e dove, con tutti gli amici, ho trascorso le giornate più spensierate. Oggi, dopo un periodo trascorso a Castel S. Pietro, sono residente a Mendrisio (quartiere di Arzo !). Ogni giorno cerco di affrontare le sfide, con passione e competenza, che il settore bancario, soprattutto oggi, presenta. La vita da soldato, e ora come ufficiale, l’ho trascorsa su e giù per la Svizzera ed il Ticino. Questo mi ha arricchito molto permettendomi di conoscere meglio il nostro Cantone e soprattutto facendo tante amicizie. Attaccato alle tradizioni (ad esempi ritegni che ul dialett l’è ‘na risursa) ma sempre aperto al dibattito ed al confronto, con uno sguardo responsabile verso le generazioni future.


Francesco De Maria Da quanto tempo lei è leghista? In precedenza aveva un altro partito? Qualcuno in particolare l’ha avvicinata alla Lega?

Daniele Caverzasio Mi ha avvicinato l’attuale Consigliere di Stato Norman Gobbi, ma le rispondo subito dicendo che non ho mai militato in altri partiti. Ho sempre sposato le idee provenienti dalla Lega quindi perché non avere il coraggio di farne parte?

Ci parli della Lega nella sua regione, il Mendrisiotto. Com’è organizzata? Quali sono i suoi punti di forza?
DC Sono profondamente legato alla regione del Mendrisiotto, dove sono nato ed ho mosso i primi passi. Regione particolarmente sensibile a problematiche quali frontalierato, traffico, immigrazione, ecc. Cerchiamo sempre di mantenere un contatto diretto con la gente senza particolari strutture “partitiche” che non fanno altro che incrementare la distanza tra politica e cittadino. Quindi la nostra è una “non organizzazione” snella e sempre a contatto con le persone.

Nei giornali non si fa altro che leggere, con ansia e con pena, delle tristi e pericolose condizioni di vita a Chiasso. Sembra un problema senza soluzione. Che cosa si può fare per aiutare Chiasso?
DC Oggi Chiasso, con il centro richiedenti l’asilo situato all’interno della città, è un unicum a livello svizzero ed i fatti dimostrano che questa soluzione qualche disagio alla popolazione residente lo porta. Spostare logisticamente questa struttura in una zona non densamente popolata sarebbe sicuramente un primo ed importante passo. La polizia cerca di fare il possibile con quanto ha a disposizione, purtroppo spesso le pene inflitte a chi commette certi reati non rappresentano un particolare deterrente… In questo momento dobbiamo ancora di più ascoltare i cittadini e se questi chiedono più pattuglie magari a discapito di qualche controllo sulle strade, allora è il momento di prendere delle decisioni e dare delle priorità.

Come giudica le prospettive della Lega nelle prossime elezioni comunali a Mendrisio?
Lei sarà candidato?

DC Le sensazioni sono buone, si respira ancora quell’aria di cambiamento. Sono comunque consapevole che le elezioni comunali hanno presupposti differenti rispetto alle cantonali. Noi ce la metteremo tutta per ritagliarci il nostro spazio in una realtà forte com’è Mendrisio. Per quanto riguarda la mia candidatura è sicuramente una sfida che mi appassionerebbe molto, ma devo fare ancora qualche valutazione prima di scendere in campo.

Lei è stato colto di sorpresa dall’attacco, manifestamente ben organizzato e coordinato, portato dai “crociati moralizzatori” al suo partito, la Lega?
DC Sarei rimasto molto più sorpreso se non avessero portato attacchi dopo una cocente sconfitta.

Ha letto le interviste concesse a Ticinolive da Paolo Bernasconi e Giancarlo Nava?
DC Le rispondo con tutta sincerità, no. Trovo particolarmente noioso quando la politica parla di se stessa.

Lei pensa che l’attacco provenga per l’essenziale da ambienti radico-socialisti? (Tenga presente che loro non ne fanno una questione di sinistra/destra bensì di “decenza” politica)
DC Sicuramente è difficile che provenga da chi le ultime elezioni le ha vinte, non trova?

I “moralizzatori” che cosa stanno cercando di fare? Stanno cercando di recuperare nel 2012 quello che i loro partiti hanno perso in 21 anni?
DC Dovrebbe porla a loro questa domanda, anche perché se la rivolge a me significa che anche lei non ha una grande idea di cosa stiano cercando di ottenere… e questo la dice lunga…

Non le è mai capitato di pensare: costoro hanno (magari solo un po’ di) ragione?
DC Preferisco di gran lunga una parola un po’ sopra le righe ma detta apertamente e pubblicamente che non “movimenti oscuri” dietro le spalle.

Riesce a immaginare il Mattino della Domenica
a) Scritto unicamente da Quadri
b) Scritto unicamente da Bignasca
Questi Mattini si assomigliano tanto o poco? Qual è il migliore?

DC Penso che la linea del Mattino sia sempre stata la stessa nel corso degli anni, potranno cambiare i direttori d’orchestra ma la musica rimarrà sempre quella. Poi diciamolo apertamente, il Mattino è riuscito a dar voce a tantissima gente che prima voce non aveva.

La Lega vince: a) perché ha svelato il gioco sporco della partitocrazia b) per l’aggressività della sua comunicazione c) per l’assoluta mancanza di scrupoli
DC La Lega vince prima di tutto perché negli ultimi 20 anni ha sempre avuto delle ottime persone. Inoltre non possiamo negare che parla in modo chiaro e ha il coraggio di dire quello che tanti pensano ma pochi osano dire. La forza della comunicazione del nostro movimento è riconosciuta (altrimenti perché ci attaccherebbero su questo piano?), ma sta a noi farne tesoro e portare avanti quelle idee per cui siamo stati eletti.

Ricordo bene i tempi in cui si parlava della “Repubblica vicina ed amica”. Quei tempi sembrano tramontati, oggi il Mattino della Domenica parla dell’Italia come di un paese nemico. Che cosa è successo?
DC E’ successo che paghiamo oggi una politica fatta di tanti cedimenti da parte Svizzera e così ci siamo trovati con Black List, azioni di intimidazione alle frontiere, impiego di frontalierato spropositato e la lista si potrebbe allungare parecchio. Da parte nostra l’unica forzatura è stata il mezzo blocco dei ristorni…

Avere la maggioranza relativa in Governo è un onore ma anche un onere. La Lega supererà la prova del quadriennio e sarà politicamente promossa?
DC Lo decideranno gli elettori, ma spero che nessuno di noi lavori unicamente in prospettiva delle prossime elezioni. Lo sguardo va rivolto molto più in lontano, ci stiamo giocando il futuro delle prossime generazioni.

Perché Morisoli ha fallito nella sua corsa agli Stati? Perché – ciò che è evidente – non è riuscito a fare il pieno dei voti leghisti? La “piazzata” di Donatello Poggi è stata determinante?
DC Morisoli è un uomo molto intelligente e penso che si sia fatto un’analisi chiara di quello che lei ha definito un fallimento. Forse per questo ha deciso di percorrere un’altra strada.

Borradori correrà a Lugano? Sarà sindaco?
DC Non ha mai negato di essere profondamente legato alla sua Lugano. Però la domanda andrebbe posta a lui.

Lei pensa che i piccoli portali muniti di blog possano assumere oggi un reale peso politico?
DC Tutto ciò che aumenta lo scambio di opinioni e di idee è essenziale per la democrazia, pensare che nell’epoca di internet si possa escludere la forza dei blog dal dibattito politico è pura utopia e assoluta mancanza di lungimiranza.

Prima che io la contattassi, lei conosceva già Ticinolive?
DC Mi cospargo il capo di cenere ma devo ammettere che lo conoscevo molto poco…