Impariamo da Luino, loro sì che ci sanno fare! – di Mara Grisoni

Quando si parla dell’Italia, spesso e volentieri si tende a vederne solo il lato negativo nonostante, a mio parere, sia una delle Nazioni più belle del mondo.

Ultimamente, mi è capitato di assistere a situazioni sulle quali non ho potuto far a meno di soffermarmi a meditare. Il turismo è uno dei punti di forza dell’Italia. Ci sono stati alluvioni e terremoti, ma sono riusciti a rimettersi in piedi per ridare vita alle città colpite da queste tragedie. Avranno qualche difetto questi italiani, ma hanno una marcia in più quando si tratta di rimettersi in gioco.

Qui in Ticino, passiamo il tempo a lamentarci senza mai arrivare ad una soluzione, per ridare un po’ di vita alle nostre cittadine. Siamo solo capaci di puntare il dito contro il Fox Town e il Centro Ovale, come se tutti i problemi dipendessero da loro. Invece di perder tempo a fare gli avvocati delle cause perse, perché ogni tanto, non valutiamo l’idea di imitare i nostri vicini? Mi spiego meglio.

Mercoledì di Ferragosto. Partiamo da Lugano (potevamo uscire nudi che tanto non ci vedeva nessuno) per raggiungere la provincia di Varese, in visita da parenti. Decidiamo di allungare un pochino la strada e andiamo a Luino. C’era un po’ di traffico. Appena arrivati sul lungo lago, io sono rimasta letteralmente senza parole: le strade, i marciapiedi, i parcheggi, i bar, i ristoranti, OVUNQUE era pieno di gente. Pochi metri più in là, si vedono le tendine di un mercato. Ma non un mercatino come quelli che si vedono dalle nostre parti. Era un Signor Mercato, che costeggiava tutto il lago per poi entrare all’interno del paese. C’erano addirittura i vigili che dirigevano il traffico. Vicino al mercato, sorgeva anche un parco giochi, tutto colorato, per i bambini. Pieno anche quello. Per un momento mi è sembrato di essere in vacanza, in uno di quegli affollatissimi lidi marittimi, pieni di vita. Era impressionante.

La mia mente è poi tornata in Ticino dove la folla di turisti, c’è solo nelle « occasioni speciali »: Festival del Film, Moon & Star, Estival Jazz, Blues, ecc. Eventi che « arricchiscono » soprattutto il Luganese e il Locarnese che godono, tra l’altro, della presenza del lago. Dettaglio non trascurabile. Il Mendrisiotto invece è un passaggio obbligatorio per chi attraversa la frontiera e questo DEVE diventare per noi un punto di forza. Come lo era un tempo. Quando si rende pedonale una strada, come il Corso San Gottardo a Chiasso, per evitare il passaggio delle auto, bisogna poi pensare ad un modo per attirare la gente a piedi.. perché i negozi non meritano di essere abbandonati a sé stessi.

Quanti di voi, attraversando la dogana, parcheggerebbero l’auto e si fermerebbero a Chiasso a fare una passeggiata? Provo ad indovinare… Ora, immaginate tutto il Corso (zona pedonale), pieno di bancarelle di ogni genere (alimentari, abbigliamento, bigiotteria). Immaginate tutti i bar aperti in cui poter entrare a bere qualcosa per dissetarsi d’estate o per scaldarsi d’inverno. Oppure l’aperitivo. I chioschi che vendono cioccolata, sigarette o giornali. La cittadina che si rianima. Anche se il mercato ci fosse solo un giorno alla settimana, diventerebbe un luogo d’incontro per tutti.

Bisognerà fare qualche investimento, ma credo che Chiasso meriti un’altra opportunità!

Mara Grisoni
I Verdi, Vacallo