“È nei momenti duri e difficili che il PLR dà il meglio di sé!” – Intervista a Roberto Badaracco

L’on. Roberto Badaracco, avvocato, uno dei principali papabili all’Esecutivo luganese per il PLR, nell’elezione 2008 primo subentrante dopo Giudici, Pelli e Giovanna Masoni, in una notevole e brillante intervista si esprime a 360 gradi sulla sua Città e sulla cruciale elezione che vi avrà luogo nell’ormai vicino aprile 2013.

A colloquio con lui il professor Francesco De Maria
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Francesco De Maria Da quanti anni Lugano ha un Sindaco liberale-radicale?

Roberto Badaracco Dal dopoguerra ininterrottamente. Lugano è sempre stata una roccaforte liberale-radicale. La città è impregnata di progetti concretizzatisi grazie alle maggioranze del PLR. E non è neppure un caso se la città in questi anni è divenuta il primo polo che funge da traino per l’intera realtà socio-economica cantonale. Il liberalismo e le sue migliori espressioni hanno giovato tanto allo sviluppo della città.

Nella vita degli uomini e delle città tutto cambia. Sarà il 2013 l’anno fatale?
RB Tutto è in continuo divenire ed è giusto che sia così. Se finora i liberali-radicali hanno mantenuto le redini della città è poiché i cittadini hanno dato loro fiducia ed erano convinti della bontà della loro politica e del loro buon governo. Se sono persuasi che in questa città vi siano altre forze politiche in grado di ben rappresentare le loro aspirazioni e i loro desideri, sono perfettamente liberi di compiere altre scelte. A mio modo di vedere la sostanza del PLR non è cambiata malgrado quanto di negativo c’è stato. Forse il nostro modo di comunicare non sa più toccare i cuori della gente e convincerli che la nostra politica porta a risultati concreti e positivi. Sta a noi dimostrare che la musica ora è cambiata e che sappiamo inserire una marcia in più, sempre e solamente per il bene di tutta la collettività.
Si dice che ogni elezione comunale sia quella decisiva e determinante. In questa tornata tutto potrebbe cambiare o rimanere ancora uguale al passato. Sta ai cittadini dare un segnale concreto!

Come ha vissuto, da liberale-radicale, gli ultimi travagliati anni del partito (diciamo dal 2006 ad oggi)? Era schierato da una parte? Oppure si è mantenuto neutrale? La battaglia interna è stata spietata. Ci sono dei vincitori… o hanno perso tutti?
RB Molto male e con grande fastidio. Alcuni non hanno compreso che queste lotte intestine ci avrebbero portato alla disfatta e a una perdita generale di credibilità. Il fondo l’abbiamo toccato. Ora si tratta di ripartire e ritornare a crescere e a convincere. Se un mio schieramento c’è stato, questo è stato per l’unità del partito. Purtroppo queste lotte interne lasciano feriti e morti sul campo e sentimenti di vendetta che covano sotto la brace. Mi auguro che si sappia voltare pagina e smetterla definitivamente con la litigiosità. Se tutte le componenti del partito sapranno dialogare armoniosamente e confrontarsi pacatamente, sono convinto che il nostro sex appeal rimarrà invariato e potremo ottenere risultati insperati.

Lugano si ingrandisce sempre più, è arrivata fino al passo di san Lucio. Quali aggregazioni lei vede ancora possibili, quali desiderabili, quali prioritarie?
RB Le aggregazioni sono l’ultima tessera di un grande ed articolato mosaico e di una lunga e progressiva fase di maturazione. Forzarle talvolta è pericoloso e il risultato che si ottiene è l’esatto contrario. Occorre avere pazienza pur non restando con le mani in mano. A mio parere la grandezza ideale della città, a livello istituzionale, non è stata ancora raggiunta. Lugano dovrebbe comprendere tutto il suo agglomerato ed almeno quella parte di territorio edificata che fa parte di un tutt’uno. Di conseguenza potenzialmente tutti i comuni che si trovano oggi a ovest del Cassarate potrebbero entrare in considerazione per ulteriori aggregazioni. Penso a Paradiso, Sorengo, Massagno, Porza, Savosa, Comano, Canobbio, e altri ancora. Le priorità dipendono dalle sinergie che si trovano con certi Comuni.

La nuova galleria piace un po’ a tutti ma le nuove regole di circolazione in centro hanno suscitato vivaci critiche. Qual è la sua opinione in proposito?
RB Sono sempre stato un fervente fautore del nuovo Piano della Viabilità del Polo (PVP). I princípi che lo sottendono sono sicuramente positivi e condivisibili. Per la galleria si tratta della più importante opera infrastrutturale degli ultimi 40 anni. I suoi benefici sono evidenti. In realtà queste ultime settimane hanno dimostrato che non tutto è stato concepito in maniera perfetta, soprattutto la viabilità in centro città fa acqua in numerosi punti. Credo che il Municipio debba avere il coraggio, e anche la forza, di modificare alcune scelte rivelatesi sbagliate. La zona della Pensilina e il divieto di proseguire direttamente al Palazzo dei Congressi o verso il lungolago ad esempio. Gli ingorghi in via Bossi e Canonica creati dalla confluenza su una medesima arteria, Corso Elvezia, già oberata di suo un altro esempio. Attendo con interesse i prossimi sviluppi e soprattutto decisioni concrete di cambiamento.

Quelli che strillano di più contro gli ingorghi sono i leghisti, non staranno cercando di accaparrarsi altri voti?
RB Fin dall’inizio ed anche in Consiglio comunale la Lega si era opposta al nuovo PVP. Occorre darne atto. È evidente che politicamente è più facile cavalcare lo scontento dei cittadini per attirarsi simpatie che far digerir loro misure impopolari. La differenza sostanziale fra la posizione della Lega e il PLR è che noi siamo critici ma costruttivi, loro invece vogliono smantellare tutto ritornando allo stato anteriore. Francamente questo mi sembra esagerato. Correggere e sanare è sempre meglio che distruggere.

Come valuta il servizio di trasporti pubblici offerto dalla Città ai suoi cittadini?
RB La città e soprattutto la TPL stanno facendo veramente grandi sforzi per ampliare l’offerta del trasporto pubblico sull’intero territorio. Ciò è lodevolissimo e va nella direzione di un giusto potenziamento per meglio equilibrare i diversi vettori di trasporto, oggi sbilanciati verso il traffico privato. Tanti cittadini sono abituati ad utilizzare la propria autovettura e non pensano che, con un minimo sforzo, potrebbero prendere il bus o l’autopostale, contribuendo a decongestionare le strade dalle vetture e a migliorare la qualità dell’aria.

Lugano è una città importante e ricca, ma la sua piazza finanziaria è minacciata. Come potrà affrontare e superare la crisi?
RB Lugano è la terza piazza finanziaria Svizzera ed è importante che mantenga questa posizione a livello nazionale. La qualità dei servizi offerti dalle banche stazionate in città è ottima ed è questa la carta vincente per continuare ad attrarre capitali. I tempi d’oro per gli istituti di credito luganesi sono finiti. La globalizzazione e le note vicende fiscali stanno mettendo a dura prova la Svizzera e la sua piazza finanziaria. Occorre pertanto non solo fornire le migliori condizioni quadro alle banche per operare con successo ed incrementare le proprie potenzialità, ma è pure necessario diversificare ed investire in altri settori, quelli votati all’innovazione, per creare nuove possibilità di sviluppo economico. L’insediamento di ditte e società ad alto valore aggiunto, di tipo tecnologico ed ambientale, è una carta vincente e giocherà un ruolo fondamentale per Lugano in futuro.

Qual è la sua opinione sul LAC, che piace per la sua ambiziosa grandiosità ma spaventa per i suoi costi?
RB È il progetto più ambizioso di Lugano degli ultimi decenni. Tutte le fasi pianificatorie e realizzative sono state approvate da tutte le forze politiche ed ora la costruzione si trova in una fase avanzata di completamento. Se sapremo dare alla struttura i giusti contenuti la scommessa sarà stata vinta. A preoccuparmi sono però gli ingenti costi di gestione. La cultura è si importante ma deve saper coinvolgere larghe fette della popolazione per non diventare elitaria e riserva di caccia dei soli addetti ai lavori, specialisti o intellettuali. Per questo occorrerebbe realizzare ciò che si fece in passato con grande successo: proporre mostre di livello internazionale capaci di richiamare la popolazione locale e ticinese e i visitatori esteri. I costi devono essere assolutamente monitorati e rimanere in parametri accettabili. La comunità non può assumersi, per una sola struttura ed un solo settore, pur importante come quello della cultura, considerevoli spese ricorrenti che le tarpano le ali, soprattutto in questi anni di crisi dove gli enti pubblici devono assolutamente contenere le spese.

Tutti parlano del nuovo Palazzo dei congressi, da edificarsi in zona Campo Marzio. Se si facesse (ma quando?), lei sarebbe favorevole alla demolizione del vecchio?
RB A mio parere prima di discutere di eventuali demolizioni occorre trovare soluzioni alternative concrete. Per concrete intendo pianificate, sicure, già realizzate e quindi definitive. La zona del Campo Marzio è già stata predisposta per accogliere una simile struttura. Ma quando verrà realizzata? Fra dieci, venti o trent’anni? Il problema è solo questo. Inoltre bisogna tener conto dei costi di una demolizione, anche ingenti, e della attuale necessità di migliorare alcune lacune esistenti nel Palazzo dei Congressi. Opere che non possono essere più procrastinate e che richiederanno altri milioni di investimento. A questo punto mi chiedo: ma vale veramente la pena distruggere qualcosa che più in là, con le nuove dimensioni della città, potrebbe ancora servire accanto alla nuova struttura?

Nell’aprile 2013 si terranno a Lugano le elezioni comunali “differite”, un caso più unico che raro. Lei ha corso per il Municipio nel 2008 ottenendo un ottimo risultato (primo subentrante). Si appresta a correre di nuovo?
RB Ero molto contento del mio risultato del 2008, viste le premesse (tutti i Municipali uscenti si ripresentavano), e posso affermare di aver centrato il mio obiettivo. Sono disponibile anche in questa tornata elettorale. Dal mio punto di vista è assolutamente essenziale, visti i nomi che circolano negli altri partiti, presentare una lista forte che sappia attirare molti consensi e permetterci di mantenere i 3 Municipali e il Sindacato. Non sarà un’impresa facile ma quando il partito è sotto pressione sa dare il meglio di sé. Per questo motivo, malgrado tutto, sono fiducioso.

La situazione per il suo partito, inutile nasconderselo, è difficile. E d’altronde lo dicono tutti. Io non le chiedo di rivelarmi la sua lista PLR preferita per il Municipio, sarebbe troppo imbarazzante per lei. Le domando invece: come comporrebbe la lista della Lega, risp. Lega/UDC, per avere le massime probabilità di vittoria?
RB Sarei uno sprovveduto se affermassi che per il PLR sarà una corsa in discesa. Sono convinto però che nei momenti duri e difficili esce il vero smalto di un partito. Chi malgrado tutto vota liberale sa quello che trova. Soluzioni e non proclami. Scelte equilibrate che sono veramente in grado di portare benefici tangibili e benessere ai cittadini. Dalla nostra abbiamo una lunga tradizione e i risultati concreti raggiunti. Se fossi una persona al di fuori degli schemi partitici e degli ambienti politici, mi chiederei: chi è in grado di rappresentarmi meglio? Chi è in grado di concretizzare le mie aspirazioni e le mie idee? Non ho dubbi al riguardo ancora oggi. L’unico partito nel quale mi identifico completamente è quello liberale-radicale. Lo dico in maniera convinta e schietta. Mi è difficile comporre io stesso una lista per il Municipio per un altro partito. Sicuramente tutti terranno conto di un’esigenza: quella di mettere in campo le loro forze migliori e quindi i candidati in grado di attrarre il maggior numero di consensi elettorali. Fa parte del gioco.

I due municipali leghisti, il Presidente a vita e Lorenzo Quadri come hanno lavorato in questi anni?
RB Paradossalmente esistono due facce della medesima medaglia. Da una parte il loro volto interno, di Municipali impegnati e competenti, apprezzati dai collaboratori e dai dipendenti. Dall’altra l’immagine che traspare all’esterno dal Mattino della Domenica, di propaganda elettorale permanente, che pone i due in continua contrapposizione con gli altri, scontenti di ogni scelta dell’esecutivo, dal quale si distanziano a suon di comunicati stampa dal tono duro ed aggressivo. Come in una commedia dell’arte! In verità, al di là delle apparenze, credo che ai due stiano molto a cuore le sorti della città.

Tutti dicono: Borradori e ReGiorgio non si affronteranno mai faccia a faccia. Se l’uno scenderà in lizza, non ci sarà l’altro. La pensa anche Lei così?
RB Non sono il mago Otelma per vaticinare! Ogni giorno se ne sente una nuova. Conoscendo i due posso immaginarmi che nessuno di loro voglia scontrarsi, soprattutto in un eventuale ballottaggio. Sono tutti e due dei vincenti e nessuno vuole uscire sconfitto da una sfida fra titani. Come si suol dire: affaire à suivre.

Tra poco il PLR avrà un nuovo presidente. Sono rimasti in corsa tre candidati. Ci parli di loro. Ha un suo favorito?
RB È una domanda imbarazzante poiché in tempi recenti ero pure io candidato alla presidenza del partito. È positivo che siano in tre, anche se questa nuova formula non mi convince del tutto. Spero che questa nuova situazione per il partito non creerà fronti contrapposti e nuove divisioni. Nicola Pini è molto in gamba e lo stimo, ma forse è ancora troppo giovane per assumersi la responsabilità della conduzione di un partito come il PLR. Michele Morisoli conosce bene i meccanismi partitici e della politica ed è sicuramente una persona valida. Rocco Cattaneo rappresenta il nuovo nel partito, non tanto per l’età ma quanto per la sua figura e la sua persona. È molto vicino alla gente e ha molti progetti in testa. Penso che saprebbe attirarsi molte simpatie. Non è un mistero che la Sezione di Lugano, dalla quale provengo, si è già esposta pubblicamente e sostiene Rocco Cattaneo. Vedremo. L’importante è che non si facciano delle scelte dettate dall’ideologia, da divieti incrociati o da altro ancora. Deve contare solo la persona, le sue idee e capacità.

Si può essere liberali al di fuori del PLR? Magari elettori UDC, oppure (che audacia!) leghisti?
RB Dovunque e dappertutto si può essere liberali nello spirito. Ma è necessario esserlo anche nei fatti e soprattutto nel cuore. Non sono così convinto che tutti coloro che si proclamano tali lo siano veramente nei fatti. I princípi su cui si fonda il liberalismo prevede precisi diritti ma anche tanti doveri, di natura personale e verso la comunità. In questo occorre avere un occhio particolare verso gli altri e i cittadini, non pensare mai ai propri interessi. Il liberale convinto possiede inoltre precisi princípi etici e morali che applica e rispetta rigorosamente.

Lei conosce il gettonatissimo Paolo Bernasconi-pensiero? Ad esempio (facciamoci un po’ di réclame) così com’è esposto nell’ampia intervista che egli ha concesso a Ticinolive? In che cosa Bernasconi ha ragione? In che cosa ha torto?
RB Sicuramente ha ragione quando parla di un degrado generalizzato del dibattito politico intervenuto negli ultimi 20 anni, spirale fomentata dal linguaggio e dagli attacchi che appaiono settimanalmente sul Mattino della Domenica. Ha torto invece ed è controproducente accanirsi contro un movimento che ha una legittimità popolare e rappresenta, volenti o nolenti, una larga fetta della popolazione. Con ogni forza politica è necessario dialogare e trovare punti di convergenza, non essere permanentemente in conflitto!

Prima di farle gli auguri di rito le domando: se sarà eletto, in quali campi ed in quali compiti potrà rendersi utile alla sua Città?
RB Se ciò succederà per me sarà soprattutto un onore servire una città, Lugano, che è la mia città, che amo profondamente e alla quale sono molto legato. Mettersi al servizio dei cittadini in un esecutivo deve essere un’esperienza elettrizzante. Cercare di migliorare la vita quotidiana dei luganesi, l’attrattiva, il prestigio di una città già molto conosciuta è un compito estremamente stimolante. In verità in questi anni di Consiglio comunale ho imparato a conoscere ogni settore dell’amministrazione. Mi troverei quindi a mio agio in qualsiasi Dicastero. D’altro canto un membro di un esecutivo deve essere disposto e pronto ad assumersi qualsiasi incarico che gli viene conferito dal collegio.


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