Il nemico comune dell’umanità è l’uomo. L’abile (presunto) dualismo del Club di Roma

Dal 1. al 2 ottobre si terrà a Bucarest, in Romania, l’annuale assemblea del Club di Roma, un gruppo fondato nel 1968 dall’imprenditore italiano Aurelio Peccei e dallo scienziato scozzese Alexander King e di cui fanno parte scienziati, economisti, uomini d’affari e personaggi della politica mondiale.

Uno sguardo su questa controversa e discussa associazione nata – ufficialmente – per “analizzare i cambiamenti della società contemporanea.”


Da Wikipedia : “Il Club di Roma conquistò l’attenzione dell’opinione pubblica con il suo Rapporto sui limiti dello sviluppo, meglio noto come Rapporto Meadows, pubblicato nel 1972, il quale prediceva che la crescita economica non potesse continuare indefinitamente a causa della limitata disponibilità di risorse naturali, specialmente petrolio, e della limitata capacità di assorbimento degli inquinanti da parte del pianeta.
… La previsione che dopo l’anno 2000 l’umanità si sarebbe scontrata con la rarefazione delle risorse naturali fu sostanzialmente rigettata dalla cultura economica internazionale, compresi illustri premi Nobel, convinti che lo sviluppo tecnologico avrebbe sopperito ad ogni rarefazione di risorsa.”

Da “aspoitalia.it – marzo 2003” : “All’epoca delle guerre mondiali si accusavano i “disfattisti” … A proposito dell’esaurimento delle risorse, le accuse sono state particolarmente rumorose contro il rapporto “I Limiti alla crescita” del Club di Roma del 1972.
Da quello che si può leggere sui vari documenti su internet, è un coro generale che gli autori di quel rapporto si sono clamorosamente sbagliati su tutto.
… Rivisto a più di trent’anni di distanza, il libro del Club di Roma è sorprendentemente profetico. Per il petrolio, per esempio, a quel tempo non si disponeva di stime attendibili, ma l’estrapolazione approssimativa fatta dagli autori a circa 2000 miliardi di barili quasi perfettamente uguale alle stime recenti di Campbell e altri.
Per l’esaurimento del petrolio, il club di Roma stimava approssimativamente il 2020, dato consistente con quella che si ritiene oggi una data probabile per la quale l’estrazione delle rimanenti riserve sarà troppo costosa per essere praticabile.
Tutte le curve del libro parlano di una caduta dell’economia mondiale che potrebbe arrivare verso la metà del ventunesimo secolo, ma comunque non prima del 2010, circa.
Il libro non è assolutamente catastrofista e specifica con chiarezza che gli scenari di crollo di produzione avverranno soltanto per certe ipotesi di comportamento irresponsabile degli esseri umani.”

Dal video su Youtube “Club di Roma, ambientalismo e Nuovo ordine mondiale” : “Nel 1968, ufficialmente da Aurelio Peccei, venne fondato il Club di Roma. Peccei era un economista, dirigente della Fiat.
Secondo John Coleman era appartenente al Gruppo Bilderberg, massone e faceva parte del Comitato dei 300 (presunta cupola del Potere Mondiale, di cui farebbe parte anche Papa Benedetto XVI, ndr).

Esistono due tesi in merito alla fondazione del Club di Roma:
1. tesi : Aurelio Peccei riunisce a Roma presso l’Accademia dei Lincei una trentina di studiosi da tutto il mondo per dare vita a una sorta di think tank libero e indipendente per stimolare il dibattito sulle complesse dinamiche e sulle interconnessioni esistenti tra i sistemi naturali e i sistemi sociali, tecnologici e economici.
2. tesi : Il Club di Roma fu creato presso la Villa Serbelloni di Bellagio, della Fondazione Rockfeller. E’ un’organizzazione di industriali, banchieri e scienziati di 25 paesi..

Lo scopo del Club di Roma, dichiarato da Peccei nel suo libro “La qualità umana”, del 1976 : “Il nostro proposito era quello di organizzare un’operazione di commando diretta ad aprire una breccia nella cittadella di autocompiacimento in cui la società si era trincerata.
Al Club di Roma è servito poco tempo per trovare il suo cavallo di Troia e conquistare una prima posizione strategica, in una grande battaglia che è appena iniziata.
E’ giunto il momento di passare dalla fase di puro choc, indispensabile per svegliare le genti, a una nuova fase di visione positiva.”
Il cavallo di Troia in questa nuova strategia coltivata in ambiente Nato è la favola della scarsità delle risorse.
“I limiti dello sviluppo”, il primo libro di una lunga serie è una vera a propria frode pseudoscientifica. Fatte le stime delle riserve petrolifere, delle risorse idriche, dei terreni coltivabili, dei giacimenti di materie prime e altre risorse, si faceva il calcolo di quanta popolazione potesse continuare a vivere su questo pianeta.
Conclusione : siamo troppi e bruciamo troppe risorse.
Aurelio Peccei in seguito ammise che il computer usato per elaborare le loro conclusioni era stato programmato per produrre il risultato desiderato.

Nel suo libro “Conspirator’s hierarchy, the story of the Committee of 300” John Coleman scrive: Il Club di Roma è un ombrello organizzativo, cospirativo, un sodalizio tra finanzieri anglo-americani e famiglie dell’antica Nobiltà Nera d’Europa, in particolare le cosiddette nobiltà di Londra, Venezia e Genova.
La chiave per la riuscita del controllo del mondo è la loro capacità di creare e gestire recessioni economiche selvagge e conseguenti depressioni.
E’ grazie a queste idee che dalla fine degli anni ’60 si sono fatte strada le ideologie ecologiste e ambientaliste.
Da una parte personaggi dell’industria, dell’economia e della finanza hanno spinto per un consumismo sempre più sfrenato. Dall’altra questi stessi personaggi hanno portato avanti idee di ecologia, di conservazione dell’ambiente, di sovrappopolazione planetaria.
Il tutto per generale schizofrenia nella mente della popolazione, da usare a proprio vantaggio, il controllo totale della popolazione, controllo totale della mente e controllo totale della Terra.”