Che cos’è la “scuola austriaca” in economia?

I seguaci della scuola austriaca di economia si riuniscono nel congresso INTERLIBERTARIANS 2012 a Lugano Paradiso il 24/25 novembre. Di che cosa esattamente si tratti… forse non tutti lo sanno!



La scuola austriaca, conosciuta anche come scuola di Vienna o scuola psicologica, è una scuola di pensiero economico eterodossa che proclama una stretta aderenza all’individualismo metodologico, corrente di pensiero secondo la quale ogni azione è riconducibile ad un’azione individuale (i fenomeni della società e le istituzioni vanno pertanto analizzati come insieme di azioni individuali). A livello politico, essa ha originato e influenzato le teorie e i movimenti libertari. Il suo nome deriva dal fatto che molti dei suoi membri, come Friedrich von Hayek e Ludwig von Mises, fossero austriaci ed ex-studenti dell’Università di Vienna.


L’idea centrale
La teoria del valore soggettivo è la base delle teorie economiche della Scuola austriaca. Il punto di partenza è l’individuo: soggetto pensante, dotato di conoscenze, che agisce in vista di un fine. L’azione umana è comportamento dotato di senso, comprensibile in quanto avente uno scopo, ed è il mattone fondamentale dell’intera realtà sociale. La generalità di questo approccio è tale da consentire l’applicazione del metodo austriaco a qualunque sfera delle relazioni sociali, anche al di fuori dell’economia: Bruno Leoni, ad esempio, la usò per indagare la natura e le forme del diritto e del potere, e Menger per spiegare l’origine di una varietà di istituzioni, quali il diritto e il linguaggio.

L’individuo è per la Scuola austriaca essenzialmente “homo agens”: un individuo che agisce in vista di determinati fini, impiega certi mezzi, e decide in base alle conoscenze che ha, o ritiene di avere, riguardo l’ambiente in cui opera. L’individuo agisce perché cerca di ottenere un miglioramento della sua situazione: ritiene che, agendo, può realizzare determinati fini che reputa importanti. Per farlo, deve fare i conti con la scarsità dei mezzi: si può apprezzare sia il mare che la montagna, ma non si può stare contemporaneamente in entrambe i luoghi. L’individuo deve scegliere, e scegliere significa selezionare i fini da realizzare, e i mezzi da adottare per conseguirli.

Nelle fotografie: Friedrich von Hayek (sopra), Ludwig von Mises (sotto)

  • Dicolamia

    La scuola austriaca di economia è quella cosa che fa scrivere a Ticinolibero: “Malgrado il liberismo non sia più al suo massimo splendore i liberisti ticinesi e italiani non mollano”.
    Cioè una cosa così incomprensibile, che la redazione di Ticinolibero sembra stupirsi che esista gente ancora disposta a difendere e diffondere questa scuola di pensiero con tanta ostinazione, non solo in Italia e in Ticino, ma anche in quei paesi (e sono tanti) dove operano movimenti e partiti di ispirazione libertaria, come quelli che hanno partecipato alla conferenza di Lugano-Paradiso attraverso Skype, i video proiettati in sala e i messaggi audio e testuali inviati.
    Comunque siamo disposti a mettere una pietra sopra a tanta superficialità purché ci dicano o ci “fotografino” (che forse è cosa che riesce loro meglio del pensare e dello scrivere) COS’È CHE SPLENDE, se oggi, secondo loro, il liberismo non splende più: l’ombra nera del protezionismo o quella rossa della lotta di classe. È questo che splende?

    • Gandalfilbianco

      Ecco chi non conosce la differenza tra scuola austriaca e liberismo…….uno dei tanti