Diritti popolari, una questione di democrazia – Alberto Siccardi ricorre al Consiglio di Stato

Giorgio Ghiringhelli, il famoso “Ghiro” scrive a Ticinolive.

Ghiro

Cari amici,

in allegato vi trasmetto un ricorso sottoscritto da Alberto Siccardi contro una decisione del Municipio di Bellinzona di non concedere l’autorizzazione a posare una bancarella per la raccolta di firme nell’ambito dei mercati che si terranno dal 9 aprile all’8 giugno. Senza fornire alcuna motivazione, il Municipio ha fatto sapere che dal 1° gennaio di quest’anno l’area a margine del mercato che da decenni veniva tradizionalmente messa a disposizione delle bancarelle politiche non verrà più messa a disposizione per tale scopo ( tranne che per le elezioni comunali e cantonali) , ragion per cui queste bancarelle durante i mercati verranno autorizzate solo in Piazza del Sole all’intersezione con Vicolo Torre, cioè al di fuori dalla vista di gran parte degli utenti del mercato.

Il ricorso è stato presentato da Alberto Siccardi nella sua veste di primo firmatario di un’iniziativa popolare cantonale che verrà lanciata il 9 aprile ( e del cui comitato fa parte anche il sottoscritto) e che è intitolata “Educhiamo i giovani alla cittadinanza (diritti e doveri)”.

La decisione del Municipio di Bellinzona lede gravemente i diritti costituzionali di chi dispone solo di 2 mesi per raccogliere 7’000 firme a favore di un’iniziativa cantonale e ha dunque bisogno della massima visibilità per aggiungere tale obiettivo.

Da notare che già nel marzo dello scorso anno, in prossimità delle elezioni comunali,  il Municipio di Bellinzona mi aveva negato per due sabati l’autorizzazione a raccogliere firme a favore dell’iniziativa popolare “antiburqa” nell’ambito del mercato, con la motivazione che lo spazio sarebbe stato verosimilmente occupato dalle bancarelle elettorali dei partiti bellinzonesi. Ma poi dovette fare retromarcia dopo che il Consiglio di Stato accolse un mio ricorso. E ora , cambiato il Municipio, rieccoci daccapo…! Come si suol dire “errare è umano, ma perseverare è diabolico”.

Negli ultimi 8 anni ho già dovuto presentare 8 ricorsi contro Municipi di Comuni importanti che ponevano stupidamente ostacoli alla raccolta di firme (e fra questi: Lugano per due volte, Mendrisio, Bellinzona, Giubiasco, Losone…), e li ho vinti tutti !

A questo punto mi chiedo se non sarebbe il caso di incaricare uno psicologo di allestire uno studio sui motivi che inducono molti politici ticinesi a trattare i raccoglitori di firme come degli appestati da isolare per evitare contagi e a rischiare di fare figure barbine per il loro masochistico intestardirsi a voler ostacolare i diritti popolari nel Paese della democrazia diretta. Forse, per tornare al tema dell’iniziativa che sta per essere lanciata, un miglior insegnamento della Civica alle future generazioni potrebbe contribuire a formare una nuova classe di politici che impari ad amare, rispettare e agevolare la democrazia diretta e chi la esercita.

E, visto che prima o poi per cause naturali smetterò di fare questi ricorsi, mi chiedo quand’è che il Popolo comincerà a reagire contro chi cerca di limitare i suoi diritti. Quando sparano a un orso allora molti cittadini giustamente indignati trovano il tempo di inviare lettere ai giornali. Ma negli ultimi anni non ricordo di aver visto sui giornali lettere di cittadini indignati contro quei Municipi che pongono ostacoli alla raccolta di firme, che è un diritto protetto dalla Costituzione. Il silenzio e l’indifferenza favoriscono l’agire di questi Municipi.

Un cordialissimo saluto. Giorgio Ghiringhelli



TESTO INTEGRALE DEL RICORSO

Al lodevole Consiglio di Stato 6500 Bellinzona

Ricorso

Presentato da

1.   Comitato d’iniziativa “Educhiamo i giovani alla cittadinanza (diritti e doveri)” , rappr. da Alberto Siccardi, c/o Medacta International SA, 6874 Castel S. Pietro, primo firmatario e rappresentante;

2.   Alberto Siccardi, c/o Medacta International SA, 6874 Castel S. Pietro

ricorrenti

contro

la decisione  del 19 febbraio 2013 del Municipio di Bellinzona,  che, statuendo su una mia richiesta di autorizzazione del 14 febbraio 2013 atta a raccogliere firme con una bancarella durante i mercati del sabato dal 13 aprile all’8 giugno ,  autorizza i ricorrenti a raccogliere firme per la suddetta iniziativa popolare , ma non ai margini del mercato lungo Viale  Stazione (come richiesto) bensì all’intersezione fra Piazza del Sole e Vicolo Torre.

Misure provvisionali URGENTI

La decisione municipale ostacola indubbiamente il ricorrente nella raccolta di firme in uno dei Comuni più popolosi del Cantone e nell’ambito di un frequentatissimo mercato, e v’è il rischio effettivo che questo impedimento possa far fallire la riuscita dell’iniziativa popolare ( per la quale occorrono ben 7’000 firme in soli due mesi) . La procedura ricorsuale, che ha i suoi tempi tecnici, non giova immediatamente al riguardo, ma unicamente pro futuro.  Si chiede quindi di rilasciare con urgenza a titolo provvisionale  l’autorizzazione a raccogliere firme nell’area specificatamente richiesta .  Visto che gli iniziativisti sono ostacolati nel raccogliere firme,  sono tenuti a chiedere misure di estrema urgenza. La misura merita di essere accolta immediatamente perché la giurisprudenza è chiara e perché non sussistono problemi di ordine pubblico o di insufficienza di spazio tali da giustificare lo spostamento della bancarella nell’area meno idonea alla raccolta di firme indicata dal Municipio. 

I. Fatti

  1. A.       Con lettera del 14 febbraio 2013 avevo chiesto con largo anticipo al Municipio di Bellinzona  l’autorizzazione a posare una bancarella per la raccolta di firme dal 13 aprile all’8 giugno tutti i sabati (cioè in totale per 9 sabati)  , durante gli orari del mercato, lungo il Viale Stazione (nel solito posto dinnanzi all’hotel  Croce federale che da decenni in occasione dei mercati viene riservato alle bancarelle politiche).
  2. B.       Con missiva 19 febbraio 2013, priva delle indicazioni dei rimedi di diritto,  il Municipio di Bellinzona ha sì concesso l’autorizzazione a raccogliere firme, precisando però che dal 1.gennaio 2013 l’area pubblica messa a disposizione per tale scopo non è più sul Viale Stazione ( ai  margini del mercato) bensì all’intersezione fra Piazza del Sole e Vicolo Torre ( cioè in una stradina laterale a qualche decina di metri di distanza dal mercato e in un punto non visibile dallo stesso).

II. Motivazioni

1.

Come già rilevato dal Presidente del Consiglio di Stato nella risoluzione provvisionale no. 17 del 21 aprile 2011 concernente una contestata decisione del Municipio di Mendrisio, “ secondo costante giurisprudenza, il privato che chiede di utilizzare il suolo pubblico per poter esercitare i diritti fondamentali che gli sono garantiti dalla Costituzione, dispone di un “diritto condizionale” all’ottenimento di una simile autorizzazione (STF 127 I 164; STA 52.2004.275 del 18 dicembre 2006 in re G. e riferimenti dottrinali ivi citati). Ciò significa concretamente che un eventuale diniego può essergli opposto soltanto se fondato su di una valida base legale, se sussistono interessi pubblici o privati preminenti e se il provvedimento rispetta il principio della proporzionalità (STF I 164; Rhinow, Grunzüge des Schweizerischen Verfassungsrechts, no. 1432)”.  Le possibili circostanze che potrebbero giustificare un diniego non sono date nel caso in questione, come si dimostrerà nei punti seguenti.

2.

2.1 In base all’art. 99 del Regolamento comunale di Bellinzona, che regola l’utilizzazione accresciuta dei beni d’uso comune, l’autorizzazione per l’utilizzazione di poca intensità e limitata nel tempo “viene di regola accordata se non vi si oppongono motivi preponderanti di ordine pubblico, di sicurezza o di igiene e previa valutazione degli interessi in gioco”.  Nel caso in questione il Municipio non ha dato alcuna valida giustificazione per motivare il suo diniego a utilizzare l’ubicazione che tradizionalmente vien messa a disposizione delle bancarelle politiche, limitandosi a dire che dal 1. gennaio 2013 l’area pubblica messa a disposizione per tale scopo è stata cambiata, senza spiegarne i motivi .

Certamente una tale modifica non è stata determinata né da motivi preponderanti di ordine pubblico, sicurezza e igiene, né da motivi pubblici e privati preminenti.

2.2  Anche ipotizzando che vi possano essere eventuali problemi di spazio, una simile pretestuosa motivazione non reggerebbe, in  quanto : 1)  la bancarella da me abitualmente utilizzata per la raccolta delle firme misura 58 x 78 cm  – 2) non risulta che in questo periodo o nelle prossime settimane sia stato annunciato il lancio di altre iniziative o referendum a livello locale o cantonale, per cui non vi sarebbe alcun sovraffollamento di bancarelle destinate a questo scopo – 3) lungo la parte di Viale Stazione che da Vicolo Torre prosegue fino a Largo Elvezia (all’altezza dei paracarri automatici) , vi è dello spazio che solitamente è solo in parte utilizzato dalle bancarelle del mercato – 4) l’area del mercato è stata ampliata di recente estendendola a piazza Giuseppe Buffi.

Per cui la decisione del Municipio, oltre a essere immotivata,  non è neppure rispettosa del principio di proporzionalità.

2.3 In mancanza di indicazioni più precise posso solo immaginare che la base legale a cui il Municipio potrebbe appellarsi per giustificare la decisione generica di non più concedere dal 1. gennaio 2013 l’area che da decenni veniva messa a disposizione delle bancarelle politiche,  poggi sull’articolo 10 dell’Ordinanza municipale concernente il “Mercato Mostra” nel centro storico di Bellinzona, che è stato modificato dopo esposizione all’albo comunale dal 13 dicembre 2012 al 10 gennaio 2013.

Ma un confronto fra il vecchio ed il nuovo articolo non lasciava e non lascia presagire che lo scopo del Municipio fosse quello di allontanare le bancarelle politiche dall’intersezione fra Vicolo Torre e il Viale Stazione. E se anche così fosse va comunque sottolineato che l’Ordinanza ha una portata relativa, visto che il diritto costituzionale ha una valenza superiore.

Ma ecco il confronto fra il vecchio ed il nuovo art. 10 ( in neretto le modifiche) :

Manifestazioni extra mercato e propaganda varia ( vecchio) :

Nel perimetro del mercato è di regola vietata ogni manifestazione o propaganda politica o confessionale, così come la raccolta di firme di qualsiasi tipo. Eventuali richieste in tal senso dovranno essere trasmesse alla Polizia comunale. Per queste attività è messa a disposizione l’area di Vicolo Torre fino a Piazza del Sole; la decisione di autorizzazione compete esclusivamente alla Polizia comunale.

Manifestazioni extra mercato, e propaganda varia e raccolta fondi (nuovo)

Nel perimetro del mercato è di regola vietata ogni manifestazione o propaganda politica e confessionale, così come la raccolta di firme di qualsiasi tipo, la raccolta di fondi anche senza scopo di lucro e in generale tutte le attività non strettamente collegate al Mercato. Eventuali richieste in tal senso dovranno essere trasmesse alla Polizia comunale. Per queste attività è messa a disposizione l’area di Vicolo Torre fino a Piazza del Sole; la decisione di autorizzazione compete esclusivamente alla Polizia comunale. A titolo di eccezione è ammessa la presenza di propaganda politica/partitica entro l’area del mercato unicamente in occasione delle elezioni comunali e cantonali, comunque limitatamente all’area di Viale Stazione compresa tra Largo Elvezia (zona paracarri automatici) e l’intersezione con Vicolo Torre; la decisione relativa al concreto posizionamento sull’area in oggetto è di competenza della Commissione Mercato

La prima impressione leggendo il nuovo articolo é che si volesse regolamentare la presenza di bancarelle dedite alla raccolta di fondi, togliendole dal perimetro del mercato e portandole ai margini del mercato, assieme alle bancarelle politiche. Riguardo a queste ultime balza subito all’occhio che sia nel vecchio e sia nel nuovo articolo l’area messa a disposizione delle bancarelle politiche è quella di “Vicolo Torre fino a Piazza del Sole”. Se dunque in passato l’ubicazione delle bancarelle politiche era sempre stata fissata sulla parte di Vicolo Torre che sfocia su Viale Stazione, nulla poteva far pensare che con le modifiche intervenute ( che però  non hanno riguardato  la summenzionata delimitazione dell’area) si intendeva spostare le bancarelle di alcune decine di metri , portandole proprio sull’opposto lato di Vicolo Torre. L’aggiunta concernente le eccezioni in occasione delle elezioni comunali e cantonali  poteva e può essere interpretata come una possibilità per queste bancarelle elettorali di non rimanere confinate nel punto tradizionale  in cui Vicolo Torre sfocia su Viale Stazione, ma di poter espandersi lungo Viale Stazione fino a Largo Elvezia.

2.4 Inoltre appare chiaramente discriminatoria nei confronti delle bancarelle destinate alla raccolta di firme l’eccezione ammessa invece per le bancarelle elettorali . Forse che i giustificati diritti politici di chi partecipa a delle elezioni sono superiori a quelli di chi esercitando un diritto costituzionalmente protetto raccoglie firme per un referendum o un’iniziativa popolare ? Forse che la necessità di visibilità dei primi è superiore a quella dei secondi ?  Relegando  le bancarelle destinate alla raccolta di firme nella stessa area meno visibile e più discosta dal mercato  destinata pure alla raccolta di fondi o alla propaganda politica e religiosa in generale e non legata a termini di tempo ben precisi, non solo  si fa un affronto alla democrazia diretta ma si dimostra di misconoscere le difficoltà e le necessità di chi dispone di un tempo limitato a poche settimane per raccogliere migliaia di firme di cittadini aventi diritto di voto .

2.4  Quella tradizionalmente concessa in passato é un’ubicazione ideale per la raccolta delle firme in quanto praticamente tutti i visitatori del mercato si spingono automaticamente  fino a quest’area e sanno già che questa è la zona dedicata alle bancarelle politiche e alle raccolte di firme . L’area assegnatami dal Municipio (in Piazza del Sole) è sì a poche decine di metri dalla zona tradizionalmente riservata alle bancarelle politiche , ed è si visibile dalle persone che in provenienza dall’autosilo di Piazza del Sole accedono alla zona del mercato passando da Vicolo Torre, ma è praticamente fuori vista per la stragrande maggioranza dei visitatori che accedono al mercato da altri posteggi situati ai due estremi di Viale Stazione, o dalla stazione ferroviaria, o da altre stradine laterali. Questa mancanza di visibilità si tradurrebbe per noi in almeno un centinaio di firme in meno per ogni sabato, ossia in totale almeno 900 firme che potrebbero rivelarsi decisive.

La decisione del Municipio è dunque    lesiva del  principio costituzionale che garantisce libertà di opinione e di espressione , in quanto ha posto dei limiti non giustificati né motivati alle nostre esigenze di visibilità : perché è ben normale,  ed è ammesso dalla giurisprudenza, che chi lancia un’iniziativa popolare faccia tutto il possibile affinché la stessa riesca. Il diritto di iniziativa fa parte dei diritti politici del cittadino ed è considerato dalla prassi alla stregua di un diritto fondamentale di rango costituzionale. Esso comprende non solo il diritto di lanciare un’iniziativa popolare, ma anche quello di partecipare attivamente alla raccolta delle firme necessarie alla riuscita della medesima, senza essere ingiustificatamente ostacolati dall’ente pubblico (STF 97 I 893; STA 52.2005.164  dell’11 luglio 2005 in re C.)

2.5  Né va dimenticato che sulla stessa fattispecie  oggetto del presente ricorso il Consiglio di Stato si era già espresso meno di un anno fa in occasione di un ricorso presentato dal sig. Giorgio Ghiringhelli il 6 marzo 2012 ! Anche in quell’occasione il Municipio aveva negato per due sabati l’autorizzazione alla posa di una bancarella per la raccolta firme all’intersezione fra Vicolo Torre e Viale Stazione, con la motivazione che in prossimità delle elezioni comunali l’area sarebbe stata verosimilmente occupata da bancarelle elettorali , e anche in quell’occasione il Municipio invitò il richiedente a piazzare la sua bancarella in Piazza del Sole all’intersezione con Vicolo Torre.  Ma con decisione no. 1445 del 13 marzo 2012 il Consiglio di Stato aveva accolto il ricorso per una serie di ragioni che si riscontrano anche nel caso attuale, come ad esempio il diritto del cittadino di disporre di spazi adeguati alle circostanze per poter esercitare le sue libertà fondamentali nonché  l’assenza di motivazioni di ordine pubblico o di riscontri oggettivi a giustificazione del diniego e il fatto che la limitazione posta dal Municipio “ non risulta essere giustificata da un interesse pubblico preponderante o dalla necessità di una protezione di diritti fondamentali altrui, rispettivamente non è proporzionata allo scopo, pur avendo la stessa autorità comunale garantito un luogo poco distante da quello inizialmente richiesto per la posa della bancarella” .

Dimostrando di conoscere bene la realtà locale, il Consiglio di Stato osservò pure che “lo spazio che da Vicolo Torre dà su Viale Stazione, ai margini quindi del mercato stesso, risulta essere particolarmente idoneo per l’esercizio di questo diritto costituzionalmente protetto” e che “l’area in discussione risulta essere sufficientemente vasta per ospitare anche la bancarella dei qui ricorrenti, trattandosi infatti unicamente di un tavolino di misura ridotta (58 x 78 cm)”.

3.

I tempi tecnici della presente procedura potrebbero far perdere al ricorso un interesse attuale all’esame. Tutte le giurisdizioni federali (DTF 97 I 893), cantonali (Sentenza TRAM 52.2004.143 dell’8 giugno 2004 in re G. pag. 4) e perfino codesto Consiglio (ris. gov. 1215 del 16 marzo 2005 in re M. pag. 3) hanno stabilito che si può rinunciare all’esigenza di un interesse attuale al ricorso in materia di posa di bancarelle per la raccolta di firme.

4.

Per il resto, a buon fondamento del ricorso, riservato ogni sviluppo nel corso della procedura, si richiamano le risoluzioni provvisionali del Presidente del Consiglio di Stato n. 15 del 7 aprile 2011 (Municipio di Giubiasco) e no. 17 del 21 aprile 2011 (Municipio di Mendrisio) e le decisioni di merito del CdS ivi relative, nonché la risoluzione governativa no. 1445 del 13 marzo 2012 in re G.

III. Spese e ripetibili

Il ricorrente agisce per motivi ideali e rinuncia a rivendicare pretese pecuniarie, benché questo ricorso abbia fatto perdere un tempo  considerevole, che sarebbe potuto essere utilizzato per i preparativi dell’iniziativa. D’altro lato non si giustifica la riscossione di spese in materia di diritti politici (DTF 129 I 185 consid. 9 pag. 206; 113 Ia 43 consid. 3 pag. 46). Questo Consiglio ne ha confermato il principio in materia di posa di bancarella “data la particolarità della fattispecie” (ris. gov. 3269 del 13 luglio 2004 in re G : in gran parte il ricorso è stato respinto).

per questi motivi si chiede

A. in via provvisionale all’Onorevole Presidente del Consiglio di Stato di decretare:

1.         L’istanza provvisionale è accolta.

§. Di conseguenza è concessa l’autorizzazione a raccogliere firme per  l’iniziativa popolare “Educhiamo i giovani alla cittadinanza (diritti e doveri)” lungo il Viale Stazione (all’intersezione con Vicolo Torre e davanti all’hotel Croce federale) durante i mercati dal 9 aprile all’8 giugno 2013, durante gli orari del mercato.

2.         Un eventuale ricorso non ha effetto sospensivo (art. 47 LPAmm).

B. nel merito al Lodevole Consiglio di Stato di giudicare:

1.         Il ricorso è accolto.

§. Di conseguenza è concessa l’autorizzazione  a raccogliere firme per l’iniziativa popolare “Educhiamo i giovani alla cittadinanza (diritti e doveri)” lungo il Viale Stazione (all’intersezione con Vicolo Torre e davanti all’hotel Croce federale) durante i mercati dal 9 aprile all’8 giugno 2013, durante gli orari del mercato.

2.         Non si riscuotono tasse né spese.

3.         Non si assegnano ripetibili.

4.         Contro la presente decisione è data facoltà di ricorso al Tribunale cantonale amministrativo, Lugano, nel termine di 15 giorni dall’intimazione.

5.         Un eventuale ricorso non ha effetto sospensivo (art. 47 LPAmm).

Con ogni ossequio.

Alberto Siccardi, per sé e in rappresentanza del Comitato