Mauro Gallegati (M5S) : ispirati da Stiglitz, in Italia la tassa sui super ricchi

Professore di economia all’università di Ancona, Mauro Gallegati è uno dei cinque economisti che hanno partecipato all’elaborazione del programma economico del movimento 5 Stelle di Beppe Grillo.

Il portale francese d’informazione economica Les Echos.fr lo ha intervistato sulla situazione attuale dell’economia italiana.

Al giornalista che gli chiede quale sia la posizione del M5S sull’euro, Gallegati ha risposto che “In realtà sulla questione dell’euro il movimento è ancora diviso. Una parte dei sostenitori è a favore dell’uscita dalla moneta unica. Personalmente non sono favorevole, in quanto per la classe media italiana il costo sarebbe proibitivo.”

ricchi_forbesSul finanziamento del reddito della cittadinanza, elemento chiave del programma di M5S, Gallegati commenta : “La nostra proposta è la creazione di un reddito di cittadinanza da 800 a 1’000 euro durante tre anni, per tutti coloro che hanno perso il lavoro e si trovano in una situazione precaria.
Sarebbe più giusto parlare di “reddito minimo”. Secondo le nostre stime, questo rappresenterebbe un costo di 20-25 miliardi di euro l’anno.
Lo Stato già spende ogni anno 15 miliardi di euro per finanziare la disoccupazione tecnica. Sarebbe sufficiente trovare 5-10 miliardi di euro attraverso il rimborso del finanziamento pubblico dei partiti politici, la soppressione di aiuti pubblici alla stampa e le riduzioni delle spese militari, rinunciando ad esempio all’ordinazione degli aerei da combattimento F-35.”

Poi il professor Gallegati spiega in quale misura il movimento Cinque stelle si è ispirato alle teorie dell’economista americano Joseph Stiglitz : “Per noi Stiglitz è una preziosa fonte di ispirazione.
Intendo proporre a Beppe Grillo una tassa sui super-ricchi, dell’ordine di un prelievo supplementare del 5 per 1000, che potrebbe essere imposta ai patrimoni superiori ai 10 miliardi di euro in Italia.
Anche toccando solo l’1% dei contribuenti, potrebbe portare tra 30 e 50 miliardi di euro l’anno. Ma evidentemente in Italia la sua applicazione è problematica, a causa dell’importante fetta di economia sotterranea.”