Perché Maria Galliani si permette di difendere Bomio? – Interrogazione parlamentare

I deputati Silvano Bergonzoli (Lega) e Lara Filippini (UDC) hanno notato come l’avvocato difensore di Flavio Bomio si chiami Maria Galliani, proprio come il presidente della commissione di coordinamento per l’aiuto alle vittime.

“Siamo sicuri si tratti di un clamoroso caso di omonimia.” Decolla con un brillante sarcasmo l’INTERROGAZIONE di Lara Filippini e Silvano Bergonzoli al Governo.

Abbiamo notato che l’avvocato che difende Flavio Bomio accusato di gravi reati sessuali si chiama Maria Galliani. Stranamente è lo stesso nome della presidente della commissione di coordinamento per l’aiuto alle vittime nell’ufficio delle famiglie e dei minorenni sotto la responsabilità del DSS diretto da Paolo Beltraminelli.

Domandiamo quindi all’On Consiglio di Stato di rispondere alle seguenti domande:

1) Si tratta veramente di un caso di omonimia oppure si tratta della stessa persona ?

2) Se non si tratta di un caso di omonimia non sarebbe il caso di valutare la rimozione di tale presidente visto il suo impegno in difesa degli imputati e non delle vittime ?

3) Se la risposta al punto 1 e 2 fosse affermativa, come valuta il Cds questo doppio ruolo della signora avv. Maria Galliani ?

4) L’avvocato Maria Galliani è stata incaricata direttamente dal signor Bomio oppure è stata assunta come avvocato difensore d’ufficio ?

In attesa di una vostra sollecita ed esauriente risposta ringraziamo anticipatamente.

Silvano Bergonzoli (Lega) Lara Filippini (UDC)



Noi ci annoveriamo tra gli ammiratori della valorosa e battagliera granconsigliera UDC Lara Filippini. La presente interrogazione, che ella firma con l’on. Bergonzoli, ci sembra tuttavia criticabile (anche se ben vicina a certo “sentire” popolare). Osserviamo che:

— L’avv. Galliani ha svolto la sua professione di avvocato, all’occasione nel ruolo specifico di difensore di un imputato (poi condannato) di gravi reati;
— L’avv. Galliani non era lì per giustificare i reati commessi bensì per confrontarsi con l’accusa di fronte al giudice, al quale spettava di emettere la sentenza;
— L’aiuto alle vittime (elemento di grande importanza) non consiste nell’infliggere a Bomio la massima pena possibile e pensabile. Ma nel fare giustizia, con coscienza, equilibrio e severità, nel rispetto e nell’interazione dei diversi ruoli di accusa, difesa e corte giudicante. (fdm)