Privatizzazione della sorveglianza carceraria? Proprio no! – di Donatello Poggi

Premetto che la mia, come spero possa essere quella di molti il 22 settembre prossimo, è una questione di principio sulla quale non ci possono essere né se e né ma. Uno Stato degno di questo nome e di conseguenza un Cantone, non possono delegare ai privati, per meri motivi di risparmio (effettivi quali?), compiti delicati come ad esempio la sicurezza.

Stiamo scherzando? Ma si sa come vanno le cose, si comincia con il settore della sorveglianza carceraria e poi si arriverà, un domani, a un agente di una qualsiasi Polizia privata che ti arriva in casa su, udite udite, ordine dello Stato. E c’è poco da ridere perché in alcuni Stati succede già, purtroppo. Lo Stato e quindi anche il cantone Ticino hanno il dovere di garantire la sicurezza in ogni suo ambito (paghiamo le imposte per cosa signori ministri?), hanno il dovere di formare agenti di custodia svizzeri e ben preparati e non devono privatizzare un bel niente!

Ma davvero vogliamo delegare a ditte private (con alla testa magari “gli amici degli amici”) questo delicato settore, con il rischio, evidente, che poi si faccia ricorso a personale frontaliero malpagato, malpreparato e che genererà quel dumping salariale che, oggi, tutti dicono di voler combattere? Per la serie: parlare bene, specie in campagna elettorale, ma poi razzolare malissimo.

Per chi non l’avesse ancora capito tutto questo agire rientra in una tipica visione di destra – alla quale purtroppo anche la Lega si è adattata da un paio d’anni a questa parte – che è quella del “privatizzare gli utili e socializzare i costi” con i risultati, in Svizzera ma non solo, che sono sotto gli occhi di tutti. Quello di privatizzare le ferrovie in Inghilterra è stato l’esempio più lampante del fallimento totale di questa dottrina: difatti lo Stato ha dovuto riprendersela perché non funzionava più nulla! E di esempi ce ne sono a bizzeffe.

Non che la sinistra stia meglio intendiamoci, se guardiamo l’Italia le privatizzazioni più disastrose e a favore dei “soliti noti” sono state fatte proprio dai governi di centrosinistra (?) ai tempi dei Prodi e dei D’Alema; ma qui siamo in Ticino e bisogna discutere di questo importante tema che riguarda la sicurezza e scusate se è poco. Lo Stato non può abdicare volontariamente (?) a una propria prerogativa per ragioni economiche, e poco importa se “i favorevoli” ci dicono e ci diranno che in fondo si tratta “soltanto” di una privatizzazione parziale della sorveglianza carceraria. Bravi, complimentosi per la pensata!

E’ una questione di principio e di ruoli dello Stato che al cittadino comune e contribuente devono essere ben chiari. Mancano agenti di custodia? Il Cantone li deve formare e assumere. Magari qualche giornalista e giurista (moltissimi) in meno a Palazzo? Ah già, gli “equilibri” partitici … Ma ormai la decadenza è iniziata.

NO alla privatizzazione parziale (per ora?) della sorveglianza carceraria il prossimo 22 settembre!

Donatello Poggi, Biasca

lupi-secondini-2 xyIl carcere di Angola in Louisiana