Il Ticino politico dalla corta memoria … – Donatello Poggi

Udite udite, il PPD si appella alla responsabilità (termine ormai inflazionato e svuotato del suo vero significato) e, tramite il consigliere di Stato Paolo Beltraminelli e il presidente Giovanni Jelmini, chiede più risparmi allo Stato (tutti gli anni in occasione dei preventivi la stessa storia, poi … nulla!) e partecipazione fiscale anche a coloro che attualmente sono esenti da imposte.

Si vogliono forse tassare i poveri? Se ci sono “i furbi” andate a prenderli, altrimenti è la solita aria fritta.
Che tolla! Eh sì, perché questi due personaggi parlano come se venissero da Marte o come due persone che, improvvisamente, hanno perso la memoria; cosa peraltro molto frequente in politica, specialmente in Ticino.

Ma signori, ve la ricordate “Asfaltopoli”? Vi ricordate che nel 2012, e c’era anche l’attuale presidente del CdS signor Beltraminelli, dopo lunghe e complicate (partiticamente) trattative, si è arrivati a firmare uno spudorato accordo di risarcimento (?) verso il Cantone (Lugano fu risarcita con 550.000 franchi) di 4,3 milioni di franchi?

Vi ricordate signori che la truffa, non verso il Governo ma verso tutti i contribuenti di questo Cantone, era stata valutata, da una perizia inglese neutra, in una forchetta che andava dai 19 ai 44 milioni di franchi?
Altro che indignarsi in un Cantone sempre più alla deriva come il nostro!

Il Consiglio di Stato firma un disonorevole accordo di circa 4.3 milioni di franchi con chi ha truffato i cittadini contribuenti e le finanze cantonali per una cifra di circa 30 milioni e ora venite a parlarci di assunzione di responsabilità e di “lacrime e sangue”?
Qualcuno scrisse, giustamente, di “colpo di spugna da 5 mio di franchi” .

E per favore non si accampino giustificazioni del tipo “c’erano in ballo anche posti di lavoro” poiché non reggono. È una questione di principio e di rispetto verso chi si comporta correttamente altrimenti altre ditte e in altri settori potrebbero usare la stessa forma di ricatto e un Governo degno di questo nome non dovrebbe cedere ai ricatti, mai.
Ma lo avete ancora il senso della decenza e del rispetto?
Evidentemente no. E allora ci venite a parlare di “assunzione di responsabilità” e di risparmi (dite dove!) quando, come massima Autorità politica del Cantone avete deciso (su pressione di chi?) di rinunciare a più di 20 milioni di franchi in una vicenda che, fra lacrime ai congressi (sic!) e fughe accelerate dai CdA (…), ci hanno fatto conoscere ancora una volta in tutta la Svizzera. Complimentoni!

E avete ancora il coraggio di chiedere “sacrifici” al cittadino contribuente quando, da almeno vent’anni, sapete perfettamente che abbiamo l’amministrazione cantonale più gonfiata e costosa del mondo ma, in pratica, non si è fatto nulla? Non siamo pecore da tosare!

E’ un po’ come quel padre di famiglia che fa mangiare una volta al giorno i propri figli per risparmiare, ma non pensa minimamente di vendere la lussuosa Mercedes che ha nel garage. Banale ma è così.
Non si possono gettare i soldi dalla finestra e poi parlare di “assunzione di responsabilità” anche da parte del cittadino, quando da anni assistiamo agli stessi e poco decorosi teatrini di fine estate, in vista dei preventivi.

Ripeto e termino: ci hanno tolto dalle nostre tasche circa 30 milioni di franchi (le ditte coinvolte in “Asfaltopoli”) e il “nostro” Consiglio di Stato ha firmato un disonorevole accordo con queste ditte per un risarcimento di 4,3 milioni.
Questo è successo nel 2012, non dieci anni fa, e chi oggi spara certi proclami (non solo il PPD) dai vari pulpiti, pensando magari di fare presa, dovrebbe avere meno arroganza politica e più memoria “storica”.

E non parliamo poi dei 430 milioni pagati in più dal Ticino alle casse malati, con un misero recupero di 62 milioni, perché allora la rabbia, sana, sale.
Ma forse abbiamo ministri che agiscono a loro insaputa. E’ probabile.

E’ la fine della decenza e del rispetto verso i cittadini sempre più tartassati e sempre più, a ragione, indignati! L’Italia non è lontana …

Donatello Poggi
già deputato in Gran Consiglio