“Germania e Italia sono finite molto male!” (e il Ticino finirà peggio?) – di Raoul Ghisletta


[fdm] Riprendo il testo da Liberatv di Marco Bazzi e mi permetto di evidenziare l’ultimo paragrafo, stupefacente, del Ghisletta-pensiero.

Concludo affermando che bisogna avere il coraggio di andare in piazza e non restare in pantofole a casa sabato prossimo. Non state a guardare come facevano i benpensanti, che non si sporcavano le mani, ai tempi di Hitler e Mussolini. Ricordiamoci che la Germania e l’Italia sono finite molto male, proprio perché i borghesi hanno tollerato i metodi di lotta politica fascista e hanno finanziato i loro giornali-pattumiera, come fanno oggi ditte ticinesi come Brico, CasinòLugano, Artecasa, Montegeneroso, La domestica, Macconi, Comafim, ecc. Dobbiamo anche cominciare a ribellarci e a non mettere più piede in questi empori.

Francamente come cittadino luganese da sempre mi aspetterei dal presidente (benché socialista) del Consiglio comunale della mia Città maggiore equilibrio. Oltre tutto questo aspirante consigliere di Stato (così si mormora) non sembra neppure possedere uno spiccato senso del ridicolo.


Al Mattino della domenica devono essere piuttosto preoccupati, se si agitano al punto di dedicare ben tre pagine alla grande manifestazione dei sindacati, della sinistra e delle associazioni antirazziste, che è in programma sabato 19 ottobre alle 10.30. E sul sito online della Lega da giorni stanno riversando testi di denigrazione e sfottò contro gli esponenti dei sindacati, della sinistra e di Belticino. Premetto che è onore essere insultato da giornalisti fascisteggianti, ladri e bugiardi. Sì, sono anche ladri, perché in prima pagina del Mattino hanno rubato l’immagine del volantino della nostra manifestazione e hanno avuto la tolla di togliere i nostri slogan e sostituirli con slogan deliranti come “chiudiamo le frontiere” .

In un Paese che esporta per 200 miliardi di franchi di merci l’anno e che ha una bilancia commerciale attiva per 24 miliardi di franchi solamente chi non ha un minimo di sale in zucca o chi è un gran bugiardo può scrivere uno slogan simile. Le soluzioni ai problemi della libera circolazione delle merci e delle persone non sono questi slogan folli: sono i salari minimi, la protezione dei lavoratori, i contratti collettivi di lavoro, il sostegno all’agricoltura e all’artigianato indigeni con misure strutturali e formative, una politica dell’alloggio popolare efficace come quella che Partito socialista, Associazione inquilini e Sindacato VPOD hanno chiesto a Lugano con la recente iniziativa popolare, o ancora le mense per le famiglie e una scuola che forma tutti. Tutte idee per le quali lottiamo da sempre e che rivendicheremo nella manifestazione del 19 ottobre, come abbiamo scritto nero su bianco.

La manifestazione del 19 ottobre a Lugano è nel contempo un’occasione importante per dire pubblicamente ai giornalisti del Mattino e del Mattinonline che hanno oltrepassato il limite della decenza e per chiedere al neosindaco di Lugano Marco Borradori di cambiare la linea degli organi del suo partito nel segno del rispetto degli avversari. Borradori tuttavia nicchia o se ne infischia, ma se non mollerà questi tipi fascisteggianti e xenofobi finirà per essere inghiottito dai loro errori (come quello di fare campagna contro la cultura e contro le mense a Lugano) e dalla loro crescente tracotanza.

Concludo affermando che bisogna avere il coraggio di andare in piazza e non restare in pantofole a casa sabato prossimo. Non state a guardare come facevano i benpensanti, che non si sporcavano le mani, ai tempi di Hitler e Mussolini. Ricordiamoci che la Germania e l’Italia sono finite molto male, proprio perché i borghesi hanno tollerato i metodi di lotta politica fascista e hanno finanziato i loro giornali-pattumiera, come fanno oggi ditte ticinesi come Brico, CasinòLugano, Artecasa, Montegeneroso, La domestica, Macconi, Comafim, ecc. Dobbiamo anche cominciare a ribellarci e a non mettere più piede in questi empori.

Raoul Ghisletta