Caso Barra – “Ricercare tutta la verità, solo la verità” – Intervista a Sergio Roic

Sul “caso del giorno”, che tocca il consigliere di Stato leghista Michele Barra, non abbiamo esitato a interpellare uno dei più duri avversari della Lega, il socialista Sergio Roic. Da tempo apprezziamo la sua disponibilità e la sua combattiva franchezza. Le parole di Roic, che non fanno sconti, descrivono bene secondo noi il pensiero e gli intenti delle forze politiche che – in questo confuso frangente – si ritrovano, dopo numerose sconfitte, all’attacco. Sottolineiamo, benché sia superfluo, che le opinioni espresse da Roic sono assai lontane dalla linea politica di Ticinolive.

Nell’intervista volutamente non si fa cenno della malattia dell’on. Barra, della quale si parla da giorni e di cui ha parlato stamani anche la rsi.

Un’intervista di Francesco De Maria.


Francesco De Maria   Lei condivide il testo dell’interrogazione urgente al Governo presentata da Kandemir Bordoli, Lurati e confirmatari deputati del PS? Avrebbe aggiunto o tolto qualcosa?

Sergio Roic   L’interrogazione del PS è appunto urgente proprio perché questa vicenda comincia a trascinarsi e rischia forse addirittura di condizionare il nostro governo. Per essere un’interrogazione di questo tipo mi sembra ben fatta.

Lo schieramento – che mi appare robusto e temibile – formato da Caffè, Regione, Radicali e PS ha finalmente trovato il suo bersaglio? Barra come anello debole della catena? È arrivato il momento buono per assestare un colpo a quelli che io chiamo (ironicamente) gli “usurpatori del potere”?

SR   Mah, mi pare che il Caffè abbia avuto modo di criticare spesso e a profusione anche l’altro consigliere di Stato leghista… Barra è senza dubbio una persona verace ma con pochissima esperienza politica. Sono rimasto sbigottito dalla polemica messa in cantiere da Barra al recente convegno dei Lions a Mendrisio sui trasporti transfrontalieri. Si può essere d’accordo o meno con la controparte italiana, ma certe uscite estemporanee non giovano a nessuno.

Per quel che riguarda gli “usurpatori del potere”, non dimentichiamoci l’origine della Lega e del suo unico vero e indiscusso leader, Giuliano Bignasca: all’origine, appunto, si trattava di una costola ribelle del Plr.

A prima vista il comportamento del consigliere di Stato appare, se non altro, imprudente: la persona che egli ha ricevuto nel suo ufficio era un gestore “a luci rosse” ed era già stata in carcere. Ora, questo potrebbe implicare una sorta di “sanzione politica” per un semplice passo falso. Ma, forse, nulla di più.

SR   È un classico: Barra si è lasciato mettere in mezzo, come si suol dire. Il suo collaboratore personale, Cleto Ferrari, ha affermato che la successiva richiesta di cambiamento di strategia per quel che riguarda i locali a luci rosse non c’entrava con quel caso, il Lumino’s, in particolare, ma naturalmente nell’opinione pubblica il legittimo sospetto di favoritismi rimane. Come si svilupperà questo caso che coinvolge in prima persona il consigliere di Stato Barra lo vedremo nei prossimi giorni o settimane. Già l’inchiesta a proposito del comportamento del funzionario coinvolto potrà chiarire, e di molto, questa vicenda.

Allo stato attuale dell’evidenza quali potrebbero essere le conseguenze concrete: A) per il consigliere di Stato  B) per il suo partito?

SR   Bisognerà valutare bene tutte le posizioni. Certo, se si venisse a conoscenza di favoritismi da parte di Barra al Lumino’s, penso che dovrebbe rinunciare all’incarico di consigliere di Stato. La Lega, per quel che riguarda i locali a luci rosse, spesso è stata piuttosto permissiva. Non dimentichiamoci che lo stesso Giuliano Bignasca, anni fa, fu coinvolto in prima persona in traffici di questo tipo essendo il proprietario di immobili dove si praticava la prostituzione. L’emblematico caso della rivolta dei cittadini del quartiere luganese di Loreto contro i lupanari che proliferavano in zona ne fa fede. Penso che le Lega, per una volta, dovrebbe dimostrare inflessibilità e coerenza politica in questo campo, ovvero andare fino in fondo nella ricerca delle responsabilità.

Chi ha passato alla Regione la lettera scritta dall’on. Barra in data 23 settembre? C’è stata violazione del segreto d’ufficio? Tale violazione può essere giustificata da un interesse superiore?

SR   Non ne ho idea. Può darsi che ci sia stata violazione del segreto d’ufficio, ma mi sembra anche che ci sia stato un silenzio prolungato sul tema da parte di Barra fino allo scoppio recente del bubbone con le rivelazioni conseguenti. Credo, in ogni caso, che sia di interesse pubblico sapere che un consigliere di Stato ticinese cambia strategia rispetto ai locali a luci rosse DOPO aver incontrato un proprietario di uno di questi locali. Poi magari ha ragione Cleto Ferrari: la strategia era onnicomprensiva e non c’entra nulla col caso del Lumino’s. A Barra, Ferrari e al funzionario pubblico il compito di dimostrarlo al di là di ogni ragionevole dubbio.

Secondo me questo frangente critico potrebbe essere il primo momento adatto – dopo il 7 marzo – per verificare  se nella Lega c’è un capo. Certo, il presidente a vita era ed è insostituibile ma…

SR   Il “capo”, anche se non è stato mai proclamato tale e probabilmente non è stato proclamato perché rifugge a gambe levate da questo ruolo, è Marco Borradori: chi glielo fa fare di essere il “capo” della terribile Lega quando può essere tranquillamente un gentile ed equanime sindaco*** della maggiore città ticinese, Lugano? In ogni caso, credo che nessuno, nella Lega, può prescindere da un parere di Borradori, il loro uomo forte. Non tocca a me fare della fantapolitica, soprattutto quando si entra in casa leghista, ma c’è un preparato e responsabile Claudio Zali per ora assiso sulla panchina leghista: chissà quando lo faranno alzare per farlo entrare in campo…

*** (intervistatore) Il “gentile ed equanime sindaco” è salito ad occupare il suo scranno grazie alla Lega o ai pesci del lago Ceresio? Al di là di ciò, concordo con Roic: Borradori oggi è il capo naturale della Lega, che gli piaccia o meno. Non si può sempre scegliere “à la carte”.

Parlando in generale, che cosa pensa di questo Ticino un po’ troppo ricco di bordelli? Quale azione politica sposerebbe? Reprimere? Regolare? Liberalizzare?

SR   Le racconto un aneddoto. Tanti anni fa, al tempo in cui a Lugano proliferavano i bordelli – e si parlava di una Lugano città di 1000 prostitute – mi ritrovai in auto con degli amici all’uscita di Milano. Avevamo bisogno di benzina e il benzinaio, vedendo la targa ticinese, domandò: siete di Lugano? Alla risposta affermativa si fregò le mani e disse: ah, la città delle puttane. Insomma, da quei tempi le cose sono cambiate in meglio, ma credo che ci sia ancora tanto da fare, anche e soprattutto per quel che riguarda la dignità delle donne coinvolte in quello che viene chiamato “il mestiere”.

Finiamo, se lo consente, formulando una previsione. Come finirà questa storia piccante, che è sotto gli occhi del pubblico da pochi giorni? Il PS e i Radicali andranno fino in fondo? La Lega sarà messa alle corde?

SR   È certamente una storia poco chiara. Vediamo come sarà chiarita. È ovvio che coloro che sono coinvolti, e il consigliere di Stato in primis, dovranno dare TUTTE le spiegazioni del caso. In questo contesto direi che, come afferma lei, altre forze politiche potrebbero andare “fino in fondo”: nel senso di richiedere tutta la verità e solo la verità. Per la Lega, in ogni caso, questa storia non è una gran pubblicità.

Approfitto della sua presenza per un’ultimissima domanda (non troppo fuori tema, vedrà…) Ho sentito Raoul Ghisletta tuonare i nomi di Hitler e Mussolini e, le confesso, mi è venuto da ridere. C’è un limite a tutto, non le pare? Ma ho visto che anche Roic non scherza, infatti egli sostiene l’invito al boicottaggio delle ditte inserzioniste del Mattino! Mi dica che (sul portale dell’amico Bazzi) ho letto male. La prego!

SR   No, non  ha letto male. Guardi che di iniziative simili – di sensibilizzazione delle ditte che si fanno pubblicità sul Mattino – il PS luganese si è fatto portatore non una ma più volte in anni recenti, per non parlare delle famigerate inserzioni delle AIL sullo stesso Mattino, combattute politicamente a più riprese. Gli inserzionisti fanno orecchie da mercante? E allora noi invitiamo al boicotto. Il PS ritiene che il bicchiere sia già da molto tempo colmo: l’evidente xenofobia del Mattino, i toni a volte apertamente razzisti, il continuo dileggio degli avversari politici, addirittura l’invito a non occuparsi di politica a chi non è etnicamente – non saprei come definirlo – puro??, dipingono un quadro deleterio e di nessun interesse giornalistico vero. Il Mattino e il suo omologo Mattinonline non fanno informazione e neppure disinformazione, ma erigono un loro mondo di fantasia – ultima bravata: mettere in bocca ad avversari politici affermazioni virgolettate mai pronunciate – dove gli stranieri sono criminali, il PS si occupa di dollari, il PLR è sempre diviso, il PPD indeciso, i politici non leghisti ragliano, ugolano, sono capre, topi, cani, fuchi, si prostituiscono (accusa rivolta a una consigliera nazionale PS in un blog visibilissimo di Mattinonline) ecc. ecc.

Per quel che riguarda Raoul Ghisletta, si tratta di un politico preparato: è combattivo, esperto di temi caldi come il lavoro, deciso e non si fa “mettere sotto” dai media leghisti che, ridicolmente, hanno designato una manifestazione con molte proposte come “anti-leghista”. In questo e proprio per questo si avvicinano alla perentoria gazzarra da piazza e ai metodi, per ora proposti solo a parole per fortuna, di un triste passato.