Riserve di oro nelle banche centrali, un pericoloso schema Ponzi

Lo scorso febbraio la Germania aveva chiesto il rimpatrio del suo oro depositato nelle banche americane. Gli Stati Uniti avevano ammesso di non poterlo consegnare prima di diversi anni, in quanto i forzieri erano vuoti.

Negli scorsi anni Venezuela, Libia e Iran hanno rimpatriato le proprie riserve di oro all’estero. La Polonia ha fatto domanda e sta ancora aspettando. Svizzera, Paesi Bassi e Messico vogliono sia fatta chiarezza sullo stato effettivo delle loro riserve di oro depositate nei forzieri all’estero.
Anche lo Stato del Texas vuole riprendersi l’oro che aveva depositato nei forzieri della Federal Reserve : “Non vogliamo dei semplici certificati – ha detto il senatore texano Capriglione – Vogliamo il nostro oro.”

In realtà (come già parzialmente ammesso a denti stretti dai diretti interessati) i forzieri della Fed e delle banche centrali sono vuoti. L’oro che queste istituzioni pretendono di avere, fisicamente non lo hanno.
Una banca ha il diritto di dare l’oro in locazione o di scambiarlo a termine, con la garanzia teorica di poterlo recuperare.
Ufficialmente, questa operazione permette di affidare l’oro alle “Bullion banks”, ossia banche specializzate che assicurano i costi di deposito del metallo prezioso.

Malgrado non dovrebbero, in quanto fungono da “deposito”, queste banche specializzate si permettono di vendere o dare in locazione questo oro, tramite certificati o in forma fisica. Operazioni che possono susseguirsi a catena, come in un classico schema Ponzi.

Da Wikipedia : Lo schema Ponzi è un modello economico di vendita truffaldino che promette forti guadagni alle vittime a patto che queste reclutino nuovi “investitori”, a loro volta vittime della truffa.

Secondo il giornalista economico Yannick Colleu “Il medesimo stock di oro, inizialmente venduto da una banca centrale o da un detentore di metalli preziosi può essere dato in locazione, venduto, poi rivenduto e venduto di nuovo, ecc.
Diversi esperti si accordano nello stimare che vi sarebbe un rapporto di 1 a 100 fra l’oro cartaceo e l’oro fisico realmente disponibile.”

Il giornalista Cyrille Jubert aggiunge : “Sino a poco tempo fa pochi acquirenti chiedevano una consegna reale di oro fisico. Questo ha permesso ai banchieri che controllano il mercato di spingere il principio delle riserve sino al limite del sistema.”

Lo schema Ponzi funziona finchè tutti fanno la loro parte. Al minimo intoppo il castello crolla e solo chi possiede realmente oro fisico riuscirà a cavarsela.

(Fonte : secure.publications-agora.fr/Wikipedia)