Asilanti. Denunciata la politica dissuasiva della Svizzera

In Svizzera la politica di migrazione e dell’asilo subisce un deterioramento. Nel suo rapporto annuale presentato mercoledì 20 novembre, l’Osservatorio del diritto d’asilo e degli stranieri romando denuncia la politica di dissuasione condotta dalle autorità svizzere nei confronti dei richiedenti l’asilo.

Secondo Marina Duarte, coordinatrice dell’Osservatorio, si tratta di scoraggiare chi ha l’intenzione di chiedere asilo in Svizzera e di mandare un chiaro segnale a chi già ha raggiunto il territorio elvetico, affinchè se ne vada.
Una politica condotta a ogni livello e sono molti gli sforzi intrapresi per diminuire l’attrattiva della Svizzera agli occhi dei richiedenti.

L’Osservatorio ritiene che lo Stato spesso riduce i richiedenti l’asilo a semplici statistiche. Si insiste con i messaggi di dissuasione senza pensare alle conseguenze e al prezzo umano che viene pagato per questa politica.

In questa situazione di interminabile attesa sono soprattutto i richiedenti originari dello Sri Lanka, dell’Eritrea o gli iraniani. Vivono in condizioni precarie in alloggi collettivi e non hanno diritto al raggruppamento famigliare, nota Aldo Brina del Centro sociale protestante di Ginevra.

Nel breve termine, l’Osservatorio romando non conta su un miglioramento della situazione della politica d’asilo in Svizzera.
Una serie di misure restrittive sono in programma il prossimo anno, ha dichiarato Brina, in particolare per quanto riguarda l’asilo famigliare. Inoltre i richiedenti non potranno più condurre attività politiche, pena severe sanzioni.