“Adoro Lugano… ma com’è cara!” – Intervista a Margit G. Fodor, soprano ungherese

Una nuova vedette si aggiunge al cast, già molto brillante, del concerto “The Lost European Raoul Wallenberg”, che si terrà al Palacongressi di Lugano il 2 gennaio 2014: Margit G. Fodor, giovane soprano ungherese che da pochi mesi frequenta il nostro Conservatorio. Impariamo a conoscerla da vicino.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Francesco De Maria    Ci parli della sua famiglia, dei suoi primi studi, della sua vita in Ungheria.

Margit G. Fodor   Vengo da una piccola città del Nordest, vicino a Debrecen. La mia famiglia si occupa di agricoltura. Mi sono appassionata alla musica sin dall’infanzia. A cinque anni ho iniziato a suonare il pianoforte e, due anni dopo, anche il violino. Durante gli anni del liceo ho cominciato i miei studi di canto lirico. Benché nella mia famiglia non ci siano musicisti, i miei genitori hanno sempre incoraggiato questa mia predisposizione.

E poi?

MGF   Mi sono iscritta all’Università Corvinus di Budapest e nel 2010 ho concluso con successo i miei studi ottenendo la laurea in Scienze economiche con specializzazione in Relazioni internazionali. Avevo abbandonato la musica? No di certo, ma i miei genitori mi dicevano: una laurea in economia ti potrà sempre servire! Contemporaneamente, studiavo canto al conservatorio “Santo Stefano” di Budapest. Poi l’occidente, Zurigo, Colonia, dove ho conseguito, nel luglio 2013, il Bachelor of Music Gesang.

Lei vive a Lugano da pochi mesi. Che cosa le è piaciuto subito della nostra città?

MGF   Questa città di atmosfera mediterranea, circondata da montagne, mi ha affascinato subito con il suo panorama stupendo e con il suo lungolago incantevole. Pur essendo un piccolo centro, Lugano offre i servizi e gli svaghi di una grande città. Ha il vantaggio di essere a misura di persona e di essere contraddistinta dall’ordine e dalla civiltà.

Che cosa non le è piaciuto?

MGF   Il costo della vita rispetto al resto d’Europa è decisamente alto. Specialmente per gli studenti stranieri che non hanno ancora la possibilità di mantenersi autonomamente.

E com’è arrivata fin qui?

MGF   Molto semplicemente, da Colonia. Una mia compagna di studi mi ha parlato di Lugano, mi ha descritto il paese, la scuola… ed eccomi qua!

Questo conservatorio è piccolo o grande?

MGF   Beh, piuttosto piccolo se pensa che ho studiato in conservatori che avevano 2000 allievi. Ma mi ci trovo veramente bene e la giudico un’ottima scuola. Qui mi impegnerò per ottenere il mio Master. La mia professoressa principale si chiama Luisa Castellani. Con lei studio oltre al repertorio tradizionale anche la musica contemporanea. È un’arte “difficile”, che rompe con gli schemi del passato e non è molto adatta al grande pubblico. Ma presenta anche notevoli vantaggi, perché in questa “nicchia” la concorrenza non è così spietata come nella lirica tradizionale. La musica contemporanea, come la musica di ogni epoca, rispecchia il mondo e la società del suo tempo. Perciò chi vuole capire il suo messaggio deve innanzitutto prendere atto dei mutamenti sociali e culturali della nostra epoca.

Ci descriva una sua giornata-tipo.

MGF   Al conservatorio abbiamo un ritmo un po’ diverso da quello delle altre università. La maggior parte dei corsi si svolgono il pomeriggio o anche durante il fine settimana, mentre di mattina e di sera ognuno si esercita con il proprio strumento. Spesso siamo chiamati a partecipare ai concerti interni al Conservatorio, che di solito si tengono la sera.

Che cosa pensa dell’offerta musicale a Lugano?

MGF   La giudico di buon livello e abbastanza ricca. Praticamente in ogni stagione dell’anno ci sono eventi musicali di qualità, spesso ricorrenti: Martha Argerich, Estival Jazz, Blues to Bop, i concerti dell’OSI… Cito di proposito la musica “leggera” accanto alla classica, proprio perché la musica mi piace “tutta”.

Lei pratica attività sportive?

MGF   Sì, soprattutto… il ballo! È la mia grande passione. Ho fatto balletto classico, ballo folkloristico, balli standard  e latini. Poi l’equitazione. Non dimentichi che ho vissuto la mia infanzia e la mia adolescenza in una fattoria, c’erano animali d’ogni genere… e molti cavalli. Ma l’equitazione in Svizzera, purtroppo, non me la posso permettere! Ha un costo irraggiungibile per me.

È mai stata alla Scala?

MGF   No, ancora no.

Immagini un teatro dell’opera da costruire a Lugano. Come lo vorrebbe?

MGF   Mi piacerebbe che fosse un teatro d’opera dallo stile tradizionale ma capace di aprirsi alla modernità.

Entro la fine del 2014 lei ha la possibilità di scegliere – grazie a una bacchetta magica! – un grande evento musicale al quale partecipare da protagonista. Lei decide che canterà a… ?

MGF   Alla Tonhalle di Zurigo o al KKL di Lucerna, però sono già molto contenta di questo debutto al Palazzo dei Congressi a Lugano a solo quattro mesi dal mio arrivo.

Infine, ci racconti con parole sue la storia di Raoul Wallenberg.

MGF   Wallenberg durante la sua missione diplomatica presso l’ambasciata della Svezia in Ungheria ha salvato la vita di migliaia di ebrei destinati alla deportazione nei campi di concentramento. Ha impiegato tutti i mezzi a sua disposizione, ricorrendo perfino alla corruzione. Con i suoi collaboratori ha cercato di salvare il maggior numero di persone possibile e di dare cibo e medicine a coloro che ne avevano bisogno. Un eroe che ha fatto una fine tragica che non meritava.

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