LAVORO IN TICINO, PARLIAMONE! – Dall’USI il Convegno in diretta

USI z

Inizio ore 9.30

Agustoni

Il presidente dell’ASCSI, Associazione Società Civile della Svizzera Italiana, avv. Maurizio Agustoni, saluta i partecipanti al Convegno e presenta la natura e gli scopi dell’Associazione. Ricorda il collegamento dell’ASCSI con la più grande società Zivilgesellschaft attiva sul piano svizzero, fondata nel 1997 e presieduta sino al 2010 dall’avvocato Tito Tettamanti.

BragliaOre 9.45   Prende ora la parola il dr. Riccardo Braglia, CEO della Helsinn, importante azienda farmaceutica con sede a Lugano. Svolge il tema: “Il valore del lavoro nella società contemporanea: la visione di un imprenditore internazionale”. Affronta il tema spinoso del recente successo dell’iniziativa costituzionale “Stop all’immigrazione di massa”. La sua valutazione di questo importante sviluppo è preoccupata e tendenzialmente negativa. “Si è creata una situazione di incertezza, che potrà durare almeno due o tre anni. Per un’imprenditore è un problema. Io imprenditore potrò far venire dall’estero gli specialisti di cui ho bisogno?”

Parla della sua azienda. “Il 45% dei miei collaboratori è straniero, con un 30% frontaliero e un 15% residente. Livello salariale medio-alto, suddivisione quasi paritetica tra uomini e donne”. “Spesso mi trovo in difficoltà perché non riesco a trovare sul mercato locale del lavoro i profili professionali dei quali necessito”.

Braglia sorprende il pubblico esprimendo un giudizio abbastanza negativo sulla nostra scuola: “La scuola ticinese  è rimasta un po’ indietro, impiega metodi antiquati. Oggi tutto va più veloce, i ragazzi devono studiare sul PC”. “L’inglese è fondamentale, nel Ticino dovrebbe essere potenziato e anticipato”.

“Il Ticino, in conclusione, deve aprirsi di più al mondo per tornare competitivo come lo era una volta”.

MaggiOre 10.15  Tocca ora al secondo relatore principale, il prof. Rico Maggi dell’Università della Svizzera Italiana, che svolge il tema “Mercato del lavoro locale in un’economia globale”.

Le tre fasi di sviluppo della Svizzera nel dopo guerra.  1950-1975  Economia internazionale  1975-1990  Fase di transizione  1990-2014   —>  Economia globale.

1950-1975  Il paese piccolo cresce e crea benessere perché è aperto agli scambi commerciali. Le industrie di esportazione specializzate sono il motore dello sviluppo. La competitività si basa su know how industriale specializzato , mano d’opera qualificata e capitale in abbondanza. Le imprese sono “svizzere”, le industrie e i servizi crescono.

1975-1990  I “roaring 80ies”. Choc del 1973/74 (cambi flessibili, crisi petrolifera). La moneta svizzera diventa forte. Meno tasse, meno stato, più investimenti per sfruttare le buone condizioni quadro. Inizio della globalizzazione con le innovazoni nella comunicazione e l’abbassamento dei costi di trasporto. Crescita più contenuta rispetto alla fase precedente.

1990 – 2014   L’economia si trasforma e diventa globale. Le imprese non sono più “svizzere”, né nella logica della supply chain, né nell’organizzazione spaziale, né nell’accesso a risorse umane. Il mercato del lavoro diviene troppo piccolo per molte qualifiche alte e specifiche. Queste risorse umane vengono attratte soprattutto dai paesi vicini e in generale dall’UE.

AlbertonOre 11.15  Il prof. Siegfried Alberton (SUPSI) introduce il 1° seminario: “Lavoro mobile: lavoro che scappa e lavoro che arriva”.

LeoniOre 11.30  Il dr. Lorenzo Leoni (fondazione AGIRE) introduce il 2° seminario: “L’impresa quale fattore di produzione di lavoro”.

RobbianiOre 11.45  Il sindacalista Meinrado Robbiani (OCST) introduce il 3° seminario: “Lavoro e frontiera”.

IMG_1411Ore 12.00  Il dr. Marco Salvi (Avenir Suisse) introduce il 4° seminario: “Lavoro e condizioni quadro”

Circa i risultati delle discussioni all’interno dei gruppi di lavoro (che dureranno due ore, dalle 13.30 alle 15.30) riferiremo nel corso del pomeriggio. Tra poco i partecipanti al convegno pranzeranno in comune nella mensa dell’Università. Ci premureremo di raccogliere eventuali (ma sperati!) brani di conversazione interessanti.

Sadis

DOPO IL BUSINESS LUNCH E LA DISCUSSIONE NEI GRUPPI ci ritroviamo tutti in auditorio.

Alberton  Il mondo “che arriva” è oggi talmente diverso rispetto al mondo al quale siamo abituati! E noi ci ritroviamo qui a parlare di un mondo… che appartiene piuttosto ai nostri figli (gap generazionale). Dobbiamo sforzarci di essere innovativi, il lavoro di domani non sarà uguale al lavoro di oggi. C’è una mappa dei “nuovi mestieri”. Potranno essere, talvolta, lavori con forti componenti di divertimento e creatività.

Leoni  Un nostro progetto chiave (fondazione AGIRE): rendere il Ticino attrattivo anche per i ticinesi che vivono fuori del Ticino. Abbiamo raccolto già più di trentamila nominativi di persone interessate. Un altro punto da evdenziare: la necessità di puntare all’innovazione anche in campo finanziario.

Robbiani  Il gruppo si è interrogato sul significato della recentissima votazione, che ha visto l’iniziativa costituzionale dell’UDC “Stop all’immigrazione di massa” prevalere di stretta misura sul piano federale (ed essere trionfalmente accolta nel Ticino). Come conciliare i “contingenti”, ormai iscritti nella Costituzione, con la necessità di intrattenere rapporti praticabili con l’Unione Europea? Il gruppo ha inoltre discusso sui possibili scenari relativi alle future trattative con Bruxelles.

Salvi  (poiché il responsabile del gruppo di lavoro ha perso la voce, riferisce Paolo Pamini) Si è parlato di “condizioni quadro”, soprattutto in relazione al voto del 9 febbraio, ma anche di scuola ticinese, che è stata criticata in quanto “troppo statica”. Ci si è chinati sul problema dei salari minimi (laddove i pareri espressi si sono rivelati contrastanti) e sul problema dei contingenti, salito alla ribalta grazie alla vittoria dell’iniziativa UDC. È stata ventilata anche l’ipotesi, di stampo tipicamente liberista, di mettere i contingenti all’asta.

Alle 16.20 il presidente dell’ASCSI Maurizio Agustoni ha chiuso tra gli applausi l’intensa giornata di studio.