Lavoro in Ticino – Spunti, provocazioni e proposte – Il convegno dell’ASCSI

IL COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE

Sabato 15 febbraio 2014 ha avuto luogo all’Auditorio dell’USI di Lugano il Convegno “Lavoro in Ticino – Parliamone!” organizzato dall’Associazione Società Civile della Svizzera Italiana.

Un’ottantina tra esponenti dell’economia, dei sindacati, della cultura, e della politica (presenti tra gli altri la Consigliera di Stato Laura Sadis e il Consigliere Nazionale Marco Romano) hanno riflettuto e dibattuto attorno al tema del lavoro in Ticino. Inevitabile “convitato di pietra” è stata la votazione del 9 febbraio, che implicherà per l’intera Svizzera un cambio di paradigma e nuove sfide.

Dopo il saluto introduttivo del Presidente Maurizio Agustoni, il dr. Riccardo Braglia – CEO del gruppo farmaceutico Helsinn – ha evidenziato come la “sfida del millennio” sia quello di affrontare (pubblico e privato) la disoccupazione giovanile. Tra le proposte per il Ticino: insegnamento precoce dell’inglese, maggiore flessibilità, maggior sostegno all’apprendistato e una formazione d’eccellenza orientata anche alla pratica.

Gli ha fatto ecco il prof. Rico Maggi, professore di economia all’USI e direttore dell’IRE, il quale ha sottolineato che in un’economia globalizzata il mercato del lavoro indigeno è giocoforza troppo piccolo, l’immigrazione è quindi inevitabile. La capacità di innovazione e aggiornamento è quindi irrinunciabile: l’intera società beneficia di un mercato del lavoro in cui siano attive professioni con elevato valore aggiunto.

Il prosieguo della giornata è stato dedicato all’approfondimento, in gruppi di lavoro, di quattro sfaccettare del lavoro: “lavoro che scappa, lavoro che arriva” (prof. Siegfried Alberton, docente SUPSI), “impresa come fattore di produzione del lavoro” (dr. Lorenzo Leoni, direttore Fondazione Agire), “lavoro e frontiera” (Meinrado Robbiani, segretario cantonale OCST), “lavoro e condizioni quadro” (dr. Marco Salvi, avenir suisse).

Durante il lavoro nei gruppi e poi nella discussione generale, è emersa la consapevolezza del sentimento di disagio e incertezza che tocca molti ticinesi riguardo al lavoro. Accanto alla necessità di arginare alcune derive degradanti nel mercato del lavoro (diffidando però da eccessive rigidità, potenzialmente controproducenti) si è appalesate la necessità di una cooperazione tra tutte le componenti della società – cittadini, famiglie, imprese, sindacati, Stato – al fine di attrezzare meglio il Ticino e i ticinesi alle future sfide dell’economia globalizzata: formazione di qualità e orientata alle mutate circostanze, promovimento economico più mirato verso iniziative imprenditoriali ad elevato contenuto innovativo, orientamento professionale più consapevole delle nuove figure professionali, maggiore disponibilità alla flessibilità e all’aggiornamento continuo.

L’Associazione Società Civile della Svizzera Italiana auspica che il dibattito nella società civile ticinese possa continuare e si impegnerà a fornire nuovi momenti di riflessione, confronti e approfondimento.

Il presidente dell’ASCSI avv. Maurizio Agustoni