Il Fronte degli Indignati impugna il randello: “Expo 2015 per chi? Per i soliti noti!”

Il Fronte, per forza di cose, spara su tutto ciò che si muove e non fa prigionieri. Se non agisse così, rinnegherebbe la sua natura e la sua vocazione.

Su un punto specifico vorrei rendere attenti gli amici Indignati. Gli aborriti “soliti noti” sono un ingrediente ineluttabile della società degli umani. Esistono dai tempi del diluvio universale ed esisteranno ancora quando tutti i morti della Terra si accatasteranno nella valle di Giosafàt per subire il fulminante giudizio divino. Sono per molti una fonte di quasi intollerabile frustrazione, ma non possono essere eliminati e non possono essere sconfitti. Infine non è, credetemi, questione di quel paese che si estende da Pedrinate ad Airolo. I “soliti noti” sono “in Cielo, in terra, in ogni luogo”.


In questo Cantone dove ormai, miseramente, succede di tutto e di più quasi quotidianamente e dove un Procuratore Generale, messo giustamente “sotto pressione” da chi si scandalizza ancora, chiude e riapre un incarto “molto delicato” con la facilità con cui si chiude e si riapre un libro (fiducia?) ci si può aspettare ormai di tutto.

E allora ecco che, a proposito di Expo 2015 (firmate il referendum!), il delegato ed ex consigliere di Stato (ma che strano!), Luigi Pedrazzini, nonché presidente della CORSI (ma che strano!) va alla radio di buon mattino (venerdì scorso) a difendere il credito di 3.5 milioni di franchi, votati dalla maggioranza del Parlamento in favore di Expo 2015. Bravi!

Scusate, e il conflitto d’interessi? Fateci capire: il delegato dal Consiglio di Stato (?) Luigi Pedrazzini “si fa invitare” alla RSI di buon mattino quando lo stesso Pedrazzini è nel contempo presidente della CORSI. Non ci siamo. E gli altri membri del comitato CORSI tutti zitti? Che miseria.

Ma restando sul tema “Il Corriere della Sera” di venerdì 9 maggio scorso, sullo scandalo che sta travolgendo Expo 2015 ha dedicato ben 6 pagine, zeppe di parecchi dubbi e di domande ancora senza risposta. Altro che qualche mela marcia, casse di mele marce, verrebbe da dire!

Da noi, Cantone manovrato dalle solite poche famiglie che poi “ridistribuiscono i favori” (ora l’hanno capita davvero tutti!), si va avanti a gestire la cosa e i soldi pubblici in maniera, a nostro avviso, vergognosamente familiare, quasi da Clan.

E poi la conosciamo tutti la storiella (un po’ come quella degli “aiuti” alle stazioni sciistiche), ora sono 3.5 milioni di franchi e poi, sicuramente quando Expo 2015 sarà con l’acqua alla gola, se ne chiederanno altri perché: “giunti a questo punto non possiamo più tirarci indietro…” Già sentita in Parlamento svariate volte su svariati progetti. (Ma povero Gigio, ma perché gli devono fare i conti intasca? ndR)

A proposito, a quanto ammontano le indennità versate al delegato per Expo 2015, signor Luigi Pedrazzini?  (Ma povero Gigio, ma perché gli devono fare i conti in tasca? ndR)

Non venite a dirci che è un’operazione “praticamente a costo zero”. Noi non ci crediamo! Firmate il referendum!

Donatello Poggi e Orlando De Maria, Fronte degli Indignati

NOTA (fdm). È chiaro che la politica vuole avere i suoi soldi, i 3.5 milioni, tutti e subito e senza troppe condizioni. Senza mettermi a tifare per il SÌ o per il NO, giudico molto positivo che il popolo sia chiamato a votare su questa materia.