Machiavelli, massima autorità in quel campo, ci parla dell’inganno

«Sono tanto semplici gli uomini, e tanto obbediscono alle necessità presenti, che colui che inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare.»

Machiavelli lodò il “bellissimo inganno” con cui Cesare Borgia, figlio di Rodrigo, papa Alessandro VI, sgominò la congiura di quattro suoi capitani traditori. Siamo a Senigallia, il 31 dicembre 1502. I felloni – che erano stati blanditi e “addormentati” come si deve – si presentano all’incontro per la trattativa. Ma Cesare sa tutto.

All’improvviso si voltò e alzò gli occhi al cielo. In un attimo i quattro furono abbrancati e imprigionati. Poi Cesare varcò una soglia e si dileguò. Due, torturati, confessarono e furono strangolati durante la notte. Gli altri due seguirono Cesare in catene e morirono un poco più tardi.

Cesare Borgia