Signora Pantani, desidero essere convinto da lei. Per favore lo faccia!

Oggi pensiero politico. Dedico il pensiero del giorno all’on. Pantani Tettamanti. La quale è andata a Berna (in bella compagnia) e ne è tornata sana e salva. Rassicurata. Oggi la Consigliera nazionale leghista illustra sul Mattino della Domenica le sue imbarazzatissime (e assolutamente non convincenti) ragioni. Senza peraltro toccare le vette ed il pathos (inarrivabili) – e la forza di condanna sul malcapitato Cattaneo – di un Pierre Rusconi. Ascoltiamola (per uno uno stralcio significativo, ma potete facilmente ritrovare il tutto):

“(…) La minaccia di un blocco ticinese dei ristorni ha messo sotto pressione Berna ed ha fatto capire che il Ticino è stufo di aspettare e non ha più voglia di essere preso in giro. Una chance a questo punto, ho ritenuto di doverla dare. Di fronte alle nostre facce (quelle che met­tiamo  per rappresentare il nostro Cantone) la Consigliera federale ci ha fatto una promessa. Non riuscirà a mantenerla? Benissimo! sapremo cosa fare tra meno di un anno.(…)”

È chiaro che qualcosa da scrivere si trova sempre, ma… Penso anche alle tonanti parole della vigilia, pronunciate dal presidente della deputazione: “Non ci accontenteremo di vaghe promesse!” Beffe? Contraddizione? Non è detto. Forse le promesse formulate dalla molto affidabile ministra non erano “vaghe”. In fin dei conti lei ha detto che, tra un anno circa, … si vedrà. Non è male, e solo per incominciare!

Il problema della Lega. È molto serio, ed è il seguente. Se gli elettori si convinceranno (non è mai veramente capitato, in 23 anni) che la Lega dei Ticinesi, munita di polmoni d’acciaio, grida e sbraita e grida (segnatamente contro i balivi) senza ottenere nulla e sapendo perfettamente sin dall’inizio di non poter ottenere nulla, accadrà, forse, ciò che non è mai accaduto da allora ad oggi.

I miracoli esistono (ve lo concede uno che di soprannaturale se ne intende), ma non è detto che siano ETERNI.