Expo 2015 – La Disti ha deciso di contribuire (50mila franchi)

Per un Ticino aperto alle opportunità (titolo originale del comunicato)

La DISTI ha deciso di rispondere positivamente alla richiesta del Consiglio di Stato e di contribuire ai costi per la presenza del Ticino nel padiglione svizzero a Milano per EXPO 2015.

Per i soci DISTI l’esposizione mondiale a Milano è una grossa opportunità per far conoscere le ricchezze e le offerte del Ticino a persone che arriveranno da tutto il mondo anche perché attente alla qualità della vita e alla sostenibilità ambientale e sociale.

I tempi stringono. Con l’impegno di tutti coloro che credono nel Ticino è però ancora possibile approfittare del grande evento per portare nel nostro Cantone almeno una piccolissima parte dei milioni di visitatori e creare così ricadute positive anche per il nostro settore turistico e, in generale, per la nostra economia, anche grazie alla possibilità per alcune aziende ticinesi di partecipare alla realizzazione della presenza svizzera all’EXPO.

Ma l’impegno e la creatività da soli non bastano; è anche importante essere presenti a Milano nel padiglione svizzero per dimostrare ai visitatori (ma anche e soprattutto alla Confederazione e agli altri cantoni svizzeri) che il Ticino è una regione aperta, attiva e propositiva.

Per questo la DISTI è pronta a dare il suo contributo, a condizione che le premesse per la riuscita di EXPO siano date, che al progetto contribuiscano pure altre associazioni e privati ticinesi e per finire che il buon uso dei relativi mezzi finanziari messi a disposizione (da destinare primariamente ad aziende ticinesi che contribuiscono a EXPO) possa essere verificato.


(francesco de maria) Comunicato ben calibrato e decisione senz’altro intelligente. La Disti fa un bel gesto  1) verso il Cantone  2) verso il Consiglio di Stato, che si trova nei pasticci fino al collo. Fermo restando che, sul piano politico, il “giorno più lungo”, e fondamentale, per tutti, rimane il 28 settembre. La mia idea di fondo (per quello che vale) non è mutata: il Governo deve battersi per vincere la votazione! Fondamentale è il morale delle truppe, nessuno ha mai vinto una battaglia levando le braccia in segno di resa.

Un piccolo aneddoto. Durante la terribile guerra dei Sette Anni si combattè a lungo con ferocia. Il re di Prussia Federico II il Grande si aggirava talvolta per il campo di battaglia munito di una frusta. Se i suoi soldati per un momento sembravano perdersi d’animo egli alzava minaccioso l’attrezzo gridando: “All’attacco, furfanti! Volete forse vivere in eterno?”