Gerald Celente : l’Irak fa salire il valore del dollaro

Circa 10 anni fa il presidente americano George Bush annunciava con gran fracasso la fine della guerra in Irak. In questi giorni, fazioni ribelli irachene marciano sulla capitale Baghdad e hanno minacciato di prendere il controllo di un’importante raffineria, causando l’aumento del corso del barile di Brent.

L’economista Gerald Celente ne parla in un’intervista sul portale King World News.com.

“Tutti gli sguardi sono puntati sull’Irak – spiega Celente – Si tratta di una guerra che dura da ormai 11 anni. Malgrado il presidente Bush avesse dichiarato “missione compiuta” e diversi generali avessero assicurato che la guerra in Irak fosse vinta, ancora oggi ne vediamo le disastrose conseguenze.

Il corso del barile di Brent è ancora salito di 3.24 dollari. Una conseguenza disastrosa per l’economia. Inoltre in Ucraina i russi esigono un determinato prezzo per il loro gas, mentre gli ucraini vogliono pagare di meno. E’ in atto una crisi energetica, una specie di crisi che il pianeta non aveva vissuto da tempo.

L’economia americana è in difficoltà. Sono appena state pubblicate le statistiche delle vendite al dettaglio di maggio, inferiori alle previsioni. Alle previsioni di chi? Degli economisti del sistema. Il genere di previsioni che si aspettano lo 0.6%, mentre la crescita è stata dello 0.3%.
Se da queste statistiche togliete le vendite di petrolio e di gas, la cifra diventa zero.
Inoltre sono aumentate le iscrizioni alle indennità di disoccupazione.
Non c’è nessuna crescita, c’è solo una cortina di fumo messa in atto dalle autorità. Il disastro è che lo stato reale dell’economia americana è nascosto dalle liquidità iniettate sul mercato dalle banche centrali.

Il Ceo di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, ha detto :”Il lusso di avere mercati calmi e stabili che salgono può durare ancora, ma non in eterno. In fin dei conti, non è normale che i tassi siano a zero”.

I tassi d’interesse a zero non sono normali ? Che lo vada a dire alla Banca centrale europea, che ha tassi d’interesse negativi, perchè in apparenza vogliono perpetuare il loro sistema di Ponzi.
Sempre Blankfein ha aggiunto : “Assisteremo a una crescita superiore. Quando accadrà, i soldi quali risorsa inizieranno a costare. Questo causerà uno choc sui mercati.”

In altre parole, significa che le banche e gli hedge funds hanno accesso a soldi freschi a interesse zero che possono iniettare sui mercati e utilizzare per firmare un numero record di fusioni e acquisizioni.

Ecco perchè io credo nell’oro. Quando i tassi d’interesse saliranno, il sistema di Ponzi crollerà. Certamente, il corso dell’oro è aumentato grazie agli eventi in corso in Irak, all’aumento del corso del petrolio e alle pessime notizie economiche. In poche parole, cercheranno disperatamente di dare una sferzata all’economia, ma sono a corto di idee. Siamo di fronte a un potenziale enorme disastro.”