La Svizzera ufficializza la preferenza nazionale voluta dall’estrema destra

Lo scorso 9 febbraio gli svizzeri avevano approvato l’iniziativa popolare contro l’immigrazione di massa, presentata dall’UDC, il partito più a destra dello scacchiere politico, scrive nella sua edizione online il giornale francese Le Point.fr : “Venerdì 20 giugno Simonetta Sommaruga, vice-presidente della Confederazione e ministro di Giustizia e Polizia ha annunciato : ‘C’è un mandato del popolo, l’articolo costituzionale è entrato in vigore. Per il Consiglio federale è sottinteso che lo si deve applicare scrupolosamente.’

“In altri termini – prosegue l’articolo di Le Point – la Svizzera introdurrà contingenti per gli stranieri e anche per gli stranieri in possesso di un permesso di soggiorno C.
Il governo svizzero ufficializza “la preferenza nazionale” chiesta dall’estrema destra elvetica.
Tuttavia questi contingenti dovrebbero entrare in vigore solo nel febbraio 2017. La socialista Simonetta Sommaruga ha voluto sottolineare che è impossibile conciliare il nuovo articolo costituzionale e l’accordo sulla libera circolazione con l’Unione europea.

La Svizzera, racchiusa nell’Unione europea e che realizza il 70% degli scambi con i suoi vicini, da due decenni moltiplica gli accordi con Bruxelles, soprattutto quello sulla libera circolazione, firmato nel 2002.
Come scrive il quotidiano Le Temps : ‘a Bruxelles qualsiasi messa in causa della libera circolazione è considerata inaccettabile e l’Unione europea non intende entrare in materia per rinegoziare l’accordo sulla libera circolazione delle persone con la Svizzera.’

La Svizzera (8 milioni di abitanti) rischia di provocare un disastro con altri 28 paesi. L’atteggiamento del Consiglio federale può sorprendere.
[…] Ancora si ignora l’importanza dei contingenti che saranno applicati agli stranieri. Dipenderanno dai cantoni o dai settori economici? Con una disoccupazione al 3%, la Svizzera, in forte crescita economica, rischia rapidamente di mancare di mano d’opera. Sui cantieri, nei ristoranti e nei negozi, praticamente tutti i posti di lavoro sono occupati da stranieri.

L’Unione europea non dovrebbe restare inattiva di fronte alla provocazione elvetica. Si prevedono misure di ritorsione.”