Il consuntivo secondo Savoia – Molti sassolini estratti dalle scarpe

dal blog www.sergiosavoia.ch

In questo bel pezzo – disinibito e aggressivo – il leader Verde attacca la “linea economica” Sadis, Vitta & Co. Lo schema è quello abituale, assai semplice. Dicono gli uni: “I risultati ci sono!”. Ribatte il Sabaudo: “Sì ma taroccati!” spargendo il suo sarcasmo a piene mani.

Di Savoia apprezziamo soprattutto la capacità di superare quelli che sono i temi tradizionali dei Verdi (“I bambini muoiono, stroncati dall’ozono!”, “I posteggi in centro sono un crimine contro l’umanità”, “Hanno tagliato 5 foglie al mio gelso prediletto” eccetera) per innescare discorsi diversi e più ampi: l’immigrazione selvaggia, la disoccupazione, gli aiuti di Stato all’imprenditoria, …

Titolo originale: “Il consuntivo 2013, ultimo atto, poi il diluvio”
sassoliniIl consuntivo 2013 è stato approvato. Stendiamo un velo pietoso. Ma prima togliamoci qualche sassolino dalle infradito.

A un certo punto Christian “Gucci” Vitta è salito in tribuna. Vibrazioni di libidine hanno percorso l’emiciclo, l’attesa si è fatta spasmodica.

Il sindaco griffato ha voluto dire che se l’aumento delle imprese non porta più occupazione per i residenti; se non c’è nemmeno un aumento del gettito fiscale è perché le nuove aziende sono microaziende. Cosine piccine picciò, composte da una sola persona che è anche il titolare. Tenerezza…

E ha aggiunto che dobbiamo esserne felici – giuro, lo ha detto! Dobbiamo rallegrarci, gioire, alzare salmi all’Altissimo perché vuol dire che la promozione economica del cantone ha creato un “cambiamento culturale” nel modo di fare imprese. Ossia, chi ha avuto difficoltà come dipendente, grazie allo spirito imprenditoriale infuso dalla taumaturgica attività governativa, si è messo in proprio. Insomma siamo diventati un cantone di imprenditori d’assalto e non lo sapevamo.

Christian “metro cubo” Vitta è simpatico, ma questo non lo autorizza a prenderci tutti per scemi? È scritto nel rapporto di minoranza che ho redatto con le mie manine, in un comodo Arial 12: in 5 anni sono stati creati 9’000 posti di lavoro. E sono arrivati 15’000 nuovi frontalieri, questo come si spiega? Cosa c’entrano le “micro-imprese”?

Vitta Spericolato: leggi sotto, che così ti chiarisci un attimo le idee:
nel numero dei posti di lavoro sono conteggiati tutti gli impieghi nel secondario e terziario dalle 6 ore settimanali in su e comprende
• titolari,
• direttori,
• gerenti,
• apprendisti,
• ausiliari,
• collaboratori esterni,
• pensionati,
• lavoratori a domicilio e
• collaboratori familiari,
• svizzeri o stranieri, inclusi i frontalieri.

TITOLARI (la prima roba dell’elenco qui sopra) significa che se uno passa da “dipendente in difficoltà” a titolare non cambia niente nella statistica. Quei 9000 posti di lavoro e quei 15’000 frontalieri rimangono. Rimane il concetto di fondo: tutti i posti di lavoro creati sono andati a frontalieri e vi è stata una massiccia sostituzione di lavoratori residenti con lavoratori non residenti.

Ecco perché, caro Christian, la disoccupazione ILO è al 7,9%. Ma che gli frega a Vitta? Ha potuto abbassare il moltiplicatore a Sant’Antonino grazie a un centro logistico che occupa la superficie di tre campi di calcio per BEN 15 posti di lavoro (vedi questo blog). Micro-occupazione – maxi-capannone…

Sul più bello gli è venuta in appoggio donna Laura…ormai in odor di santità, cammina sulle acque restituisce la vista ai sordi, e trasforma il Tavernello in Dom Perignon.

Come sempre fa ha tentato di stordire i deputati sopravvissuti (io seguivo in streaming, con mio grande sollazzo) con una lunga sintesi sulla storia della promozione economica in Ticino dai tempi di Oetzi ai giorni nostri, salmodiata con consueto recto tono e l’immancabile atteggiamento da maestrina con la penna rossa.

Sul rapporto di minoranza (che ho colpevolmente scritto non capendo che avrei dovuto invece usare il mio tempo per comporre alcuni distici bucolici in suo onore) ha avuto un paio di critiche “maggiori”:
1. Sono stati usati i dati di startups.ch per quanto riguarda la crescita della nuove aziende
2. Non è possibile dire quanto è l’introito delle imprese create nel 2013 prima della fine del 2014, ecc, ecc (vi faccio grazia).
Insomma, i miei dati non sarebbero aggiornati. E nota che ci ha messo un giorno, lei e i suoi collaboratori per preparare questa ‘risposta’ (invece di replicare alla fine del dibattito di entrata in materia la signora lo ha fatto alla fine della discussione sui dipartimenti… mmhhh… che lentezza sospetta).

Ecco di seguito le mie risposte alla Sadis, sempre sia lodata.

1 – Gentilissima Sig.ra Sadis noi discutiamo del consuntivo 2013 adesso, (nel giugno 2014); i dati vado a prenderli dove ci sono e sono gli ultimi dati disponibili. Lei avrà forse notato, nella sua infinita saggezza, che l’Ufficio federale di statistica ha pubblicato oggi i dati dell’aumento delle nuove aziende del 2012 ; mentre quelli del 2013 saranno resi noti con ogni probabilità nel 2015, un pelino tardi il dibattito di oggi. Comunque, come ha riconosciuto lei (e come avevo detto io prima di lei), il numero delle nuove aziende è esploso.

2 – L’introito delle imprese create nel 2012, quando c’è stato un record del 18,9% di crescita delle nuove aziende, dov’è? Nemmeno quello si vede nel consuntivo 2013, come mai? E vogliamo scommettere che quando avremo i dati del 2013 e lei non sarà più in cds, le cose saranno pure peggiori, ossia ancora più imprese bidone e ancora minor gettito?

Naturalmente sulle altre cifre – 9000 posti di lavoro in più e 15’000 nuovi frontalieri, disoccupazione ILO al 7,9% – non c’è stato nessun commento: è solo stato detto che
• non si può impedire l’arrivo di nuove aziende dall’estero,
• che sarà alzata in futuro la soglia minima dei salari per beneficare degli incentivi del cantone per le nuove aziende (per la serie: non è mai troppo presto),
• che l’impatto territoriale sarà uno dei criteri tenuti in considerazione (dopo l’inaugurazione del megascafandro della LGI a Sant’Antonino e molto, ma molto dopo l’apertura del Fox Town, ça va sans dire) e
• che saranno commissionati due nuovi studi.

E su quest’ultima cosa io francamente non ho ancora capito perché gli studi li fanno fare all’IRE quando abbiamo l’Ufficio cantonale di statistica che ci ha sempre informato e aggiornato in modo corretto e neutrale, una vera mosca bianca nell’amministrazione pubblica sia cantonale che federale. Sarà proprio questo il motivo. L’USTAT è troppo “scientifico”. Meglio l’IRE. Li paghi, ti dicono quello che vuoi.

En passant noto che il gruppo PS, per bocca di Saverio Lurati (particolarmente abbronzato per l’occasione), ha criticato pesantemente l’inazione del DFE contro il dumping salariale e la sostituzione della manodopera residente riprendendo argomenti del rapporto di minoranza che si è guardato bene dal citare. Alla fine, dopo aver criticato selvaggiamente il consuntivo, come sempre fanno, i PS lo hanno… votato.

Riprendo anche un paio di cose dal dibattito di entrata in materia, svoltosi lunedì.

Alla nostra critica che notava come l’imposta alla fonte sia l’unica che cresce, il che significa che tiriamo dentro sempre meno soldi, perché vi è uno spostamento dell’attività economica e del relativo gettito fiscale verso il lavoro frontaliere, Fabio Bacchetta-Cattori, autore del rapporto di maggioranza, ha detto che comunque l’introito delle imposte alla fonte porta entrate ai comuni.

Bravo FBC, questa fregnaccia è l’esempio perfetto del modo di ragionare che ci ha portato in questa situazione! Non si tiene conto dei costi sociali e infrastrutturali, e su punta sul piatto di lenticchie del reddito comunale mentre la barca cantonale affonda. Miope come una talpa diabetica.

Ha pure fatto i compiti FBC perché ha “scoperto” che Giura e Neuchâtel sono gli unici cantoni con il Ticino che hanno averi propri negativi. Guarda caso sono anche quelli che subiscono maggiormente i problemi legati al frontalierato secondo il rapporto SECO “Franc fort et région frontalières”. Va notato che entrambi questi sfigatissimi cantoni hanno adottato iniziative per salari minimi simili a quella dei Verdi per contrastare il dumping. E con l’approvazione degli ambienti economici locali.

Ripeto: chi si insedia sul nostro territorio solo per sfruttare le condizioni fiscali e la manodopera a basso costo non penalizza solo i lavoratori locali, ma anche quegli imprenditori onesti che si ritrovano ormai a dover combattere ad armi impari. E sega il ramo su cui è seduto lo stato.

La classe politica e gli ambienti economici di questo cantone devono imparare ad andare più in là delle visioni usa e getta: non serve salire in tribuna a commuoversi per il deficit che lasceremo alle nuove generazioni per poi chiedere solo pezze (tagli o aumenti delle imposte) invece di affrontare il problema alla radice. E il problema è l’economia cinese che buona parte della classe politica nostrana ha sostenuto. In questo senso tra Masoni e Sadis c’è solo una differenza di gusto nel vestire ma nessuna differenza politica.

E per finire date un’occhiata alle notizie di oggi:
• aumento delle nuove imprese:
• continua la ricerca di personale frontaliero, soprattutto nel terziario come se niente fosse dopo il 9 febbraio:
• ancora CNL, salario minimo 3’200 franchi e tot per un informatico

La Sadis se ne va e non sarà rimpianta. La politica inane, velleitaria e masochista che anche lei ha sostenuto resterà purtroppo con noi molto a lungo.

Sergio Savoia