“Dio lo farà” – Pinuccia Kombatè ci parla del Togo – Un’intervista di Francesco De Maria

La signora Pinuccia Kombatè vive da alcuni anni nel Togo, patria del suo defunto marito. È anche madre di Mathias, che è stato mio allievo quando non facevo il blogger bensì il docente di matematica a Lugano 1. In questa interessante intervista Pinuccia ci parla di se stessa (una vera “africana” anche se… d’adozione!) e del suo Togo, un piccolo stato con tanti problemi, economici, sociali e politici. Tuttavia tornare in Europa, per Pinuccia… non sembra una priorità!

PS. Tra qualche giorno Ticinolive pubblicherà una documentazione fotografica originale.

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Francesco De Maria  Come mai ha lasciato il Ticino per andare a vivere nel Togo?

Pinuccia Kombatè  L’inspiegabile attrazione per l’Africa data dalla mia infanzia. Avevo circa 6 anni quando chiesi e ottenni da Gesu’ bambino una bambola nera. A 21 anni entrai nel noviziato delle Missionarie Comboniane per prepararmi a partire per l’Africa. Dopo 6 anni di formazione lasciai la congregazione e mi trasferii nel Canton Ticino per frequentare la scuola Cantonale d’infermieri e avere un diploma utile per lavorare in Africa. Tre mesi prima dell’esame di diploma incontrai il mio futuro marito, di nazionalità togolese, che mi era stato affiancato perchè gli mostrassi il sistema di lavoro tanto diverso da quello italiano dove aveva ottenuto il suo diploma di infermiere. Dopo l’anno obbligatorio di lavoro all’ospedale Italiano di Lugano, di comune accordo organizzammo la mia esperienza africana anche in vista di un possibile matrimonio. Soggiornai tre mesi in Togo, dove lavorai nell’Ospedale dei Fatebenefratelli e in seguito mi trasferii nel Benin dove avevano richiesto un infermiera nel lebbrosario di Majare’, per permettere alle due suore francesi, che prestavano la loro opera, di andare in vacanza. Lavorai nel lebbrosario per sei mesi indi mi trasferii nell’ospedale camiliano gestito dalla diocesi, situato a tredici km dal lebbrosario.

Fu un’esperienza oltremodo gratificante e arricchente. Quando il mio futuro marito venne a prendermi per presentarmi alla famiglia dichiarando il proposito di sposarmi (sino ad allora mi consideravano una semplice amica) non trovo’ opposizione, anzi suo fratello maggiore gli disse che doveva sposarmi perchè un’africana piu’ africana di me non avrebbe potuto trovarla. Fu cosi’ che, dopo la promessa dell’immediato ritorno, rientrammo per il matrimonio. Il patto non fu rispettato e ora riesco a comprendere la decisione di mio marito che avevo subito.

Ogni tanto ritorna in Europa?

PK  Dopo l’improvviso decesso di mio marito avvenuto nel dicembre 2010 mi sono trasferita in Togo e sono rientrata 2 volte. Non amo molto viaggiare e ho invitato parenti, amici e conoscenti a venire a scoprire la mia patria di adozione. Uno dei miei figli viene regolarmente ogni anno.

Ci descriva la sua città, la sua casa, la sua giornata, le persone che frequenta.

PK  La mia casa è situata alla periferia della capitale. Come la maggior parte delle abitazioni è recintata e nel recinto c’è anche la casa del guardiano che vi abita con la sua famiglia. L’appartamento è composto da un salone, una cucina, quattro camere da letto e i servizi : ha poco da invidiare a un appartamento europeo. Nel terreno antistante alla casa, usato per anni come deposito di spazzatura, ho costruito un pollaio con 500 galline ovaiole e ho fatto un orto. altra con i servizi in comune. I tetti delle case sono in lamiera. Le antenne della televisione si vedono spuntare anche dalle abitazioni che sembrano tuguri.

La mia giornata inizia alle sei della mattina con la preghiera e la meditazione, poi riordino la casa, preparo la colazione per i ragazzi e se non ho visite o lavori domestici da sbrigare mi collego a internet per leggere le informazioni, documentarmi su argomenti che mi interessano, rispondere alle mail e utilizzare skype. Le rare volte che mi reco in città prendo la mia macchina, che deve fare i conti con strade piu’ che disastrate soprattutto durante la stagione delle piogge. La mia casa è frequentata soprattutto dai membri della famiglia di Lome’, oltre che da amici e conoscenti; serve anche a dare ospitalità a chi arriva dal villaggio.

Lei si trova perfettamente a suo agio vivendo fianco a fianco con la popolazione locale? Quando è arrivata, è stata facilmente “accettata”? Ci sono altri europei che vivono dalle sue parti? Se sì, quali attività svolgono?

PK  Non ho trovato difficoltà a inserirmi e mi sento ben accettata. Nel mio quartiere sono la classica ‘mosca bianca.’ Conosco una comunità di suore italiane che a Lome’ e in villaggi vicini si occupano di sanità. Ho fatto conoscenza con una infermiera che da quaranta anni si trova in Togo: da due anni è rimasta vedova del marito medico e continua a prestare la sua opera nel dispensario che gestisce da anni. Un’altra conoscente italiana abita e vive lontana da me ca. 200 km. E’ sposata da una trentina di anni con un togolese, non hanno figli e sono impegnati nell’agricoltura e nel volontariato in parrocchia. Conosco missionari italiani e spagnoli che lavorano sul territorio con i quali intrattengo rapporti cordiali.

Il paese è in pace? Vi sono grandi disparità economiche in seno alla popolazione? Quali sono le principali risorse del Togo?

PK  Si puo’ dire che il Paese è tranquillo e a livello sia politico che religioso c’è l’impegno di unire la popolazione e sensibilizzare le 45 etnie all’identità nazionale. Si organizzano a questo scopo incontri a vario livello che cercano di promuovere il bisogno di pace e di giustizia e la rimozione degli antichi rancori e rivalità. Come in tutti i Paesi in via di sviluppo la differenza tra ricchi e poveri è abissale: quello che personalmente mi fa male è vedere lo sfruttamento dei poveri da parte dei piu’ abbienti che li fanno lavorare per un pezzo di pane.

La piu’ grande risorsa economica sono i fosfati. Il porto di Lome’, che è il piu’ importante del golfo di Guinea, dovrebbe essere fonte di importante reddito. Altre risorse sono l’agricoltura (che comincia a superare i bisogni di sopravvivenza), l’allevamento e il commercio. Il turismo sta riprendendo a poco a poco ma è ben lontano da quello che avevo conosciuto negli anni ottanta quando il Togo era descritto come la Svizzera africana.

Devo precisare che per quanto riguarda la povertà  e lo sviluppo c’è un grande divario tra il nord e il sud. La famiglia di mio marito vive al nord. La regione della savana è la piu’ povera perchè la siccità danneggia sia l’agricoltura che l’allevamento. Mio marito con il sostegno di associazioni ed amici ha fatto scavare pozzi, costruire una scuola e il liceo al quale è affiancata una biblioteca. Non c’è ancora l’elettricità e dopo il suo decesso, con il sostegno ricevuto, abbiamo sistemato il dispensario dotandolo di pannelli solari.
Il villaggio ha circa 3500 abitanti e i componenti della famiglia sono circa 500 mentre a Lome’ dove vivono studenti e lavoratori (i fortunati che hanno un impiego) sono un centinaio.

Come si è trasformata la società negli ultimi decenni? Sino a che punto il paese si è modernizzato?

PK  La prima grande differenza l’ho notata nel traffico stradale dove le antiche biciclette sono stata sostituite da migliaia di moto che fanno anche servizio taxi. Il numero delle vetture è ormai a livello europeo con i conseguenti problemi di circolazione esacerbati dallo stato delle strade. Ci sono grandi alberghi, banche e cominciano a moltiplicarsi i centri commerciali e i negozi. La città è quasi tutta elettrificata e le interruzioni di corrente sono diventate rare. La telefonia mobile è utilizzata praticamente da tutti. Non mancano centri di divertimento, piscine, discoteche, locali notturni ecc.

Quando espongo queste realizzazioni penso alle 4 città piu’ importanti situate a sud, al centro e al nord. Quando attraverso tutto il Paese per recarmi al villaggio (700 km di distanza) il paesaggio ameno e variegato mostra la povertà e l’arretratezza della maggior parte del territorio. E’ lodevole l’iniziativa che il governo sta promuovendo in questo momento, che consiste nel concedere un credito di 30.000 Fsv. (ca 60 Frs.) al tasso del 5% rimborsabile in 6 mesi. A questo scopo ha assunto assistenti sociali, che dopo una settimana di formazione, sono stati inviati nei villaggi per la sensibilizzazione delle persone che sono interessate a organizzarsi per pianificare le attività e aiutarle a gestire il prestito che viene erogato a precise condizioni. Tra il personale assunto c’è un ragazzo della famiglia che, come tutti gli operatori, è stato dotato di moto per facilitare gli spostamenti nei villaggi. Ha cominciato la sua attività con grande entusiasmo convinto della possibilità di un aiuto concreto alla popolazione piu’ bisognosa.

Togo 3Ci parli del sistema scolastico. Tutti i ragazzi vanno a scuola? Ci sono delle università?

PK  La scuola dell’obbligo corrisponde alla nostra scuola elementare ed è assicurata sia dallo stato che da numerose scuole private. Lo stato fornisce l’insegnamento gratuito (il materiale scolastico è a carico della famiglia) ma le classi sono formate da minimo 60-80 allievi e questo costringe i genitori, interessati alla riuscita scolastica dei figli, a ricorrere alle scuole private.

Il sistema di insegnamento è diviso in due tronconi :
1. Insegnamento generale che comprende :
la scuola primaria che dura 6 anni,
la scuola secondaria che dura 7 ed è composta da due livelli:
secondaria 1 dura 4 anni,
. secondaria 2 dura 3 anni,
Insegnamento superiore che comprende :
. licenza che dura 3 anni,
. master 5 anni,
. dottorato 7 anni.

2. Insegnamento tecnico e professionale:  inizia dopo la secondaria 1 ed è strutturato come l’insegnamento generale.

L’offerta formativa è variegata : collegi, istituti tecnici e commerciali e scuole professionali e di informatica. Sono i mezzi per frequentarle che creano difficoltà alla maggior parte della popolazione. Ci sono due università statali : una a Lome’ e l’altra a Kara (zona nord del paese) ; non mancano anche a livello superiore scuole private. Purtroppo anche per le persone ben formate la possibilità di trovare lavoro è remota.

A suo avviso, qual è la più importante differenza psicologica tra un togolese e un europeo?

PK  Devo premettere che l’idea che mi ero fatta degli africani durante il periodo di volontariato – che mi vedeva occupata nel lavoro e alla sera rincasare nella comunità europea – si è smitizzata da quando sono entrata a far parte della famiglia. Non potevo minimamente immaginare la complessità dei loro rapporti interpersonali. Sono molto diffidenti, restii a manifestare i propri sentimenti e oltremodo condizionati da quello che gli altri possono pensare e dire di loro. La chiarezza non è il loro forte e quando si dialoga non si capisce se ti dicono quello che veramente pensano o quello che credono ti aspetti di sentire da loro.

La famiglia con le sue gerarchie è terribilmente condizionante e l’evoluzione resa difficile da invidie e gelosie. In compenso hanno una grande capacità di ascolto, una smisurata pazienza , un’enorme capacità di sopportazione e molto rispetto per le persone anziane alle quali si rivolgono per avere consigli. Ho rimarcato che il senso di solidarietà è spesso obbligato dalla famiglia. Quando si parla delle loro difficoltà si puo’ sentire spesso l’intercalare ‘Dio lo fara’, espressione per noi fortemente fatalistica, ma evidente manifestazione della loro reale impotenza. La speranza in un futuro migliore non li abbandona mai e trovo questo commovente.

Quali religioni sono praticate nel Togo? La convivenza tra le varie religioni è pacifica?

PK  Premesso che il popolo africano ha un senso religioso molto profondo le religioni liberamente e pacificamente praticate sono l’animismo, l’islam, il cristianesimo e il cattolicesimo. Devo precisare che la maggior parte dei credenti sono sincretisti, attirati dall’occulto e dalla magia. Purtroppo si assiste anche qui a un enorme pullulare di sette.

Come è governato il paese? Quali sono le forze politiche dominanti? Quali sentimenti nutre la popolazione nei confronti dei politici? La corruzione esiste?

PK  Il Togo è una repubblica presidenziale retta da Faure Gnassingbe eletto nel 2005 a seguito della morte di suo padre, il generale Eyadema. Leader storico dell’opposizione è Gilchrist Olimpio, figlio del primo presidente togolese assassinato prima della presa del potere di Eyadema. Sono presenti altri partiti di opposizione. Nel 2010 Gilchrist ha deciso di partecipare al governo nazionale. Questa scelta, vissuta come saggia dall’élite, che vede la necessità di collaborare attivamente alle scelte politiche e democratiche che stanno animando il Paese, è stata contestata dalla maggioranza del suo partito che l’ha giudicata arbitraria e ha creato un partito di opposizione radicale, togliendogli la leadership.

Il Paese sta comunque cercando di trasformarsi in una autentica democrazia. Nei confronti del governo c’è molta diffidenza e purtroppo anche l’opposizione agisce in modo strumentale. Come nei nostri paesi, la politica non è vissuta come un’arte per ricercare il bene comune ma piuttosto come il mezzo piu’ facile per arricchirsi e godere di privilegi.

La corruzione non solo esiste ma impera: senza conoscenze, raccomandazioni, bustarelle, favori ecc. non si va lontano. Nei concorsi, nella ricerca di un posto di lavoro è quasi impossibile avere risultati conformi al valore e alle capacità dei candidati. Per natura sono ottimista ma quando penso alla piaga della corruzione mi domando se sarà possibile guarirla.

Quali forme assume l’aiuto umanitario che viene offerto al Togo? Quali sono le necessità più pressanti? Quali gli aiuti che risultano più efficaci? Lei resterà per sempre in questa sua patria di adozione?

PK  Esistono molte associazioni e ONG che si occupano di istruzione, salute, lotta alla povertà, sostegno agli orfani ecc. Quello che manca, secondo me, è l’interscambio tra le diverse realtà impegnate sul territorio in modo da pianificare una collaborazione costruttiva e razionalizzare le risorse. Gli aiuti piu’ efficaci sono quelli richiesti dalla popolazione che deve essere coinvolta nella realizzazione dei progetti stessi e stimolata e preparata all’auto gestione. L’aiuto materiale che personalmente posso dare consiste nel contribuire al pagamento della retta e del materiale scolastico, delle medicine e dei ricoveri in l’ospedale (se non hai soldi non puoi avere accesso alle cure !)

La creazione di posti di lavoro è una necessità pressante: in famiglia ho ragazzi che hanno frequentato l’università o ottenuto un diploma professionale e non trovano impiego. Purtroppo il governo non è in grado di pagare il personale che potrebbe incrementare la crescita del Paese stesso. Ci sono ostetriche, infermiere, maestri, professori, educatori disoccupati. Anche la compassione cristiana si è confusa con il pietismo, l’assistenzialismo trascurando la gustizia, il rispetto della persona e la responsabilizzazione degli individui. La solidarietà, la condivisione e il rispetto sono le premesse indispensabili per una autentica fraternità.

Dopo i primi momenti di perplessità i miei figli hanno compreso il mio desiderio di inserirmi in questa grande famiglia che sto imparando ad amare e comprendere: una scelta condivisa è piu’ facile! Mi sento fortunata di poter vivere un’esperienza arricchente che stimola l’apertura al dialogo, al confronto e alla comprensione. A poco a poco sto trasformando i miei iniziali giudizi negativi e severi e il bisogno di cambiare gli altri in una serena accoglienza delle diversità convinta che  « il pensare divide e il sentire unisce. »
Soprattutto con i giovani analizziamo l’importanza di liberarsi da sentimenti negativi che nuocciono primariamente a chi li coltiva. Ci ripetiamo che la vera ricchezza è costituita dai rapporti interpersonali ben gestiti e dalla ricerca armoniosa del bene comune. Sono convinta che la provvidenza ci aiuterà a realizzare quello che è necessario per il nostro autentico progresso.

Desidero terminare questa intervista con un’affermazione di Nelson Mandela: «L’istruzione e la formazione sono le armi piu’ potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo»

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