Un pensiero sulla tragedia in Palestina – di Raissa Avilès

(francesco de maria) Sulla mia pagina Facebook la mia ex alunna Raissa Avilès ha pubblicato questo post interessante, a commento di un articolo di Iris Canonica.


Sono passati piu di 50 anni dalla fondazione di Israele e credo che non concedere ad Israele di esistere come stato in Palestina (perché della Palestina si tratta), sarebbe un errore. Voglio però sottolineare che, anche se da sempre gli ebrei hanno popolato insieme agli altri quelle zone, la grande quantità di persone che ha giustificato (almeno in termini numerici) la fondazione dello stato di Israele, è stata raggiunta a suon di migrazioni di massa e terrorismo sionista.

Sì. Terrorismo sionista. Se ne parla poco ma è esistito anche prima della fondazione di Israele. Bande armate sanguinarie (per esempio la famigerata Banda Stern) invadevano villaggi di palestinesi e trucidavano le famiglie seminando il panico. In questo modo è iniziato l’esodo dei palestinesi che ha lasciato spazio all’arrivo degli ebrei in fuga dall’europa.

In proposito consiglio la lettura di uno storico sionista che ammiro per il rigore e l’onestà di non camuffare nulla delle strategie sioniste per l’occupazione dei territori, seppur giustificandole con il pretesto che “il fine giustifica i mezzi”:
Morris Benny, “Vittime, storia del conflitto arabo-sionista 1881-2001”

Così è iniziato il conflitto: facendo spazio, accerchiando, distruggendo e facendo tabula rasa per avere finalmente quello scenario falsamente propagandato dai Sionisti dell’epoca: “Una terra senza popolo per un popolo senza terra”.

Il popolo c’era, ma son purtroppo quasi certa che presto non ci sarà più. Dico quasi certa perché ho speranza nei giovani, nella voglia di vivere e convivere, perché la vità è più forte e ha più fantasia dei nostri piani per contenerla. Quindi, a mo’ di buon auspicio, vi lascio questo link che gira nel web:
http://mobile.francetvinfo.fr/…/quand-juifs-et-arabes…

Raissa Avilès