Savoia e Bertoli, socialisti a confronto

(uno dei due ex, per fortuna)

Sergio Savoia è un blogger estremamente efficace (ma tuttora, benché io mi lambicchi il cervello, non riesco a vedere una sua collocazione in vista della grande battaglia dell’aprile 2015; mah, l’uomo è accorto e pieno di risorse, a qualcosa avrà pensato).

Sul caso Bertoli lui ed io ci troviamo in sintonia. Oggi egli cita Bertoli, per poi commentare:

(Bertoli) “Affinché la nuova scelta popolare non riproduca il risultato del 9 febbraio è tuttavia necessario che essa sia accompagnata da vigorose riforme interne inerenti al mercato del lavoro e al mercato dell’alloggio, atte a ridurre gli effetti non voluti della libera circolazione delle persone. Si tratta quasi essenzialmente di riforme possibili solo sul piano nazionale per le quali il margine di manovra dei Cantoni è purtroppo molto limitato. Si tratta anche di scelte politiche che a tutt’oggi non godono del sostegno di una maggioranza (salari minimi legali, convenzioni collettive di lavoro facilitate, controllo delle pigioni ecc.), ma che sono le uniche a poter garantire quel patto sociale tra cittadini ed economia oggi tanto necessario per accompagnare il superamento del difficile momento attuale.”

(Savoia) Non mi pare ci sia la ricerca di soluzioni insieme, pare piuttosto che lei, dall’alto della sua saggezza, dica: queste sono le soluzioni giuste, le mie e del mio partito, non le volete? Grattatevi: avete di nuovo votato male. 

Voglio dare una mano all’amico Sergio e perciò gli propongo una “condensazione schematizzante” del Bertoli-illuminato-pensiero.

“Cittadini, avete commesso un ERRORE. Ma se sarà applicato il SOCIALISMO, allora potrete RI-VOTARE sull’immigrazione! (e il risultato… non mancherà!)”

Questo è il presidente del nostro Consiglio di Stato. Da spararsi.