Deutsche Bank : solo una bolla può mantenere il sistema finanziario attuale

Un team di analisti del colosso bancario tedesco Deutsche Bank ha condotto uno studio sui rendimenti delle diverse classi di attivi sui mercati finanziari, concludendo che negli ultimi 20 anni i mercati finanziari hanno creato e mantenuto in vita bolle economiche perchè ne avevano bisogno.

“Negli ultimi due decenni, l’economia mondiale ha navigato di bolla in bolla con eccessi che non hanno mai avuto la possibilità di attenuarsi. Risposte politiche aggressive hanno incoraggiato a produrre nuove bolle. Questo ha contribuito a fare del moderno sistema finanziario un tema di preoccupazione permanente.”

Secondo gli autori dello studio, le bolle sarebbero più evidenti nel mercato delle obbligazioni sovrane. In questo modo, i tassi d’interesse sui mercati europei sono ai minimi storici.

Affermano che la bolla è una condizione necessaria per mantenere il sistema attuale di gestione delle crisi, che negli ultimi 20 anni ha prodotto gran parte del debito pubblico.
Il problema è che questa bolla non può andare da nessuna parte, perchè è nelle mani di governi e banche centrali, con regolatori che si assicurano che altri grandi acquirenti rimangano recettivi.
Secondo lo studio, malgrado che la bolla perdura per assicurare la solvibilità dell’attuale sistema finanziario, lo scenario più ottimista sarebbe lo scoppio lento, attraverso rendimenti reali negativi per i portatori di obbligazioni. Lo scenario più pessimista sarebbe una futura ristrutturazione.

Siccome i tassi di interesse tendono ad abbassarsi in gran parte del mondo, in parte per una debole crescita, e che l’indebitamento pubblico tende a svilupparsi, è poco probabile che i portatori di obbligazioni sovrane realizzino un profitto sul medio o lungo termine, a causa della possibilità dell’inflazione o di una ristrutturazione.

“Quello che nessuno dice, è che solo l’1% beneficia della bolla – scrive il portale d’informazione Zero Hedge – La ricchezza e i redditi di tutti gli altri otterranno progressivamente minori benefici.”

(Fonte : express.be)