Sanzioni contro la Russia: l’Unione europea vive in una realtà parallela

L’Europa, sostenuta dagli Stati Uniti, ha allargato le sanzioni contro la Russia, commettendo così un nuovo errore, le cui conseguenze si faranno sentire pesantemente sulla sua economia.

Si tratta della sospensione della cooperazione in materia di estrazione di petrolio in acque profonde e nell’Artico, restrizioni nell’accesso al mercato del capitale occidentale e il divieto di fornitura di prodotti a una serie di società russe attive nell’ambito della difesa.
Gli americani fanno come gli europei : introducono nuove sanzioni nei settori finanziario, energetico e della difesa, nella speranza di aumentare l’isolamento politicio di Mosca.

Sullo sfondo del processo di negoziati iniziato in Ucraina, mentre le parti si sono accordate per una fragile tregua queste sanzioni sono completamente inopportune.
E’ evidente che la speranza di isolare la Russia non è correlata al voler smorzare la tensione del conflitto ucraino. All’Occidente interessa unicamente danneggiare gli interessi russi.

Secondo il presidente del Parlamento di Mosca, Sergueï Narychkine, chi ha promosso queste sanzioni ha perso il senso della realtà e vive in un mondo illusorio.

Un’opinione analoga viene espressa dal rappresentante permanente della Russia presso l’UE, Vladimir Tchijov :

“Con questa decisione l’Unione europea ha mostrato che vive in una realtà parallela. Introdurre nuove sanzioni e simultaneamente proporre di elaborare verso fine settembre (fra due settimane) le proposte sulla loro soppressione è un’assurdità anche in senso burocratico, e politico ovviamente.
L’UE e i suoi amici americani hanno spesso dichiarato che il loro obiettivo principale era risolvere il conflitto nel sud-est dell’Ucraina, chiedendo alla Russia di prendee misure in questo senso. Oggi l’Europa avanza verso un conflitto e stimola il partito della guerra di Kiev.”

L’introduzione di sanzioni supplementari nei confronti della Russia potrebbe portare alla destabilizzazione della tregua in Ucraina. E’ quello che teme il vice presidente della Commissione del Senato francese per gli affari internazionali, la difesa e le forze armate Yves Pozzo di Borgo. L’Europa sta commettendo un grave errore, è la sua constatazione.

Inoltre per gli affari russi le sanzioni occidentali non saranno critiche. Infatti, il volume dei mezzi concessi dallo Stato escludono qualunque influenza della variabile congiuntura politica europea sui paramentri economici russi.

Secondo il direttore del Centro indipendente della ricerca Bruges Group Robert Oulds :

“L’Unione europea vuole propagare la sua influenza più lontano a est e l’unico ostacolo è la Russia. Ma il presidente russo Putin non permetterà ai politici europei di mettere la camicia di forza al suo paese.”

Dopo le nuove sanzioni europee, la Russia potrebbe attuare delle contromisure, il che complicherebbe di molto il ripristino delle relazioni fra Mosca e l’Occidente.
Inoltre le sanzioni potrebbero portare la società russa a mobilitarsi. Dunque le azioni occidentali avrebbero un effetto contrario a quello sperato.

(Fonte : fr. sott. net)