Piero Marchesi conferma la chiusura verso la Lega – Intervista di Francesco De Maria

“Oggi come oggi una collaborazione è improponibile”
“Trattare con i leghisti? Per loro, finita la festa, gabbato lo santo”
“Senza di noi potrebbero perdere il secondo seggio”

In questa notevole e intensa intervista Piero Marchesi, esponente nuovo e “in ascesa” dell’UDC Ticino, si esprime sugli “alleati ingrati” del 2011 e sulle prospettive, e le possibili alleanze, in vista del 2015. La prudenza di Marchesi indica chiaramente che una decisione non è stata presa (ma potrebbe non tardare).

Un’intervista di Francesco De Maria.

Marchesi xyChi è Piero Marchesi. Nato nel 1981, attinente di Sessa, domiciliato a Monteggio, celibe. Quadro aziendale (capo progetto) presso Spinelli SA. Formazione superiore in elettrotecnica (Maestria Federale). Dal 2000 al 2008 membro del Consiglio comunale e dal 2008 al 2012 Municipale di Monteggio. Dall’aprile del 2012 ricopre la carica di Sindaco. Nel 2013 è stato nominato Vice Presidente dell’UDC Ticino.

Francesco De Maria  Tra UDC e Lega vige lo stato di guerra. Dico giusto?

Piero Marchesi  Non sono d’accordo. In occasione delle passate Elezioni cantonali, il nostro partito e la Lega avevano trovato un’intesa politico – elettorale che aveva i migliori presupposti. L’UDC aveva deciso di non presentare una propria lista per il Consiglio di Stato, sostenendo in modo esplicito la lista Leghista. Ciò aveva permesso, grazie al 5-6% dell’UDC, di raddoppiare i seggi della Lega in Governo. La “premiata ditta UDC – Lega” alle Elezioni Federali si era presentata con le liste congiunte, permettendo alla Lega di raddoppiare i seggi e all’UDC di ottenere finalmente il primo Consigliere Nazionale UDC con Pierre Rusconi. A conti fatti, il “sacrificio” offerto dall’UDC ha finito per premiare in particolare la Lega, l’UDC ha purtroppo raggranellato solo le briciole. Il fatto di non aver presentato la lista democentrista per il Governo, ha fortemente penalizzato l’UDC e il 5,5% delle schede ottenute in Parlamento ne è la conferma. “Finita la festa, gabbato lo Santo”. Con il passare del tempo le premesse iniziali sono venute a mancare e ad oggi, una collaborazione è improponibile. La Lega è un partito di maggioranza relativa, l’UDC è all’opposizione. Essere in Governo significa avere responsabilità e coerenza, aspetti che in più occasioni sono mancati. Basti pensare ad esempio alla  questione del freno alla spesa, riproposto dall’UDC. Era stato in prima battuta sostenuto dalla Lega, ma in fase di voto era stato accantonato preferendo il freno all’indebitamento. Con la presentazione del preventivo cantonale 2015, dobbiamo purtroppo constatare che quanto si voleva evitare, si sta purtroppo verificando. Il freno all’indebitamento purtroppo legittima deficit da 120-130 milioni di franchi l’anno, e il Governo si dichiara pure soddisfatto del fatto che hanno previsto risparmi di qualche milione. Il buco però si allarga sempre più! La politica economica del Cantone viene in particolare elaborata dal Dipartimento delle Finanze e dell’Economia, ad oggi il dipartimento più importante di tutti. Il DFE ha i margini di manovra per promuovere politiche a sostegno dell’economia e dei privati, permettendo un rilancio economico del Ticino. A capo del DFE vi è una Ministra che ha una visione politica che non condivido. Infatti, la Signora Sadis, non ha, a quanto mi consta, mai proposto misure incisive in questo senso, limitandosi spesso unicamente ad amministrare. Senza lode ne infamia. Questo Dipartimento doveva essere diretto da un Consigliere di Stato Leghista! Era dovuto agli elettori, quelli che come il sottoscritto si aspettavano la svolta. Purtroppo si è deciso altrimenti e le condizioni preoccupanti del Ticino sono chiare e cristalline. Avrei auspicato molto più coraggio. Quando reclami per anni con l’allenatore che vorresti giocare da titolare, quando hai la possibilità, devi entrare in campo e correre con impegno.

Con la Lega, vista come partito, è possibile trattare in modo affidabile? È stato, in particolare, possibile trattare in questi ultimi anni, quando il Presidente a vita era vivo, e adesso che non c’è più?

PM  Premetto che faccio parte della Direzione dell’UDC solamente da 1 anno, non conosco, se non per sentito dire, il vissuto di queste situazioni. Venendo a mancare Giuliano Bignasca la Lega inevitabilmente si è trovata in difficoltà. Quando manca una figura tanto carismatica, capace di compattare le varie anime interne della Lega, è evidente che si possano creare momenti di smarrimento. Indipendentemente da questo, nella Lega ci sono diverse persone valide che stimo molto. Auspico, per il bene del Ticino che le nostre due forze politiche possano collaborare, indipendentemente dagli accordi elettorali che verosimilmente non si verificheranno, almeno per quanto riguarda le Cantonali.

Il suo partito si è lamentato amaramente e ad alta voce dell’ “ingratitudine” della Lega, dimenticandosi del fatto che in politica la gratitudine non esiste. Al di là di questo, certe richieste dell’UDC non erano esagerate? Ad esempio la “concessione” (in caso di vittoria) di un municipale all’UDC luganese?

PM  Errori ne sono stati commessi da entrambe le parti. Probabilmente nell’UDC si è peccato di ingenuità, dando eccessivo spazio alla scaltrezza di alcuni rappresentanti della Lega. Il passato è andato, ora guardiamo avanti. L’UDC ha la consapevolezza di essere un partito serio con un programma politico chiaro e coerente. Abbiamo, ritengo a giusta ragione, le nostre ambizioni per rappresentare le ticinesi e i ticinesi di destra, quella liberal-conservatrice, nei vari consessi politici. Ad oggi, non c’è un rappresentante di questa area politica in Governo e a Berna abbiamo solamente un Consigliere Nazionale. La gente di destra ha diritto ad essere degnamente rappresentata, e noi ci proponiamo per farlo.

Ho parlato domenica con Antonella Bignasca, mi ha detto di un incontro – al quale lei stessa ha partecipato – avvenuto nel mese di giugno a Berna tra dirigenti dell’UDC (c’era anche Blocher) e della Lega. Qual era esattamente lo scopo di quell’incontro? Quale l’esito?

PM  Lo scopo era quello di verificare se in Ticino vi fossero ancora i presupposti per una collaborazione politica – elettorale tra l’UDC e la Lega. La direzione del partito Nazionale, Blocher in primis, hanno potuto verificare la realtà ticinese, ottenendo maggiori informazioni di quante erano in loro possesso. L’incontro si è concluso con la consapevolezza delle parti (spero tutte) che per le Cantonali, UDC e Lega andranno per la loro strada, ma che sui temi puntuali (vedi votazione del 9 febbraio sull’Immigrazione di Massa) si potrà, anzi si dovrà fare fronte comune. Sui temi immigrazione, frontalierato e padroncini siamo allineati, pertanto aiutiamoci a vicenda.

Secondo Lei il mancato apporto dell’UDC alla lista della Lega per il governo potrebbe provocarle la perdita di un seggio?

PM  È possibile. Stimo che l’UDC abbia portato circa il 5% di schede alla Lega per il Governo. Senza il nostro apporto potrebbero perdere il secondo seggio. Ritengo però che il prossimo aprile la Lega dovrà fare i conti soprattutto con il proprio elettorato, come tutti i partiti d’altronde. Nel 2011 vi era stato un grande entusiasmo, grazie soprattutto a Giuliano Bignasca e a Marco Borradori, che avevano trascinato la Lega molto in alto. Dopo 4 anni di maggioranza relativa leghista in Consiglio di Stato, gli elettori dovranno decidere se il loro movimento avrà lavorato bene oppure no. Questo sarà a mio avviso il vero parametro. Bisognerà inoltre capire chi potrà insidiare il secondo seggio leghista. Il PLR non ha presentato una lista molto forte, questo faciliterà la riconferma leghista. Della partita ci sarà pure il PPD, non per il raddoppio, ma sicuramente potrà ravvivare la campagna elettorale, distogliendo inoltre l’attenzione dal tema 5° seggio a Lega o PLR (come verificatosi alle Comunali di Lugano, dando poco spazio agli altri). Altri partiti saranno della partita. Noi corriamo ufficialmente per un posto in Governo. Non sarà facile, anzi piuttosto difficile, ma noi ci crediamo. E quando c’è la convinzione, la strada è un po’ meno in salita.

In quest’ottica, chi sarebbe più a rischio: Gobbi o Zali?

PM  Non è facile valutare la popolarità di Claudio Zali, in quanto non si è mai confrontato con uno scrutinio popolare. Si stà impegnando molto e ha coraggio. Quel coraggio che l’elettore esige da ogni politico. Gobbi ha molta più esperienza, ma in questa funzione esecutiva, qualche volta l’ho visto in difficoltà. Soprattutto con i temi da sempre combattuti dalla Lega, l’incremento dei controlli radar o l’aumento degli effettivi della polizia. Sono profili molto diversi tra loro e conterà molto la regionalità dei 2 uscenti. Gobbi ha le valli che lo sostengono, Zali non abita molto distante dalla sede di via Monte Boglia….

C’è ancora una possibilità che l’UDC ritorni in tempo utile sui suoi passi?

PM  Per le Cantonali lo escludo.

Lei scrive su Facebook che il suo partito nutre “ambizioni”. È una buona cosa ma le faccio notare che l’UDC ticinese in realtà non decolla. La ragione di ciò, lo sappiamo, è… sempre la stessa. In parecchi anni nulla è cambiato. Qual è il vostro piano per una riscossa?

PM  Potrei rispondere con una domanda: perché non possiamo riprodurre lo stesso successo ottenuto dall’UDC Nazionale anche in Ticino? Molti risponderebbero perché la situazione è diversa. Vero. Perché c’è la Lega. Vero. Perché il partito non è stato in passato efficace e ha commesso qualche errore tattico. Vero. Il passato dovrebbe aiutarci a capire dove possiamo migliorarci e sono convinto, siamo sulla strada giusta. Stiamo elaborando una campagna elettorale seria e con un nuovo approccio. Più propositivo e con una visione più a largo raggio. Sono convinto che l’UDC debba esprimersi su tutti i temi in agenda. Dai nostri temi forti, immigrazione, neutralità e sicurezza, ai temi quali la socialità, l’educazione, ecc.. Molti di questi temi sono stati elaborati e proposti nell’iniziativa Costituzionale cantonale da noi lanciata “PrIma i nostri”. All’interno figurano: l’occupazione, l’economia, la socialità, l’immigrazione, ecc.. Un’iniziativa in favore delle ticinesi e dei ticinesi, per contribuire in modo serio e concreto a migliorare i problemi che attanagliano il nostro Cantone. Abbiamo, da soli e senza l’aiuto di altri partiti, raccolto 10’900 firme. Un risultato importante che ci motiva molto. Auspichiamo per il bene del Ticino che si possa votare al più presto l’iniziativa, possibilmente nel corso della prossima primavera. Inoltre in questo quadriennio il nostro gruppo parlamentare è stato molto attivo e ha ottenuto ottimi risultati: innalzamento del moltiplicatore d’imposta per i frontalieri (20-30 milioni di maggiori entrate), applicazione del modello del Canton Ginevra per dare la preferenza nei posti di lavoro pubblici e para-pubblici ai residenti, ecc.. L’UDC è un partito che lavora, sono convinto molto di più di altri partiti di Governo. Possiamo dunque ambire ad ottenere un maggiore consenso popolare, sperando ci venga riconosciuto l’impegno da parte degli elettori.

In questi giorni si parla molto di contatti tra UDC e Area Liberale in vista di possibili liste comuni per Consiglio di Stato e Gran Consiglio. Li conferma? Quali potrebbero essere i termini di un equo accordo, a suo giudizio?

PM  Area Liberale ha molti punti in comune con il nostro partito. Il loro programma elettorale è al 95% identico al nostro. Probabilmente ad oggi è il partito a noi più vicino e anche in Gran Consiglio vi è una buona affinità. Vi sono state delle discussioni personali e di amicizia tra rappresentanti dell’UDC e di AL, nulla di più. È evidente che nelle discussioni si possano prospettare, e perché no, fantasticare diversi scenari politici. Al momento non c’è nulla di concreto.

I due (eventuali) fidanzati sarebbero “ben assortiti” (politicamente compatibili)?

PM  Quando si discute con un interlocutore che ragiona con una visione politica simile, è facile lavorare assieme per costruire qualche cosa di positivo. Indipendentemente da alleanze presenti o future.

Quale potrebbe essere l’effetto – anche in senso quantitativo elettorale – di un simile accordo?

PM  Non saprei. AL non si è mai confrontata a livello Cantonale, pertanto è difficile stimare il suo potenziale. Probabilmente potrebbero ottenere un 2% a livello cantonale

Area Liberale non potrebbe semplicemente rientrare nell’ala destra del PLR ? Pensa che possano esistere le condizioni – o anche semplicemente una probabilità – per un passo del genere?

PM  Questo dovreste chiederlo a loro. Se in passato si sono staccati e, ad oggi mi sembra che non muoiano dalla voglia di riunirsi, ci sarà un perché. La lista per il CdS PLR non è molto di destra, anzi nemmeno di centro. La risposta potrebbe essere trovata in questa considerazione.

Risultato dell’elezione in Gran Consiglio per l’UDC. Qual è la sua speranza massima? … E qual è il suo “minimo ultima spiaggia”?

PM  Il minimo è fare 5 Parlamentari, come oggi. Saremmo però poco ambiziosi se ci accontentassimo di cosi poco. Sono convinto che se potremo affrontare una buona campagna elettorale, spiegando al pubblico cosa abbiamo fatto e cosa vogliamo fare, potremmo ambire a un 8-10% (alle ultime Federali abbiamo sfiorato il 10%). Pertanto a 9-10 parlamentari. Non possiamo considerare il risultato del 2011 (5,5%) in quanto molto condizionato dal fatto di non aver presentato una nostra lista per il Governo per aver voluto aiutare la Lega.

Con quale probabilità faranno due seggi in governo: — il PLR — il PPD — il PS ?

PM  Non sono Mago Otelma, ma sono un ottimista di natura. Pertanto direi che il 5° seggio si giocherà tra Lega, PLR e UDC.

Quale ruolo avrà nella dinamica elettorale l’agitatissimo (e molto ammirato) jolly verde-leghista Sergio Savoia?

PM  Savoia è un politico istrionico con moto fiuto politico. Ho però l’impressione che il suo partito, dei Verdi, non lo segua più cosi compatto come nel 2011. Diverse sono state le defezioni tra i vari membri: Greta Gysin, Gerri Beretta- Piccoli e forse altri. Ha ricollocato il suo partito più al centro, con alcuni picchi a destra ad altri più a sinistra. Non tutti lo hanno accettato e ora si trova con alcune divergenze interne. Sicuramente riceverà diversi voti personali da altri partiti, l’importante però per ambire al Governo, è avere anche molte schede di partito. [Continuo a giudicare impossibile l’elezione di Savoia in governo su una lista Verde; egli è però destinato ad assumere grande visibilità in campagna elettorale; … e presenterà presto un libro! fdm]

Se dovesse trattare con Morisoli, che cosa gli direbbe?

PM  Morisoli lo conosco pochissimo e non posso tracciare una valutazione. Su molti temi la pensiamo allo stesso modo e mi piace la sua visione economica dello Stato. Molti miei interventi sui media ribadiscono l’importanza di rivedere i compiti dello Stato, di ridurre i costi e di proporre una visione politica-economica chiara e innovativa. Il Cantone è imbrigliato in una situazione partitica che non permette di ragionare con oggettività, e soprattutto non attua misure incisive per evitare un eccessivo indebitamento pubblico. Leggo spesso suoi articoli che rispecchiano il mio pensiero. Pertanto spero presto di conoscerlo meglio per una approfondita discussione.

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