NO dei Verdi alla politica dell’odio

Risulta da questo testo, abbastanza duro, che i Verdi considerano l’ultimo attacco mosso dal PS contro di loro (in relazione al caso Zanini) come un episodio di sciacallaggio politico.

Boria, snobismo intellettuale, statalismo feroce, difesa di privilegi corporativi, le mani sempre allungate verso la cassa pubblica anche quando in essa… non rimane più niente, estrema sensibilità verso i problemi degli abitanti della Groenlandia e dell’isola di Pasqua combinata con una grave insensibilità per la situazione precaria dei Ticinesi. È facile prevedere che questi “eterni” e incorreggibili difetti non faranno la fortuna del PS. E sì che le disavventure degli ultimi anni avrebbero dovuto portare consiglio.

Ce l’hanno a morte con Sergio Savoia. Perché? Questa è una domanda facile. Perché non è (o non è più) un Verde-Rosso. Ha cercato e trovato una sua strada. Ha avuto il coraggio di alzare la voce contro il buonismo demente che sta mandando il Paese alla malora.

Risposta vigorosa e incisiva dei Verdi ai Socialisti. Da leggere due volte.

 

I Verdi prendono atto, senza stupore, dell’ennesimo atto di violenza politica ad opera della dirigenza PS. Una dirigenza che pare voler incamminare il partito sulla strada dell’odio.

Mentre il PS concentra ogni suo sforzo nel dispensare lezioni agli altri partiti e agli elettori (dimenticando peraltro di aver avuto e di avere tuttora in ruoli operativi alcuni pregiudicati), i Verdi lavorano per il paese, nel rispetto della volontà popolare e delle persone.

In un momento di particolare sofferenza per il cantone e per moltissimi ticinesi, il PS è esclusivamente impegnato ormai da mesi in un’isterica campagna elettorale senza argomenti, che ha il solo scopo di denigrare gli avversari politici, con ogni mezzo.

Un metodo che siamo certi non rispecchia il sentire di molti elettori e militanti socialisti.

Constatiamo peraltro un fragoroso silenzio da parte del PS su vicende che stanno scandalizzando – giustamente – il paese, come quella della milionaria socialista esentasse, non solo candidata ma eletta in Consiglio Nazionale.

I Verdi ritengono che in questo momento il nostro cantone abbia bisogno di soluzioni, e non di polemiche e di campagna elettorale. Perciò noi abbiamo deciso di dedicare alle elezioni lo stretto tempo necessario per consacrare tutte le nostre energie – con determinazione e ottimismo – agli importanti dossier che stanno a cuore ai ticinesi, soprattutto nell’ambito della difesa del lavoro.

Nella settimana in cui il PS si lascia andare all’ennesimo attacco anonimo dalle colonne del proprio sito, i Verdi hanno contribuito a far approvare e avanzare messaggi importanti quali quelli del Parco del Piano, gli eco-incentivi e l’iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino!” (tenuta ferma proprio dal PS in commissione per meri interessi di bottega, in spregio delle dodicimila firme raccolte dai Verdi).

I Verdi respingono un modo di far politica indegno di un paese civile. Purtroppo l’atteggiamento socialista non riguarda solo le forze politiche, ma si estende a quegli elettori rei di non votare come il PS vorrebbe, ripetutamente insultati con epiteti che vanno dal fascista, al razzista o all’ignorante, quando va bene.

Un atteggiamento sprezzante nei confronti dei cittadini, che arriva a spingersi fino alla richiesta di votare di nuovo, ignorando la volontà del 70% che ha avuto l’ardire di fare di testa propria.

I Verdi continueranno a lavorare nel rispetto della volontà degli elettori e nel rispetto degli avversari, perché queste sono la nostra tradizione e cultura.

Tamara Merlo, presidente del Comitato cantonale
Alberto Benzoni, membro di Direzione e coordinatore Sez. Mendrisiotto