Lugano risana i suoi conti e guarda al futuro – Il discorso di Capodanno del Sindaco

1ACare concittadine, cari concittadini,
autorità civili e religiose,
cari amici, cari ospiti,

vi saluto affettuosamente e vi auguro di cuore un felice Anno Nuovo! Che il 2015 possa essere, per tutti voi e per i vostri cari, un anno ricco di serenità e di soddisfazioni in tutti gli ambiti della vostra vita! E grazie di essere qui.

La cerimonia del primo dell’anno è per me un momento intenso, un’occasione speciale per condividere riflessioni sul periodo appena trascorso e auspici per quello che ci apprestiamo a vivere, rinnovando ancora una volta il nostro patto d’affetto e responsabilità nei confronti della nostra città. Per me, quest’anno rappresenta anche il giro di boa, il primo anno intero vissuto da Sindaco, dodici mesi intensissimi, di cui sono fiero e intimamente soddisfatto.

Il rito di inizio anno si ripete immutato, eppure ogni volta ha in sé qualche cosa di nuovo, è un universo di possibilità che si dischiude, una piccola porta aperta alla speranza, e oggi ci prepariamo a vivere il nuovo anno con fiducia e aspettative. La speranza e l’attesa di ciò che avverrà cristallizzano il presente in un attimo assoluto: oggi possiamo dare forma ai nostri sogni.

Il 2014 è stato per me e per i miei colleghi di Municipio un anno particolarmente intenso, impegnativo e ricco di sfide che abbiamo raccolto con fermezza e tanta voglia di far bene; ma a infonderci ancora più forza e perseveranza, per portare a compimento gli obiettivi prefissati attraverso politiche concrete e responsabili, è stata la consapevolezza di quanta energia, operosità, generosità e mutuo sostegno hanno saputo esprimere, in un periodo non certo facile, tutte le forze vive della società.

Io sono convinto che il lavoro, la costanza, l’impegno, la trasparenza e i sacrifici espressi in ogni ambito paghino sempre, e la politica non fa certo eccezione. Promuovere un clima di condivisione e responsabilità è condizione imprescindibile per uscire dalle secche della crisi. Ciascuna realtà politica e sociale deve coinvolgersi, attivarsi per bene della collettività, anche a costo di qualche rinuncia. Dialogare, mettersi in discussione, prendere il buono da qualsiasi parte arrivi: questa è la strada giusta per realizzare le nostre potenzialità, affinché le politiche intraprese siano efficaci e abbiano continuità nel tempo.

Il primo grande obiettivo del Municipio è arduo e ambizioso: uscire dalle cifre rosse nel 2018 attraverso una graduale riduzione del disavanzo, partendo nel 2015 da un deficit massimo di 30 milioni di franchi. Questa prima tappa sembrava molto lontana dal realizzarsi: il disavanzo teorico ammontava, infatti, a oltre 60 milioni di franchi. Ma ce l’abbiamo fatta. È stato un lavoro complesso, fondato su tre pilastri. Il mantenimento di buoni standard qualitativi nei servizi erogati; l’attenzione verso i bisogni delle fasce più deboli; e una progettualità in grado di generare nuove condizioni di crescita, di sviluppo e di benessere per i cittadini.

La storia della nostra città è la vostra storia: quella di persone nate e cresciute in un quartiere, oppure originarie di comuni prima indipendenti e ora aggregati, oppure, ancora, di nuovi cittadini che hanno scelto di vivere qui e che – ognuno secondo la sua misura – contribuiscono allo sviluppo della città. Non possiamo dimenticare, a questo proposito, che a Lugano sono rappresentate ben 145 nazionalità! Il mio auspicio è che riusciamo a fare sempre maggiori passi in direzione di un’integrazioneconsapevole e capace di valorizzare le peculiarità di ognuno, affinché il motto della Confederazione sia anche il nostro: “Tutti per uno, uno per tutti”.

Siamo ancora in un processo d’integrazione anche per quanto concerne il territorio cittadino (forse non tutti sanno che Lugano oggi è la seconda città svizzera per estensione territoriale). Dedicare la giusta attenzione ai nostri 21 quartieri è quindi anche un atto di riconoscenza. Sappiamo che alcuni si sono aggregati a Lugano con aspettative figlie di tempi migliori: comprendiamo una certa delusione ma occorre andare oltre – sapendo che tutti stiamo facendo del nostro meglio – e modulare i bisogni sulla realtà odierna. Non possiamo e non vogliamo tornare al passato, perché questa sfida ci sta facendo crescere e maturare. Invitiamo quindi tutti a condividere il lavoro in atto, poiché siamo pienamente consapevoli del fatto che ogni quartiere è una risorsa preziosa, l’espressione più bella e autentica dei valori, delle tradizioni e delle specificità dell’identità della nostra città.

A questo riguardo, il Municipio sta definendo il progetto di una nuova politica dei quartieri, per rafforzare ulteriormente il collegamento con il “centro” (e metto questo termine tra virgolette). La nuova organizzazione dovrà poter cogliere i bisogni emergenti e adottare in tempi rapidi misure idonee a soddisfarli. Curare il luogo in cui viviamo conservando la memoria storica del nostro territorio; promuovere iniziative che creino un circolo virtuoso e siano una fonte di rigenerazione sociale, economica e culturale: questi sono gli obiettivi che vogliamo perseguire.

Lugano è una città ancora a misura d’uomo, con una buona qualità di vita, attrattiva dal profilo economico, turistico, sociale e culturale. La complessità delle situazioni esige però una scala di riferimento più ampia, a livello regionale e cantonale, così come un’estrema flessibilità degli strumenti per sostenere e armonizzare lo sviluppo di tutto il Luganese. Il Municipio si è impegnato quindi nella politica regionale, operando in sinergia con l’Ente regionale per lo sviluppo del Luganese per favorire la realizzazione di progetti innovativi, ad alto valore aggiunto e a sostegno dell’occupazione. In un momento di profondo cambiamento strutturale dell’economia e della società, solo facendo sistema sarà possibile rafforzare il tessuto regionale e trovare alternative a vecchi modelli di sviluppo.

Notevole è stato anche l’impegno della Città nella Piattaforma Cantone-Comuni, per ridare centralità e autonomia all’ente locale, continuando a essere partner autorevoli del Cantone nella pianificazione delle strategie di sviluppo del territorio. Perciò la ricerca di dialogo, collaborazione e confronto con gli altri enti pubblici proseguirà anche nei prossimi anni.

Ma il 2015 offrirà anche momenti di divertimento e passione: sarà un anno all’insegna dello sport, con l’arrivo della 17. tappa del Giro d’Italia in centro città. Un evento internazionale che permetterà di festeggiare nel migliore dei modi il 125. anniversario del Velo Club Lugano e di far conoscere mondialmente (non esagero) le bellezze della nostra regione.

Sarà poi anche un anno all’insegna della cultura, con l’inaugurazione del nuovo centro culturale nel mese di settembre. Oggi, a lavori pressoché ultimati, fa già un certo effetto passeggiare nella grande piazza che abbraccia il LAC, la Chiesa di Santa Maria degli Angioli e il Convento con i suoi meravigliosi affreschi; uno spazio pubblico restituito a nuova vita a beneficio di tutti i cittadini. Il LAC nasce grazie a un investimento molto importante della Città. Il mio auspicio è che questo sforzo sia ripagato nel modo migliore, attraverso una politica culturale sostenibile ed efficace. Il LAC dovrà essere un elemento di forza nel contesto locale, nazionale e internazionale, tale da valorizzare il nostro territorio e rafforzare l’identità di Lugano come crocevia culturale tra il Nord e il Sud. Ma non solo: dovrà diventare anche un luogo di aggregazione, di sperimentazione, di confronto e di raccolta delle esperienze creative, riservando la giusta attenzione alle giovani generazioni.

Mi piace anche pensare che siamo diventati una città più attenta alla cura del nostro patrimonio verde: le opere di riqualifica e di messa in sicurezza del fiume Cassarate e la rivitalizzazione della foce hanno permesso di rendere fruibile alla popolazione un’area inutilizzata confinante con i quartieri urbani, e di beneficiare di un’oasi di biodiversità in pieno centro. Le nuove scuole dell’infanzia a Barbengo e a Cassarate sono state edificate nel pieno rispetto della tutela dell’ambiente e della salute dei bambini, attraverso l’impiego di materiali riciclabili e a basso impatto ambientale, con ridotte spese di manutenzione e di riscaldamento. Dobbiamo proseguire su questa strada con convinzione.

L’evento di oggi vede quali protagonisti i nostri giovani: li ho seguiti ieri con gioia e anche con emozione durante le prove dello spettacolo. Il loro entusiasmo e la loro energia sono davvero contagiosi, e ci consentono di volgere lo sguardo al futuro con ottimismo e con fiducia. Ringraziando le ragazze e i ragazzi presenti qui oggi, ringrazio idealmente anche tutti i giovani che vivono, studiano, lavorano a Lugano e sono attivi nella nostra città.

Sono consapevole che il periodo non è dei più semplici, soprattutto dal profilo lavorativo. A questo riguardo, il Municipio ha stanziato recentemente un credito (di 500’000 franchi) destinato a misure di supporto al collocamento delle fasce più a rischio della popolazione.

Un abbraccio affettuoso anche a tutti i nostri anziani: sono molto spesso loro il nostro conforto e il nostro sostegno; la loro saggezza è una fonte di crescita, in particolare per le giovani generazioni.

Auguri di Buon Anno anche a tutti i dipendenti della Città di Lugano: grazie per la vostra dedizione e per il vostro impegno quotidiano.

Un augurio particolare lo rivolgo anche a coloro che nelle più diverse forme si dedicano agli altri, nella consapevolezza che la vita non può essere vissuta nella sua pienezza se si dimentica chi vive una condizione di disagio.

Un grazie sentito alle tantissime associazioni di volontariato – sono circa 800 – che ho avuto il piacere di incontrare lo scorso 5 dicembre in occasione della Giornata internazionale dei volontari.

A questo proposito vorrei chiudere con le parole di Fra Martino Dotta: “La mia impressione – dice Fra Martino – è che si demandi tutto ai politici, invece servirebbe una presa di coscienza dei cittadini. Qual è il nostro contributo all’uscita dalla crisi? Rimpiangere i tempi di vacche grasse o adeguare le nostre pretese ed essere più sobri e realisti? Bisogna interrogarsi assieme sulle vere priorità e non lasciare le decisioni impopolari soltanto alla politica. Bisogna rafforzare la coscienza di quartiere, ricostruire quel tessuto sociale perduto, ad esempio con il volontariato o più semplicemente aiutando il proprio vicino di casa” (intervista rilasciata al Corriere del Ticino nel mese di dicembre).

La gratificazione sincera che deriva dal donarsi crea, infatti, un circolo virtuoso, una rete sociale che contrasta la solitudine e l’emarginazione.

Grazie di cuore e ancora auguri di Buon Anno a tutti!

Marco Borradori, Sindaco di Lugano


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