Quel segno di Carla Speziali – di Natalia Ferrara Micocci

Jack 1111Ho molta simpatia per Natalia, che sta facendo una bella campagna elettorale, coraggiosa, intensa e vivace. Il suo marcato “buonismo”, fatalmente, è alquanto lontano dal mio disincanto, ma non più che dalla madre Terra la stella dell’Alpha Centauri.

1)  Bene fa Natalia a citare Pontiggia, ma
2)  legga per favore anche quello che ho scritto io.
3) Quanto alla notevole frase (di Speziali) che deplora: “un clima politico reso insopportabile dalle lotte di potere e dagli egoismi”, essa sembra tratta pari pari dal “Cuore” di de Amicis. Si ha l’impressione che l’onorevole sindaca abbia giocato per molti anni un gioco del quale non conosceva (neppure per sentito dire) le regole.

Adesso parola a Natalia!

Le donne in politica sono poche e si distinguono facilmente. No, non per il fascino o per il sorriso, perché, in genere, lasciano il segno. Carla Speziali è una di queste e, né per fortuna né per caso, ha vinto lo Swiss Award per la politica, venendo premiata già nel 2006 per la sua creatività e concretezza. Ma non c’è bisogno di evocare premi prestigiosi, per dire chi è Carla Speziali basta chiedere ai locarnesi, che la seguono, che la apprezzano, che la ringraziano. E lei, proprio augurando buon anno agli abitanti della Città del Verbano, ha fatto sapere che non intende continuare a svolgere la funzione di sindaco oltre la fine della legislatura. Altrimenti detto: che non si ripresenterà.

Carla Speziali è stata chiara nell’esprimere le sue ragioni: obiettivi raggiunti e clima politico reso insopportabile dalle lotte di potere e dagli egoismi. Ieri, quando ho appreso la notizia, il primo giorno dell’anno, seppur pieno di sole e speranze, si è offuscato. Mi dispiace profondamente per la scelta del sindaco di Locarno, che deve far riflettere. Fabio Pontiggia nelle sue riflessioni odierne sul Corriere del Ticino, inserisce la decisione di Carla Speziali nel contesto delle difficoltà del PLR che potrebbero, in ultima analisi, favorire l’affermazione definitiva della “politica del contro”. Chiaro, mi pare, il riferimento.

Andrei oltre, affermando che si tratta non solo di problemi del PLR, ma di tutta la politica moderata. Da almeno un paio di decenni, in Ticino come in molti altri paesi, i partiti che storicamente la rappresentano sono davanti a un dilemma. Impegnarsi per soluzioni “di centro” e trovare compromessi su accordi “moderati”, vuol dire lasciare libero lo spazio politico alle destre e alle sinistre. E se, nonostante l’impegno, queste soluzioni condivise non vedono la luce, si alza la protesta degli stessi che avversano in ogni modo la politica del fare. In sostanza, è come se la non governabilità fosse diventata una nuova normalità da imparare a gestire e non da debellare. In questo contesto, come ha notato recentemente l’ex Consigliere federale Kaspar Villiger, crescono le iniziative popolari ma cala il numero di leggi approvate in Parlamento.

Allo stesso modo si esprime il Presidente del Gran Consiglio, Gianrico Corti, che oggi, sempre dalle colonne del Corriere del Ticino, lamenta un clima politico ostile, la sempre più diffusa volenza verbale e il malvezzo di tenere nei cassetti i temi senza mai decidere. Se non governa la politica la maggior parte dei cittadini piange ma qualcuno invece ride. Così, mentre i problemi si complicano, le risorse mancano e i limiti delle soluzioni cantonali e nazionali sono sempre più evidenti, invece di saper cambiare sappiamo (solo) litigare. La parola passa agli elettori, che possono, se vogliono, mutare rotta o, se preferiscono, continuare a piangere.

E ora che Carla Speziali fa un passo indietro, noi cosa faremo? Sapremo riconoscerle gli anni di vita dedicata alla cosa pubblica? Mi auguro meglio di come è avvenuto sino ad ora, perché gli steccati politici non abbiano a dimenticare le persone e il rispetto dovuto a ciascuno. Mi viene in mente Alfred Escher, una delle personalità che maggiormente ha contribuito allo sviluppo politico ed economico della Svizzera del XIX secolo, e, con il progetto della Ferrovia del San Gottardo, a quello del Canton Ticino. Ebbene, dopo aver ricoperto la carica di Presidente della società ferroviaria, dopo aver contribuito a superare le grandi difficoltà della realizzazione di un’opera colossale, quando venne abbattuto l’ultimo diaframma della Galleria, nel 1880, Escher non fu nemmeno invitato alla cerimonia che suggellò l’evento. Nel dubbio che ora e in futuro si possa fare meglio, intanto da parte mia, e ne sono certa, da parte di moltissimi cittadini, un sentito ringraziamento a Carla Speziali.

Grazie Carla per aver contribuito a risanare i conti della tua Città, per esserti impegnata fino in fondo, non senza difficoltà e resistenze, in numerosi progetti di crescita (realizzazione Palacinema e nuovo Lido, acquisizione Società Elettrica Sopracenerina e FEVI, pedonalizzazione di Piazza Grande, e tanti altri cantieri, forse meno noti, ma non meno impegnativi). Grazie Carla per esserti spesa per la politica, per la tua Locarno, dimenticandoti spesso anche di te stessa. E grazie Carla per aver lasciato il segno.

Natalia Ferrara Micocci, avvocato, candidata PLRT al Consiglio di Stato