Nicola Pini, ti ricordo due o tre cosette – di Paolo Pamini

Paolo Pamini di Area Liberale interviene polemicamente sul “caso Ducry” rivolgendosi al radicale e vice presidente PLR Nicola Pini. Io… mi tengo da parte non senza esprimere tutta la mia soddisfazione… per questo intenso dibattere sul liberalismo. Perdiana! Non c’è solo Bertoli, non c’è solo Ducry, non c’è solo Roic (che però è un valido collaboratore del portale).

Pamini 111 xNicola Pini sembra sbandare un po’ con la sua lettera a Rocco Cattaneo dopo la migrazione di Ducry dal PLR al PS. Peggio, descrive una realtà che non esiste; e ricordiamo che egli è il vicepresidente del PLRT nonché per anni collaboratore della ministra radicale Laura Sadis. Non può pertanto dire di ignorare i fatti, che per trasparenza qui sotto presento.

L’ala liberale non è più rappresentata in CdS dalla fucilazione pubblica di Marina Masoni nel 2007, a dimostrazione che negli ultimi 10 anni il PLRT, in particolare l’area radicale, ha sempre reagito con stizza, censura, ed attacchi personali contro gli esponenti liberali, padri delle ultime reali riforme in questo cantone.

La conferma si è avuta con gli attacchi nel 2011, su questioni personali anziché contro le proposte politiche, che Salvioni, Scacchi, Quadranti, Gendotti e tanti altri radicali hanno lanciato contro Sergio Morisoli, che stava appunto dando il tutto per tutto per cercare di riportare [si intenda: di conservare, ndR] in CdS il secondo ministro liberale cui Pini sembra ora tanto tenere. Ricordiamo il Salvioni che a 5 giorni dalle cantonali 2011 scrisse apertamente su LaRegione di preferire due leghisti in Governo a due PLR di cui uno fosse Sergio Morisoli! Fu accontentato.

È proprio da queste constatazioni e dall’esasperazione della caccia alle streghe interna al PLRT che nel 2012 abbiamo fondato AreaLiberale e che da convinto liberale (dopo i fatti del 2007 avevo personalmente rilanciato il Circolo Battaglini proprio per promuovere la cultura politica liberale tanto odiata nel PLRT***) ho seguito Sergio Morisoli in questo progetto di vera libertà propositiva e di confronto aperto su proposte di riforma. [***Questa affermazione sembra eccessiva. A mio avviso un tale “odio” non può essere attribuito al partito]

A giorni AreaLiberale pubblicherà i 40 atti parlamentari del Morisoli granconsigliere, molti di essi figli delle idee del 2005 nel libro “Modernizzare lo Stato”, la seconda puntata per così dire del Libro Bianco. Finalmente i cittadini potranno toccare con mano quanto nonostante l’abbandono del PLRT Sergio Morisoli abbia mantenuto una coerenza di pensiero e d’azione cristallina, e che la maggior parte delle sue iniziative parlamentari è oggi insabbiata in Gran Consiglio proprio da PLRT e PPD. La luce delle idee coerentemente liberali è per noi troppo forte per farle oscurare nelle intolleranti tenebre giacobine che infettano da anni il dialogo interno al PLRT. D’altra parte, i giacobini non sono famosi per risolvere differenze di pensiero con il dialogo, come Pini sogna, bensì con la ghigliottina (vedi Masoni 2007 e Morisoli 2011).

Se Nicola Pini volesse davvero un liberale in Governo, dovrebbe votare la lista La Destra e in particolare chi scrive con l’obiettivo di avere un leghista, un liberale coerente, e un radicale in sostituzione della radicale Laura Sadis. La ministra PLRT che per inciso ha promosso ed ottenuto il moltiplicatore cantonale che aumenta automaticamente le imposte quando il Parlamento spende senza contegno. Grazie PLR per il tuo concreto impegno verso buongoverno e imprenditoria.

Chi tra i cinque candidati PLRT debba coerentemente rappresentare l’anima liberale personalmente non lo capisco. Ma se anche tra loro ci fosse un convinto e coerente liberale che voglia difendere il primato del cittadino sulla Stato, la sussidiarietà, basse imposte, controllo della spesa pubblica ecc., dubito che avrà lo spazio nei prossimi mesi per formulare proposte radicalmente innovative. Sicuramente il radicale doc potrebbe essere Pini stesso, storicamente braccio destro di Laura Sadis e presidente radicale designato che all’ultimo minuto si è fatto bagnare il naso da Rocco Cattaneo per un’errata gestione dei voti al congresso cantonale PLRT.

Una cosa è certa: il giocattolo PLR lo hanno rotto i radicali nel 2007. Non per niente nacque IdeaLiberale, il cui esito fu il tentativo di eleggere Sergio Morisoli al posto del partente Gendotti per compensare Laura Sadis, notoriamente eletta con voti socialdemocratici. Nel 2011 arrivò la conferma dell’intolleranza verso i grossi nomi del liberalismo ticinese. Da allora il partito è allo sbando. Sogna il raddoppio ma non si sa poi bene per poi farne cosa, visto che le attuali proposte sono comunque stataliste, come la banda larga di Stato (quando la fibra ottica da anni la piazzano le imprese private!!!). Avessero almeno proposto di defiscalizzare per scopo pubblico la fibra ottica privata… Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Nei prossimi tre mesi sarà nostra (AreaLiberale, La Destra, e io come candidato in CdS corresponsabile della difesa incondizionata delle idee liberali portate avanti da 20 anni da Marina Masoni e Sergio Morisoli) responsabilità mostrare agli elettori che se vogliono davvero possono cambiare qualcosa. Come nel 1995.

Dr. Paolo Pamini
Candidato al CdS per AreaLiberale/La Destra

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