Contingenti SUBITO, prima che sia troppo tardi – di Gianmaria Frapolli

Notevole, ricco d’informazione e assai impegnato articolo del giovane candidato al Gran Consiglio

Frapolli smConsiderazioni
Le statistiche confermano che Germania, Italia e Gran Bretagna, conoscono dei problemi legati all’immigrazione simili a quelli della Francia. Si dice invece meno della Svizzera dove la situazione è altrettanto allarmante.

L’UDC in Svizzera, e in Ticino la Lega dei Ticinesi sono gli unici partiti che lottano a viso aperto contro questo problema. Pensiamo al divieto di costruzione dei minareti e alla votazione contro l’immigrazione di massa approvata il 9.2.2014.

Con l’adesione al sistema della libera circolazione delle persone che l’ha obbligata ad abbandonare il contingentamento dell’immigrazione, la Svizzera ha rinunciato nel 2007 ad ogni strumento che le permettesse di gestire il numero di immigrati. Da allora le statistiche sono esplose. Tra il 1980 ed il 2012 il numero di stranieri che vivono nel nostro paese è aumentato di oltre 956’000 unità, mentre quello degli svizzeri di 747’000 persone naturalizzate. Negli ultimi due anni l’esodo dall’estero verso la Svizzera è continuato ininterrotto.

Verso la metà del 2013 la Svizzera contava circa 8.1 mio di abitanti e, malgrado un forte tasso di naturalizzazioni, la percentuale di stranieri ha raggiunto il 23,3% nel 2012, ovvero circa 1,9 mio di persone. Le statistiche portano a pensare che nel 2035 in Svizzera ci saranno circa 10 mio di abitanti se l’immigrazione non verrà gestita in modo mirato. A differenza di un paese come la Francia la maggioranza degli stranieri regolari, circa il 66%, provengono dall’UE.

Prima della votazione del 9.2.2014 l’UDC Svizzera affermava che questo fenomeno demografico in Francia non era più gestibile né sostenibile. Purtroppo sono stati profetici alla luce dei tragici eventi che si sono manifestati a Parigi.

Il mercato del Lavoro
La Svizzera necessita di manodopera straniera, in Ticino l’esempio dei frontalieri è li da vedere. Tuttavia, contrariamente a quanto viene spesso affermato, la crescita economica non è causa della libera circolazione delle persone. La progressione del numero di impieghi dal 1990, dovuta anche all’immigrazione, è reale ma deve essere messa sul conto del settore pubblico, per i bisogni nati dall’immigrazione stessa. In realtà l’immigrazione crea delle necessità che conducono a delle nuove entrate di immigrati/frontalieri per soddisfarli. Si autogenera. Questo spiega che, se il PIL aumenta, le conseguenze sul PIL per abitante e sulla crescita economica per abitante sono molto deboli. Esiste una pressione sui salari dei «nuovi entrati» che permangono bloccati a causa dell’immigrazione stessa anche in periodo di alta congiuntura.

Da quando è entrata in vigore la libera circolazione delle persone il numero di disoccupati in Svizzera è rimasto elevato, in particolare fra gli stranieri. Questi rappresentano quasi ¼ della popolazione globale (23-25%) e raggiungono la soglia del 47% dei disoccupati registrati. Lo straniero che proviene dall’UE beneficia dell’assicurazione disoccupazione dopo 4 settimane di presenza sulla base del suo salario svizzero, mentre per uno svizzero questo è possibile solo dopo 12 mesi che ha iniziato a pagare l’assicurazione. I lavoratori svizzeri sono confrontati ad una forte pressione dovuta alla presenza di lavoratori stranieri e frontalieri (in Ticino oltre 60’000), senza dimenticare i «padroncini», falsi indipendenti, che lavorano sui cantieri svizzeri con dei salari ridicoli facendo esplodere il dumping salariale. La proporzione di stranieri sul totale della popolazione svizzera è pari a circa il 23-25% mentre la media degli stranieri che beneficiano dell’assicurazione disoccupazione, dell’assicurazione invalidità e dell’assistenza sociale è del 46%, ovvero il doppio! Per quanto riguarda l’AVS i nuovi immigrati sono al momento dei contribuenti al netto. Ma in futuro non sarà più cosi, perché diverranno dei beneficiari netti. L’immigrazione non permetterà mai di risanare il problema dell’AVS che ha per origine una sempre maggiore speranza di vita e un cambiamento della struttura demografica. Tutto a discapito delle generazioni future.

La fiscalità
Anche da un punto di vista fiscale l’immigrazione, e mi riferisco in particolare ai frontalieri per quanto concerne il Ticino, non portano grandi benefici. Se non per la vicina Italia che ne trae invece grandi vantaggi. A medio-lungo termine, in vista dei prospettati accordi tra Svizzera e Italia, la questione fiscale non potrà che evolversi negativamente, sempre che quanto emerso di recente nei media, venga effettivamente concretizzato nella convenzione al momento solo in bozza.

Le risorse
L’immigrazione di massa pesa gravemente sulle risorse della Svizzera. Uno studio del 2012, che riprendo, volto a valutare i bisogni di circa 80.000 immigrati supplementari ogni anno (esclusi i clandestini) ha portato a delle cifre impressionanti. Ne cito solo alcune:
– 34.500 alloggi;
– 3 ospedali;
– 600 infermieri;
– 300 classi nelle scuole ;
– 500 insegnanti;
– 72 scuole;
– 62 bus;

La crescita demografica rapida ed incontrollata di questi ultimi anni in un paese piccolo e montagnoso come il nostro (41.000 km2) ha per effetto che le strade sono spesso intasate e hanno raggiunto la massima capienza. Pensiamo ai problemi di traffico nel mendrisiotto e nel luganese. Anche nel sistema educativo vi sono dei problemi legati alla elevata percentuale di allievi stranieri che inevitabilmente diminuisce il livello generale dell’insegnamento, con contestuale diminuzione delle prestazioni scolastiche, rinforzo del sostegno scolastico, inversione del processo di integrazione, fuga delle famiglie autoctone verso le scuole private, criminalità giovanile.

La criminalità
Come in Francia l’immigrazione di massa è accompagnata da un alto tasso di criminalità. La Svizzera, paese tradizionalmente tranquillo e neutrale, conosce un costante aumento della criminalità in particolare per quanto concerne crimini e delitti gravi. Nel 2012 il 58% delle persone condannate ai sensi del Codice penale svizzero erano stranieri.

Le tradizioni
L’immigrazione di massa costituisce una minaccia per l’identità, la religione e la cultura svizzera, che arrischia di venire sostituita da valori importati che non ci rappresentano. Nel mondo del lavoro i direttori di aziende stranieri (a volte purtroppo anche svizzeri) preferiscono assumere personale straniero a salari più bassi anche perché più consono alle loro usanze e abitudini.

Le conseguenze di un’immigrazione smisurata si è vista di recente in Francia. La composizione religiosa della popolazione residente è mutata. Attenzione perché anche in Svizzera contiamo circa 400’000 mussulmani. Certo sicuramente solo una minoranza simpatizza con le idee islamiste estremiste, ma gli immigrati mussulmani spesso provengono da paesi che non conoscono un ordine giuridico democratico e laico, bensì un sistema teocratico dove la religione, l’islam, gestisce e decide tutto. Esattamente come noi siamo costretti a fare nei paesi a matrice islamica quando siamo ospiti, dobbiamo rigorosamente esigere la stessa cosa dagli immigrati mussulmani. Non esiste che venga tollerata nella nostra società una struttura parallela dove vige la legge mussulmana, la sharia. E assolutamente inaccettabile che in Svizzera siano tollerati o ancora incoraggiate pratiche come i matrimoni forzati, le uccisioni per onore, la vendetta, le mutilazioni sessuali sulle donne, i matrimoni con minori o ancora la poligamia e la violenza sistematica sulle donne. Svegliamoci finché siamo in tempo se non vogliamo che in un domani prossimo accada in Ticino quello che è avvenuto nella capitale francese.

Conclusioni
Concludo affermando che è giusto che in Svizzera ci sia la manodopera straniera necessaria, ma solo se questa non è disponibile tra i lavoratori indigeni. E necessario che s’instauri un regime di immigrazione temporale a seconda dei bisogni della nostra nazione. Considero giusto che la Svizzera possa gestire e decidere autonomamente l’entrata degli stranieri, a discapito eventualmente dei Patti bilaterali (o unilaterali) che oggi ci vincolano ai voleri dell’UE. Per tutti questi motivi e molti altri ancora che non ho elencato, sono convinto che gli svizzeri abbiano votato per mettere un freno all’immigrazione di massa lo scorso 9.2.2014, non si sono sbagliati come molti sostengono. Ora tocca al CF concretizzare con misure incisive la volontà popolare.

Gianmaria Frapolli
Economista
Candidato al Gran Consiglio Lega dei Ticinesi