Maledetto, benedetto – Ma ci ha cambiato la vita – I 25 anni del Mattino

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1aSe ne possono raccontare tante ma il popolo leghista c’è, fedele e pieno di fede (nel senso che ci crede ancora). A occhio e croce direi che sono accorsi in mille, si avverte nell’aria una notevole tensione emotiva. Tanta gente semplice (spero di riuscire a dirlo senza paternalismo, sarebbe fuori posto). La Lega ha saputo catturare l’interesse e suscitare le speranze della gente semplice, senza tante lauree e senza tanti soldi, quella stessa che veniva snobbata (e non è finita) dai più blasonati partiti.

Sono io populista? Lo sono diventato? Certamente no, mancherebbe anche questa. Ma mi sento abbastanza libero per giudicare questo fenomeno politico, questa sala affollata, quel domenicale che doveva durare “l’espace d’un matin” senza dover ricorrere a furibondi anatemi e senza subire travasi di bile.

“Dopo 25 anni siamo ancora qui!” esclamano gioiosi, quasi sorprendendosi della loro “sopravvivenza” i leghisti. Lasciatemi pensare a ciò che facevo 25 anni fa, nel mese di marzo. Per la prima volta dopo 10 anni NON organizzavo l’Open Scacchistico Internazionale di Lugano. Insegnavo matematica a Lugano 1 e il mio capo dipartimento NON era Bertoli.

Ho incontrato un candidato leghista al Gran Consiglio. È stato mio alunno, così come sua moglie. Erano compagni di classe. Molti anni dopo mi arrivò un’altra alunna con un’aria un po’ somigliante. Era la loro figliola. Abbiamo rievocato il tutto, ammiccando.

A uno dei pezzi da novanta, che ho cortesemente e rispettosamente salutato, ho dovuto dire: “Mi faccia un sorriso!” [… …] “Non costa nulla!” [… …]

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