Con il “Quantitative Easing” il bilancio è drogato

Il QE della Banca centrale europea, la droga che fa scomparire i deficit di bilancio (titolo originale)

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Lo scorso marzo, dopo aver esitato a lungo, il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi aveva lanciato il suo Quantitative easing da 60 miliardi di euro al mese. Questo piano permette di finanziare totalmente, e anche oltre, il deficit di bilancio di molti paesi europei.

I 60 miliardi di euro al mese del QE sono ripartiti fra i principali paesi della Zona euro in funzione della loro parte di capitale presso la Banca centrale europea. Ad esempio, per la Francia, che detiene 14,22% delle parti, sono 8.5 miliardi di euro al mese. In un anno fanno 102 miliardi, ben più del deficit di bilancio francese (85 miliardi di euro nel 2014).

L’Italia possiede il 12,5% del capitale della BCE, il che dà un QE “locale” di 7,5 miliardi di euro al mese, ossia 90 miliardi di euro l’anno, quasi il doppio del deficit di bilancio italiano (48 miliardi nel 2014). Idem per la Spagna (8,3% del capitale) con un QE annuo di 60 miliardi di euro, per un deficit di bilancio di 33 miliardi.

Nella Zona euro è in corso una politica monetaria degna dei paesi vicini al default, ma essendo nell’ambito della Banca centrale europea, il tutto ha un aspetto più che regolamentare.

Questa montagna di liquidità contribuisce a schiacciare ancor più i tassi d’interesse e a deresponsabilizzare i governi, perchè non si fanno più carico del finanziamento del deficit. Man mano che i vecchi prestiti sono sostituiti dai nuovi emessi a tassi vicini allo zero, o anche negativi, il costo del debito diminuisce. Dunque, ad esempio, perchè ridurre le spese pubbliche? In diversi paesi della Zona euro la situazione è questa : il debito aumenta, il deficit non diminuisce, il costo dei prestiti rifluisce.

Questo è il risultato del Quantitative easing della Banca centrale europea : una bolla obbligazionista e prezzi sconnessi dalla realtà, governi liberi da responsabilità e che rifiutano qualsiasi riforma strutturale.

Stampare moneta per importi nettamente superiori ai deficit di bilancio è la politica degna di un paese allo sbando e ci si debbono aspettare effetti deleteri notevoli.

(Fonte : express.be)