La vergogna europea del Mediterraneo – di Alessandro von Wyttenbach

(pubblicato come Opinione dal CdT e ripresentato con il consenso dell’Autore)

migranti (2)La cronaca riporta l’ennesima tragedia di oltre 400 migranti africani morti durante il loro tragitto dalla Libia verso l’Italia, si teme addirittura che altri 700 dispersi in mare abbiano perso la vita. ll mare Mediterraneo sta diventando un cimitero, i morti si contano ormai a decine di migliaia. Fresca è la non meno raccapricciante notizia di dodici migranti cristiani gettati a mare da un barcone dai musulmani a bordo, episodio che ci ricorda anche quale risma di immigrati dobbiamo aspettarci. Nonostante questi tragici fatti, l’UE continua a considerare il flusso di migranti dall’Africa verso l’Europa come un problema strettamente umanitario, da risolvere con la loro accoglienza ed integrazione. Queste stragi al momento suscitano plateali emozioni, ma ben presto la classe politica europea, priva del senso di umanità, ritiene più importante salvare le Banche, che non quei disperati che muoiono in mare davanti casa nel Mediterraneo, la cancelliera Merkel si limita a definire come «insoddisfacente» la situazione nel Mediterraneo. L’ Italia, che dimostra un ammirevole impegno umanitario, viene lasciata sola, al massimo viene biasimata per le insufficienze nel controllare l’emergenza. Una situazione vergognosa per la civile Europa.

L’UE non si rende conto, che il crescente flusso migratorio dall’Africa verso l’Europa ha ormai assunto una dimensione non più gestibile. La tratta dei migranti è diventata la terza fonte di arricchimento criminale, che viene subito dopo il traffico d’armi e di droga. L’attività dei passatori e scafisti, che ora riescono persino a servirsi delle motovedette libiche, ha raggiunto un livello di arroganza e criminalità, che merita la definizione di crimine contro l’umanità. I migranti che per paura del mare grosso, rifiutino di salire a bordo delle carrette, vi sono costretti con le armi; per gli scafisti non contano le vite degli esseri umani, ma solo il denaro incassato – dell’ordine del milione di $ per ogni imbarcazione. Una volta scaricata la «merce» umana sulle navi di salvataggio, essi recuperano, se necessario con l’uso delle armi, le loro imbarcazioni per nuovi trasporti. Con i mezzi finanziari di cui dispongono, sono in grado di noleggiare per il trasporto dei migranti addirittura navi da crociera. Tenuto conto delle centinaia di migliaia di disperati disposti ad assumersi i rischi del viaggio pur di raggiungere l’Europa, vista da loro come un paradiso, la domanda e gli incassi non mancano.

La miopia dei politici europei supera ogni limite. Gli Africani che desiderano raggiungere l’Europa sono milioni di esseri umani che non è più possibile accogliere degnamente senza entrare in conflitto con le basi culturali e sociali europee. Credere di poter fermare il flusso migratorio con l’aiuto dello sviluppo in loco è una ingenua, pia illusione – almeno fino a quando non verrà chiusa la porta dell’emigrazione. Tanto più che a emigrare non sono i più poveri dei poveri, ma proprio quella giovane forza lavoro, necessaria allo sviluppo. L’aiuto allo sviluppo è da sostenere, ma senza illudersi di fermare in tempo utile un fenomeno criminale, che ricorda sinistramente la tratta dei negri di triste memoria. Altrettanto illusorio è aspettarsi una prossima stabilizzazione politica della Libia, in balia delle varie fazioni islamiche, IS compresa, un’instabilità che fa il gioco dei criminali. Purtroppo una costruttiva collaborazione con i governi corrotti e instabili dei Paesi di origine degli emigranti – ad esempio per un’informazione sui rischi e sulle prospettive economiche negative in un’Europa afflitta dalla disoccupazione – pur auspicabile, resta una chimera. La corale, imbelle condanna morale di quanto sta accadendo da parte della classe politica del mondo civile e dell’ONU, non impressiona certamente i criminali. Per mali estremi sono necessari rimedi estremi: la dichiarazione di guerra delle nazioni dell’UE (e dell’ONU) alla criminalità organizzata che fa commercio di esseri umani. L’ iniziativa senza denti «Triton» dell’UE a difesa dei confini europei non previene, anzi, favorisce le stragi. L’unica misura realistica ed efficiente sarebbe invece il blocco militare navale europeo di tutti i porti e delle coste dalle quali partono le imbarcazioni. In secondo luogo bisogna avere anche il coraggio di usare senza esitazioni le armi contro le imbarcazioni degli scafisti.

È un grave errore di valutazione storica e di ignavia politica dell’UE il non rendersi conto, che la fuga dall’Africa, nata inizialmente a causa delle persecuzioni politiche, è ormai diventata un fenomeno di migrazione di massa dall’Africa all’Europa di dimensione storica dalle conseguenze imprevedibili, che minaccia le società europee. Purtroppo la storia non perdona mai gli errori di ingenuità politica, anche quando partono dalle migliori intenzioni morali.

Alessandro von Wyttenbach