Milano – Alla festa delle Associazioni e del Volontariato ZONA 1, l’Associazione In-flusso presenta “l’uovo ” del Maestro Masciarelli

Ieri 6 Giugno,  presso la Casa delle Associazioni e del Volontariato di via Marsala 8-zona 1 a Milano, le numerose e varie associazioni facenti capo alla Casa hanno creato una serie di vivaci eventi per celebrare la Festa della Casa aperta al pubblico.

In tale occasione lo scultore di fama internazionale Gino Masciarelli ha inaugurato la sua opera intitolata “Memoria riflessa nel presente e proiettata nel futuro” e la nostra collaboratrice Gianna Finardi ha tenuto un  discorso esplicativo illustrandone  i parallelismi con le tematiche fondamentali di Expo Milano 2015. Infatti l’opera è stata realizzata dal Maestro proprio per Expo Fiera e ieri è stata inaugurata pubblicamente alla presenza delle autorità: l’assessore Marco Granelli unitamente ai funzionari della Casa: la dott. Laura Castagnoni e la dott. Catia Chiesa.

Lo scultore Masciarelli iscritto alla Casa del Volontariato e delle Associazioni, in quanto presidente e fondatore dell’Associazione In-flusso, al termine della presentazione ha sottolineato l’importanza del rapporto coi giovani come elemento fonte di stimolo personale oltre che come importanza per la società. Investire nei giovani, secondo lo stesso Maestro, è imprescindibile  per il progresso umano  e non è un qualcosa limitato alla condivisione di un presente ma si traduce soprattutto in  un investimento proiettato nel loro futuro e nel futuro della società: tramandare  valori, sapere e  idee, che non smettono mai di vivere se lasciate a chi viene dopo di noi, significa mantenere una cultura immortale  e fruibile nel tempo in modo che ognuno di noi, nel passaggio terreno, possa contribuire al progresso della civiltà umana.

 Masc 1xNella foto da sinistra: Assessore Marco Granelli per  la Sicurezza e  la Coesione sociale, Polizia locale, Protezione civile, Volontariato; dott. Gianna Finardi; Maestro Masciarelli; il funzionario del Comune, dott. Catia Chiesa.

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Il Funzionario, l’Assessore e il Maestro 

Uovo M xEcco il testo con il quale la giornalista Gianna Finardi ha presentato la rivoluzionaria opera di Masciarelli.

Questa magnifica opera, intitolata “Memoria riflessa nel presente e proiettata nel futuro” è oggi presentata in esclusiva e per la prima volta in occasione di Expo Milano 2015.

Analizziamo le idee cardine cui si ispira la Fiera Expo Milano e cogliamone i parallelismi con l’opera. Il tema centrale di Expo Milano 2015 è: ”Nutrire il pianeta, energia per la vita” e come argomenti collaterali vi sono:

  • cibo sano in termini di qualità e sicurezza alimentare;
  • quantità del cibo affinché tutti gli esseri umani ne abbiano accesso per eliminare fame, sete, mortalità infantile e malnutrizione;
  • valorizzare la conoscenza delle “tradizioni alimentari” come elementi culturali ed etnici;
  • preservare la biodiversità.

Domandiamoci, qual è il segreto della ricchezza del cibo? Dove nasce il buono, il bello, il sapore, il colore e la forma delle pietanze? Sicuramente nasce dalla varietà degli ingredienti che si traduce in originalità, unicità e gusto sulle tavole. Ma che cosa garantisce la varietà degli ingredienti?

Secondo il presidente di Slow Food Carlo Petrini, la ricchezza è sinonimo di varietà e quest’ultima deriva dal patrimonio genetico di 7 mila specie vegetali e animali che garantiscono l’alimentazione umana, tanto fondamentali da rappresentare un tesoro racchiuso nei campi, custodito nelle sapienti mani degli agricoltori, nella memoria delle tradizioni. Un qualcosa da difendere e da valorizzare, così prezioso e unico da sembrare una carta vincente da giocarsi contro la dilagante crisi economica e la fame nel mondo.

Il Maestro Masciarelli ha preso in considerazione l’origine, la struttura, il nutrimento e l’evoluzione della vita sul pianeta Terra, ha dato forma ad un’interazione complessa e dinamica di simboli soggetto e oggetto scultoreo.

Perchè l’uovo come protagonista?
L’uovo in natura è una cellula capace di originare un individuo vitale, come se da un qualcosa di immobile-quiescente, le cui potenzialità sono incalcolabili a priori, si compisse il mistero della vita, della nascita per originare un essere vitale, dinamico e proiettato nel tempo del percorso vita.

Possiamo paragonare l’uovo a una bomba contenente l’esplosivo della vita ed ecco, come è stata ideata dallo scultore Masciarelli, che l’opera raffigura un uovo diviso in 2 parti-elementi con scanalature-lacerazioni, il cui significato è l’origine del cosmo: il big-bang come principio iniziatore di materia, di sostanza e quindi di vita in senso lato.

Tra le due metà dell’uovo, su cui sono rappresentate le etnie, si erge come una regina padrona, indiscussa e sovrana, la molecola di DNA: sembra legare le due metà, sembra superare la spaccatura e la sua potenza è tale da accomunare l’intera umanità, l’intero creato, le differenze etniche dei gruppi umani con le loro culture, caratteristiche somatiche, lingue, che restano così armonizzate in un “canto all’umanità”.

Il DNA è il principio del mistero della vita, la macromolecola, il codice irripetibile garante di biodiversità capace di assicurare il nostro funzionamento e la crescita, mentre grazie alla casualità ordinata della sua attività favorisce l’evoluzione stessa dell’essere e l’evoluzione della specie nella storia dell’umanità.

Sulla sommità del DNA vi è un uovo appeso che dondola e si specchia in una ciotola d’acqua. Perché l’acqua? L’acqua come alimento essenziale, vitale per il pianeta Terra: è quella cosa che garantisce il compimento del mistero della vita, abbeverando, irrorando lo stesso flusso vitale delle creature. Il DNA con l’uovo che dondola si specchia nell’acqua generando la vita come un feto che nel liquido amniotico del grembo materno si nutre e si forma.

L’opera è stata realizzata con i seguenti materiali:
Uovo: le etnie a rilievo e la base in vetroresina (etnie dipinte)
Il DNA e la ciotola contenente acqua sono in bronzo.

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In conclusione non clonare il DNA, non alterare il codice della vita significa garantire la ricchezza della natura, l’evoluzione e la sua bellezza innata fatta di forme, colori, sapori dalla quale l’umanità ha sempre attinto nutrimento, sostentamento e ispirazioni spirituali, ma soprattutto secondo il Maestro: “È l’unicità che conta, la ripetizione a cosa serve? La clonazione fa perdere il valore dell’essere unico e irripetibile: perdere l’autenticità significa anche perdere la memoria di una specie.”

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Per concludere Gianna Finardi ha ringraziato il Maestro con queste parole:

“Ieri per me è stato un onore presentare al pubblico  l’opera del pregiatissimo scultore Masciarelli. Quando mi hanno domandato come ho conosciuto il Maestro, ho risposto che si tratta della casualità del destino. Un giorno ho trovato il catalogo di una sua mostra allestita a Cortina d’Ampezzo, “il Bestiario”, e ho scritto un articolo sulla sua arte perché ne fui colpita profondamente sin dalla visione della copertina, intuendo subito che si trattava di qualcosa di eccezionale. Peccato non averlo conosciuto prima ma purtroppo con dispiacere osservo che l’arte diviene sempre più un oggetto  di nicchia, sempre meno visibile attraverso i media tradizionali. Perciò pubblicai uno scritto di analisi e presentazione  sul portale Ticinolive. Questo mio scritto arrivò sino al Maestro il quale istintivamente captò  la mia capacità di far emergere i significati più profondi e importanti delle sue opere, come se avessi trovato un codice di conversione del suo linguaggio visivo.

Siamo completamente differenti per provenienza, cultura, epoche, vite vissute, ma abbiamo vinto la sfida della comprensione dei due rispettivi mondi ai quali apparteniamo e siamo riusciti a intessere un collegamento superando gli iniziali ostacoli inevitabili , usando la diversità come fonte di ricchezza da condividere.

Anche questo è un esempio che la diversità, come nel caso della biodiversità in natura,  si può  tradurre in sinergia produttiva e con il Maestro sto scoprendo il linguaggio simbolico della sua arte che prima mi era sconosciuto ma che – imparato con attenzione, elaborato a tappe e apprezzato in un meccanismo simile con il quale ho imparato  le lingue straniere, il linguaggio della chimica e della biologia – spalanca le porte a un mondo fatto di bellezza, nobiltà di contenuti e spiritualità eccelsi. La varietà del linguaggio scultoreo del maestro assume numerose sfumature a seconda dell’opera e questa creatività fa sì che egli possa esprimere i  significati e i concetti che hanno portato all’esecuzione dell’opera.

Ringraziando  il Maestro Masciarelli per questa occasione di crescita e arricchimento, comunico ai gentili lettori che vi saranno altri appuntamenti aperti al pubblico in cui poter ammirare la scultura di ieri”.

Riportiamo una serie di scatti  eseguiti da Franco Vertovez

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