Terrorismo islamico : Boko Haram, il mostro ferito

Boko 1dal portale www.blognews24ore.com

Addio conquiste e proclamazione di un califfato islamico in Africa. Da quando gli eserciti locali si sono svegliati, il gruppo islamista nigeriano Boko Haram sembra essere prossimo alla fine.

In questo sta la spiegazione del doppio attentato che ha colpito il Ciad il 15 giugno? Oggi Boko Haram appare come una bestia ferita che lotta per sopravvivere. Dunque una bestia arrabbiata e pericolosa. E’ lontano il periodo in cui il gruppo progettava l’instaurazione di un Califfato, controllava gran parte delle città nel nord della Nigeria e si preparava a riconquistare Maiduguri, suo feudo storico. Era lo scorso gennaio.

Da allora, il Ciad, il Camerun e il Niger sono entrati in guerra nel territorio della Nigeria. Il nuovo capo di Stato, Muhammadu Buhari, ha dichiarato prioritario lo sradicamento del gruppo terrorista. In pochi mesi gli islamisti hanno perso il controllo delle città conquistate nel 2014. L’esercito è entrato persino nella foresta di Sambisa, sino a poco tempo fa territorio inespugnabile. Una fonte militare francese ha confermato che negli scontri armati i guerriglieri islamisti hanno perso molti uomini e molte armi. La loro rete logistica è stata smantellata. La loro attività pare agli sgoccioli, si sono ridotti a rifugiarsi nella foresta e sui monti Mandara, alla frontiera con il Camerun e soprattutto nelle isole del lago Ciad.

Fonti militari asseriscono che lo sradicamento di Boko Haram è questione di pochi mesi. Altri sono più cauti : “Hanno subito perdite, ma il nucleo del gruppo è intatto e non mancano le nuove reclute – constata un ufficiale occidentale – E’ poco probabile che gli insorti attacchino l’esercito regolare frontalmente, come era accaduto l’anno scorso. Preferiscono la tattica della guerriglia, attraverso la quale seminano il terrore.”

In questa logica di guerriglia, il 17 giugno uomini di Boko Haram hanno distrutto due villaggi nel Niger, uccidendo 38 persone e dando fuoco a un centinaio di abitazioni.

(Fonte : jeuneafrique.com)

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