Parate e cortei storici ad Expo: dall’Italia alla Cina – di Cristina T. Chiochia

Una grande festa di sicuro effetto

Expo Chiochia 1Il Cardo ed il Decumano di Expo si incrociano solitamente in una grande festa. Una festa italiana di luci, suoni e colori che, mescolandosi alle belle e colorate coreografie all’albero della vita, in questi giorni ha visto protagonista la città di Asti in Piemonte con il suo celebre Palio e i suoi protagonisti, oltre alla celebre parata per i bambini e foody. Lo scopo è sempre lo stesso: ricordare le eccellenze italiane in modo non tradizionale anche quando a sfilare per le vie di Expo sono figuranti in costume, sbandieratori e tamburini che di contemporaneo paiono avere così poco.

Quasi che la filosofia del rinascimento italiano del dolce stil novo si materializzasse a suono di high tech e tecnologia per tornarne vissuta ancora, in qualche modo. Eppure l’uomo che vive e fa parte di una natura amica, di ancestrale locus amoenus all’ombra dell’albero della vita, diventa paradossalmente protagonista anche della storia e non solo della geografia dei popoli, con iniziative come questa, che sono quindi non solo apprezzabili ma in linea con la filosofia di Expo 2015, dove tradizioni e progressi culturali seguono lo stesso filone dei processi contadini e di produzione agricola ed industriale.

E così si parte dalla parata degli sbandieratori per arrivare, in meno di due ore, agli albori della Cina e delle sue mille civiltà. Da quelle bandiere controllate alla perfezione, senza la frustrazione di errori perché quei gesti perfetti illustrano appunto tradizioni culturali millenarie e portate grazie al volontariato di fedelissimi amanti di queste antiche pratiche in Italia e famose nel mondo, sempre perfette. Ecco arrivare la musica ed i costumi cinesi mentre ci si avvicina al padiglione. Mantenere vive le tradizioni non è sicuramente compito facile, ma Expo insegna anche questo: e mescolare tradizioni da oriente e occidente pare non solo semplice ma istruttivo due volte. Ed ecco quindi la prima volta: a fine parata non è del tutto strano imbattersi in una contorsionista nel teatrino allestito davanti al padiglione cinese, quasi a simboleggiare che l’uomo è parte integrante della natura attraverso le sue tradizioni culturali. Questo processo ha qualcosa di straordinario.

Perchè è come se si “razionalizzassero” i passi compiuti in millenni dall’uomo. E così, ed è questa la seconda volta, vedere sbandieratori e figuranti in abiti di scena è del tutto assimilabile, almeno nel quadro dell’Expo, alla ricerca dell’equilibrio tra gli esseri umani come filo conduttore tra ambiente e natura nella presentazione, in abiti tradizionali, di cerimonie e riti così lontani – ma anche così vicini – a noi. E chissà, forse, anche quegli sbandieratori e la loro bravura, quelle dame agghindate in corteo, avvicinano chi, custode di tradizioni su questo pianeta, si sente a volte così poco attratto dall’illustre processo del dono della storia umana. Da nord a sud, da est ad ovest, su di un Cardo e un Decumano Expo 2015 ce lo ricorda, divertendo e facendo divertire.

Cristina T. Chiochia

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