Menzogne e voltafaccia nel caso della Grecia – di historicus

atene-il-partenonneIl vero scandalo della Grecia è che nessuno dice la verità (II)

Dopo tutto quello che si è scritto e si sta scrivendo tuttora sul caso attuale della Grecia, non vale la pena aggiungere ulteriori analisi. Ma considerando che, purtroppo, viviamo nell’epoca di “clic” e “zap” e la memoria dei cittadini si continua ad accorciare spaventosamente, vale la pena semplicemente ricordare, quasi in stile telegrafico, alcuni fatti – in ordine cronologico.

(I)

Quando è iniziata la crisi greca? Perché della crisi greca se ne parla da alcuni anni, ma si dimentica che l’ex-presidente Papandreu ha parlato del rischio di una bancarotta della Grecia già verso la fine del 2009. Considerando che la Borsa azionaria è in molti casi un barometro valido per l’andamento dell’economia, consideriamo il grafico sottostante in cui abbiamo riprodotto 3 indici azionari europei: (a) l’indice ATHEX della Borsa di Atene, (b) l’indice europeo DJEurostoxx50 che si basa sulle 50 aziende più importanti dell’area euro e (c) l’indice DAX della Borsa tedesca. (Per facilitare i paragoni, i 3 indici sono stati normalizzati in 31.12.2007 = 100.)

Hist jpgEffettivamente possiamo osservare che a partire da ottobre 2009 (ossia dalla barra rossa verticale) la Borsa greca continua a cadere, mentre le principali Borse europee si recuperano. Inoltre, considerando che l’indice che è maggiormente salito dopo la crisi del 2007 – 2009 è stato l’indice tedesco DAX, si ottiene per lo meno un piccolo indizio che chi più avrebbe guadagnato dall’euro sia stata proprio la Germania.

(II)

Malgrado che a partire dalla fine del 2009 era abbastanza chiaro che, contrariamente a quello che succedeva nel resto dell’Europa, la situazione economica della Grecia stava via via peggiorando, assistiamo alle “[i]ncredibili dichiarazioni di Mario Monti durante un’intervista del 26 settembre 2011: ‘Oggi stiamo assistendo al grande successo dell’euro e la manifestazione più concreta di questo successo è la Grecia, costretta a dare peso alla cultura della stabilità con cui sta trasformando se stessa’.” (da varie fonti su internet) Veniva e viene da domandarsi: ma lo ha detto sul serio?

(III)

In marzo del 2015, finalmente, anche Mario Monti, il professore della Bocconi che è stato premier italiano all’apice della crisi del debito europeo, riconosce e sostiene che “i tempi per i giochi … sono finiti per la Grecia”. (da varie fonti su internet) C’è veramente da domandarsi: che cosa farebbe Mario Monti se dovesse assumere l’incarico di Tsipras o di Varoufakis? Avrebbe il tempo e la tranquillità di fare le riforme richieste, dovendo viaggiare continuamente a Berlino o Bruxelles a negoziare?

(IV)

All’inizio di maggio di quest’anno, “in un convegno pubblico, l’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi ha ‘rivelato’ che la Grecia truccò i conti per entrare nell’euro. In molti hanno sottolineato come sia stupefacente che Prodi sveli questa verità solo di fronte al fallimento dell’euro e ad una crisi generata dagli errori di allora. Eppure nessuno ha fatto notare una cosa ancora più stupefacente: e cioè che Prodi accusa la Grecia di ciò di cui, in Europa, accusano lui.

Nel 2011, il settimanale tedesco ‘Der Spiegel’ pubblicò una lunga inchiesta giornalistica sulla cosiddetta ‘Operazione autoinganno’, quella con la quale il governo tedesco e l’Europa chiusero gli occhi di fronte ai trucchi contabili dell’Italia messi in atto per riuscire a rientrare nei parametri di Maastricht necessari ad aderire alla moneta comune. E chi fu a truccare i conti italiani per far entrare il nostro Paese nell’euro? Un nome a caso: Romano Prodi.

L’inchiesta, basata sullo studio di numerosi documenti del governo di Berlino, relativi agli anni 1996-1998, dimostrava che l’allora Cancelliere tedesco Helmut Kohl era pienamente consapevole che l’Italia non aveva alcuna solidità economica per entrare nell’euro; e che solo ragioni politiche lo spinsero a non tenere conto degli avvertimenti dei suoi economisti.

Già nel febbraio del 1997, i funzionari della Cancelleria tedesca rimasero sorpresi quando a seguito di un vertice italo-tedesco il governo Prodi presentò dati del deficit di bilancio fin troppo diminuiti rispetto alla stime previste anche da FMI e OCSE. La sensazione fu che si fosse attivato un italianissimo gioco delle tre carte sui conti pubblici italiani.

Qualche mese dopo, Jürgen Stark, importante economista tedesco che diventerà capo della Bundesbank, denunciò le pressioni del governo italiano sulla BCE affinché non ‘prendesse una posizione critica’ nei confronti dell’eccessivo debito dell’Italia.

Nel marzo del 1998, l’allora capo dei negoziatori tedeschi a Maastricht Horst Köhler (che poi diventerà direttore del FMI e in seguito Presidente della Germania) scrisse direttamente a Kohl che l’Italia rappresentava ‘un rischio particolare per l’euro’ perché non aveva operato alcuna ‘riduzione permanente e sostenibile di deficit e debito.

Nell’inchiesta, ‘Der Spiegel’ spiegò che Romano Prodi ed il suo ministro del Tesoro, il banchiere Carlo Azeglio Ciampi (definito un ‘giocoliere finanziario creativo’), adottarono un mix di trucchi contabili… che si sommarono alla circostanza favorevole di “tassi storicamente bassi”.

In questa maniera il tecnocrate a capo di un governo di neo-comunisti e banchieri ottenne il risultato di far apparire i conti italiani a posto, promettendo all’amico Kohl che poi li avrebbe consolidati in seguito.

In Europa erano consapevoli di questo inganno ma il Cancelliere fu irremovibile; vi erano considerazioni politiche che imponevano che l’Italia entrasse nell’euro a tutti i costi: non si poteva tenere fuori un paese fondatore dell’Europa. La situazione era talmente pericolosa che il Primo Ministro olandese in un incontro riservato con Kohl spiegò che ‘l’ingresso dell’Italia era inaccettabile’ in assenza di prove aggiuntive che facessero vedere un consolidamento di bilancio ‘credibile’. ‘Der Spiegel’ concludeva in maniera netta che l’aver accettato che l’Italia entrasse nell’eurozona ‘ha creato il precedente per un errore ancora più grande: l’ingresso due anni dopo della Grecia’.

Forse Prodi dovrebbe regalarci un po’ di silenzio.”
(dal blog di Giampaolo Rossi, ma si possono ottenere le stesse informazioni da varie altre fonti su internet)

Verrebbe da concludere: Il vero scandalo della Grecia è che nessuno dice la verità – a cominciare da alcuni importanti politici italiani…

historicus