Energia solare dai paesi arabi per riscaldare l’Europa

Siemens e Deutsche Bank nel progetto Desertec

dal portale www.blognews24ore.com

desert-eumenaL’energia emessa dal sole nel deserto può sostituire le altre fonti di energia. Lo sostiene il fisico tedesco Gerhard Knies, che nel 1986 era stato il primo a determinare, dopo la catastrofe nucleare di Tchernobyl, l’energia solare sufficiente per soddisfare la domanda mondiale di elettricità.

Knies ha dimostrato che, in 6 ore, i deserti del pianeta ricevono tanta energia proveniente dal sole quanta ne viene consumata a livello globale in un anno. Una parte del Sahara grande quanto il Galles potrebbe, ad esempio, fornire elettricità solare all’intera Europa.

Convinto di aver trovato l’alternativa agli idrocarburi, Gerhard Knies è promotore di “Desertec”, un’iniziativa che entro il 2050 punta a realizzare una vasta rete di campi di energia eolica e di pannelli solari in Medio Oriente e nel nord Africa. Queste installazioni, direttamente connesse all’Europa tramite specifici cavi ad alta tensione, dovranno generare il 15% dei bisogni in elettricità del continente europeo. Il costo del progetto è di 400 miliardi di euro.

Gerhard Knies non è l’unico a capire che in Medio Oriente il clima rappresenta un fattore vantaggioso. Nell’aprile 2011, il portale d’informazione Slate scriveva come la catastrofe nucleare di Fukushima, in Giappone, aveva fatto reagire anche i paesi arabi, che sempre più guardano con interesse all’energia solare. All’indomani della catastrofe, in una riunione di esperti a Abu Dhabi si era deciso che entro il 2020 almeno il 25% dell’energia consumata negli Emirati Arabi Uniti proverrà da energia solare.

Il progetto di Gerhard Knies è rimasto utopico per anni, sino a quando, nel 2009, un consorzio di importanti società, fra cui Siemens e Deutsche Bank, ha formato la Desertec Industrial Initiative, il cui scopo è realizzare la prima tappa, un campo di pannelli solari in Marocco.

Alcuni pensano, come Daniel Ayuk Mbi Egbe, del “Réseau africain pour l’énergie solaire” che il progetto tedesco sia una sorta di neo-colonialismo :

“Molti africani sono scettici. Gli europei fanno promesse, ma alla fine della giornata prendono i loro ingegneri e il loro equipaggiamento e se ne vanno. E’ una nuova forma di sfruttamento delle risorse, esattamente come accadeva in passato.”

Un altro problema riguarda il finanziamento. Chi finanzierà queste costose installazioni? La presenza di banche tedesche nel consorzio suggerisce che investiranno grosse somme. Altri temono che alla fine i costi verranno assunti dai contribuenti europei.

Gli esperti ritengono che in Europa il costo dell’elettricità prodotta da pannelli fotovoltaici è ancora elevato, variando tra 150 e 400 euro/Mwh. All’elettricità prodotta in Marocco e portata in Europa vanno aggiunti i costi di trasporto. Al confronto, in Francia, l’energia nucleare costa solamente da 30 a 120 euro.

(Fonte : wikistrike.com)